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All’asta il volantino con il quale le BR rivendicarono il sequestro Moro

All’asta il volantino con il quale le BR rivendicarono il sequestro Moro

Quel giorno è ancora impresso nella memoria di molti italiani.
Era il 16 marzo 1978. A Roma, in via Fani, poco dopo le 9 del mattino, un commando delle Brigate Rosse entrava in azione bloccando le auto del presidente Dc Aldo Moro, uccidendo i 5 uomini di scorta e portandolo via su una Fiat 132 blu. Poco dopo, l’azione fu rivendicata con una telefonata all’Agenzia Ansa.
Oggi, dopo quasi 44 anni da quel tragico episodio, va all’asta un documento storico. Si tratta proprio del volantino originale con il quale le Brigate Rosse  rivendicarono il sequestro e il massacro della scorta.

Il documento all’asta

Il volantino, con tanto di intestazione con stella a cinque punte delle BR, fa parte del lotto 43 del catalogo “Autografi & Memorabilia”: musica, cinema, calcio, sport, storia e una selezione di manifesti pubblicitari d’epoca”.
A proporlo all’asta on line è la Bertolami Fine Arts di Roma e c’è tempo fino al 18 gennaio per riuscire a portarselo a casa.

Una delle più drammatiche pagine della storia d’Italia

Il foglio misura 33 cm per 22, è ciclostilato e scritto su entrambi i lati con 80 righe di testo. Dal prezzo base dell’asta di 600 euro la quotazione con 12 offerte finora pervenute è arrivata a 1.700 euro.

BR
Nelle prime righe del volantino si legge: “Giovedì 16 marzo un nucleo armato delle Brigate Rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati Corpi Speciali è stata completamente annientata”.
Il documento si chiude con la data e la firma: “16/3/78 Per il Comunismo Brigate Rosse”.

In 80 righe i motivi del sequestro Moro

E’ descritto in condizioni molto buone anche se presenta lievi strappi ai bordi e pieghe centrali.
Nel sito web della case d’aste che l’ha messo in vendita queste parole accompagnano il documento: drammatico testo di propaganda, redatto e fatto pervenire alle organizzazioni giornalistiche perché divulgassero le motivazioni del rapimento e le ragioni politiche di lotta di classe che spingevano la rivoluzione brigatista negli anni ’70 ad essere così violenta.

La parte conclusiva del documento @bertolamifineart.com

Il primo di una serie di comunicati delle BR

Il volantino con cui si rivendica il rapimento di Moro è stato trovato 48 ore dopo il rapimento in un sottopasso tra Largo Arenula e Largo di Torre Argentina (a Roma) sul tetto di una macchinetta per le foto tessere. Allegata vi era una polaroid che ritraeva Aldo Moro.
Durante i suoi 55 giorni di prigionia, le Brigate Rosse diffusero altri 9 comunicati prima del tragico epilogo della vicenda.

Lunghe trattative, poi la fine

In quello del 24 aprile 1978 chiedevano la liberazione di 13 Br detenuti, tra cui Renato Curcio, in cambio di Moro.
Tuttavia proprio quando si profilava qualche esile speranza e Craxi aveva indicato i nomi di due terroristi ai quali avrebbero potuto concedere la grazia per motivi di salute, il comunicato numero 9 annunciava la conclusione della battaglia con la sentenza.
Il 9 maggio 1978, nel portabagagli di una Renault 4 rossa, in via Caetani (Roma) vicino alle sedi di Dc e Pci, la Polizia trovò il cadavere di Aldo Moro.

Silvia Bolognini

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Tag:  Aldo Moro