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Coronavirus: il Veneto passa in fase 4

Coronavirus: il Veneto passa in fase 4

di Valentina Rossi

Il Veneto è tornato in fase 4 e la provincia di Venezia in fase 3.
I dati legati all’ospedalizzazione migliorano e inizia così finalmente la scalata a ritroso del piano sanitario regionale.
Suddiviso in colori e fasce per distinguere i vari passaggi dell’emergenza, il semaforo veneto, com’è stato chiamato, pone come indicatore di rischio l’area della terapia intensiva.
Le cinque fasi, corrispondenti ai cinque colori verde, azzurro, giallo, arancione e rosso, rivelano quindi a quale stato dell’emergenza siamo negli ospedali e quale livello di gravità medici e infermieri stiano affrontando.

semaforo fasi Veneto
semaforo fasi Veneto

La buona notizia che il Veneto è entrato in fase 4 è stata resa nota dalla Regione del Veneto e questo fa ben sperare anche sulla decisione da parte del ministero della salute, che venerdì stabilirà i nuovi colori da attribuire alle singole regioni.

I vaccini

Intanto il Veneto prosegue sul piano dei vaccini, sul quale il presidente Luca Zaia ha dichiarato nei giorni scorsi che, dopo lo stop temuto, “Pfizer ritornerà la prossima settimana a regime, con anche una timida apertura in più”.
Come ha spiegato lo stesso governatore del Veneto “l’esperienza israeliana ci dice che aver vaccinato gli over 70 ha determinato un crollo dei ricoveri. Per questo, dobbiamo mettere in sicurezza gli anziani, non pensare a una vaccinazione trasversale considerando che in Veneto sono 530.000 gli over 75 aventi titolo”.

 

Dati Veneto fase 4
Dati Veneto fase 4

Il metodo israeliano citato da Zaia sembra essere una chiave per raggiungere più in fretta la tanto agognata immunità di gregge.

Lo studio Hume sull’immunità di gregge

Su questo tema è intervenuto uno studio dell’istituto Hume, che stima il numero di settimane che sarebbero ancora necessarie se anche in futuro le vaccinazioni dovessero procedere di questo passo(indice DQP).
Il calcolo dell’indice da parte di Hume si basa su 4 parametri:  stima del numero di italiani vaccinati necessario per garantire l’immunità di gregge;  numero di vaccinazioni effettuate nell’ultima settimana; numero di vaccinazioni effettuate dall’inizio della campagna (1° gennaio 2021) fino alla settimana anteriore a quella su cui si effettua il calcolo; tipologia di vaccini che verranno presumibilmente usati ossia a 2 dosi o a dose singola.

Quello che è emerso dal monitoraggio per queste prime settimane è che all’inizio della terza settimana del 2021 , ovvero lunedì 18 gennaio, il valore di DQP era pari a 147 settimane. Restando invariata la situazione, l’immunità di gregge potrebbe essere raggiunta quindi solo a novembre 2023.

Tuttavia, da lunedì 25 gennaio 2021, a causa dei ritardi e dei tagli alle consegne dei vaccini,  il valore di DQP è risultato pari a 355 settimane. Se la situazione non migliora, il raggiungimento dell’immunità di gregge non potrebbe esser raggiunto prima del mese di novembre 2027.

Secondo i ricercatori di Hume per raggiungere, come indicato dagli obiettivi, l’immunità di gregge entro settembre-ottobre 2021, il numero di vaccinazioni settimanale dovrebbe esser pari a 2 milioni,  circa 10 volte quello attuale.

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