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SARS-CoV-2: ancora tanti segreti sul virus. Nuova indagine?

SARS-CoV-2: ancora tanti segreti sul virus. Nuova indagine?
SARS-CoV-2 Coronavirus

A quasi un anno e mezzo dall’esplosione della pandemia mondiale di Covid-19, superata la fase più critica, il mondo vuole vederci chiaro e capire come sono veramente andate le cose.
In primis i grandi della Terra, i componenti del G7 pronti a riunirsi da domani, 11 giugno, per tre giorni in Cornovaglia, sono intenzionati a sollecitare una nuova indagine sul coronavirus da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Ma anche l’Italia, nel suo piccolo, tenta di fare ordine su quelle che sono state le prime mosse della task force organizzata per fronteggiare un problema rivelatosi poi molto più grande di quanto inizialmente stimato.

G7: “andiamo a fondo della questione”

I leader dei principali Paesi del mondo avrebbero già preparato la bozza con cui comunicano la richiesta all’Oms di andare ancor più a fondo. L’obiettivo è quello di riuscire capire, con la massima trasparenza, da dove siano partiti i primi focolai di Sars-CoV-2.
L’ipotesi che il virus sia fuoriuscito da un laboratorio cinese a Wuhan non è infatti mai stata completamente fugata.
In particolare, gli Usa stanno portando avanti un’indagine in merito. E sarebbe stato proprio il presidente Joe Biden a sollecitare i colleghi degli altri Stati del G7 ad allargarla con il coinvolgimento dell’Oms.

Vaccini garantiti ai Paesi in via di sviluppo

Il comunicato del G7, secondo il Guardian, dovrebbe essere perfezionato nel corso della riunione, per essere poi pubblicato domenica, a chiusura del summit. Tra gli altri contenuti legati alla pandemia, anticipa Bloomberg, dovrebbero esserci anche un paio di impegni da parte delle Nazioni più avanzate per favorire la vaccinazione dell’intero pianeta.
In primo luogo, la fornitura di un miliardo di dosi aggiuntive di vaccini nel prossimo anno, da destinare in particolare ai Paesi in via di sviluppo.
Inoltre, potrebbero essere eliminate le restrizioni commerciali alle esportazioni dei sieri anti-Covid ritenute non necessarie.

Italia: pubblicati gli atti inizialmente secretati

Il Ministero della Salute italiano, come disposto con una sentenza dal Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso presentato dal deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, impossibilitato ad accedere agli atti perché “secretati”, ha pubblicato ora i resoconti del periodo tra il 22 gennaio e il 21 febbraio 2020 relativi all’attività della task force isitituita per coordinare le iniziative legate ai primi campanelli d’allarme sul Covid-19.
Dai documenti emerge che gli esperti, a inizio febbraio, ritenevano che la circolazione del virus fosse limitata alla Cina, senza coinvolgimento di Italia ed Europa nell’epidemia.

Prima dell’esplosione del problema, con i casi di Codogno e Vo’ Euganeo, l’Istituto Superiore di Sanità, pur suggerendo di predisporre un piano di aumento dei posti in terapia intensiva, affermò inoltre che il virus non si trasmetteva prima della comparsa dei sintomi.
Anche per questo, il Comitato Tecnico Scientifico non ritenne necessario effettuare tamponi sugli asintomatici. Già a inizio febbraio, invece, il ministro della Salute Speranza aveva auspicato l’adozione di misure più rigide.
Della necessità di aggiornamento del piano pandemico nazionale scritto nel 2009 si iniziò a parlare solo il 15 febbraio, con la prima riunione dell’apposito tavolo di lavoro fissata per il 18 febbraio.

Alberto Minazzi

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