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Venezia: entro marzo conclusi gli scavi in umido di 31 canali

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Si punta sulla Legge Speciale per dare a Venezia anche una rete fognaria

11.500 metri cubi di fanghi già scavati sui 13.500 programmati per garantire una maggior salubrità e navigabilità dei canali.
E’ in via di conclusione la campagna di scavi in umido dei rii del centro storico. Tra la prima e la seconda tranche saranno in totale 31 i rii scavati.
Inizialmente i canali indicati per lo scavo nella seconda tranche erano 21, successivamente il numero è salito a 23.
Entro marzo i lavori saranno conclusi con l’intervento nei canali del Megio, dei Feriali-Cavalletto e dei Meloni nel secondo tratto.
I lavori, finanziati dalla Giunta Comunale con 3,5 milioni di euro provenienti dal Patto per lo sviluppo della Città, consistono nello scavo del fango depositato sul fondo fino al raggiungimento della quota -1,80 metri sullo zero di Punta Salute.

Lo scavo in umido di un rio a Venezia

Obiettivo scavo dei rii a secco e sottoservizi

Occorre fare di più. “Dopo l’alluvione del novembre scorso – ha spiegato il sindaco Luigi Brugnaro – abbiamo chiesto al governo, oltre che il completamento e la messa in opera del Mose, il rifinanziamento della Legge speciale per Venezia. Servono 150 milioni di euro ogni anno, per un decennio, secondo i nostri calcoli, per compiere opere improcrastinabili. Tra queste, anche l’escavo a secco dei rii nel centro storico che consentirebbe di realizzare, contemporaneamente, una rete fognaria e una rete idrica antincendio”.
Lo scavo in umido ha consentito finora di depositare fanghi con tempi e costi molto minori rispetto a quelli che si sarebbero paventati con lo scavo a secco. In questo modo, è stato possibile intervenire su un numero maggiore di rii e di mantenere attiva la circolazione acquea in città.

Ogni anno, infatti, si registra un interramento dei rii di circa due centimetri.
“Un valore  importante che – ha detto il presidente di Insula S.p.A Nicola Picco – ha reso necessario uno scavo complessivo annuo di almeno 10 mila metri cubi di fango”.
La sedimentazione crea anche problemi di tipo igienico-sanitario e “ la volontà – ha anticipato – è quella di proseguire l’importante operazione di scavo dei rii anche a secco e con la sistemazione dei sottoservizi”. Nel frattempo, finché si concluderà anche la seconda fase dello scavo in umido dei 31 canali interessati, saranno portati avanti anche gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione programmati sulle rive degli stessi canali.

La pulizia delle sponde dei rii

Saranno quindi lavate le sponde per eliminare le alghe e saranno restaurati parapetti, gradinate, balaustre e colonnine marmoree.

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