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Procuratie Vecchie: torna il lavoro non turistico in Piazza San Marco

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Nella foto in alto: Le Procuratie Vecchie in Piazza San Marco (Ph. ContrastoMartino-Lombezzi)

“Riusciremo a riportare in Piazza San Marco una nuova vita lavorativa non legata al turismo. Mi sembra un segno importante, per questa città”.
Dalle parole di Philippe Donnet, ceo del Gruppo Generali, si capisce bene: il restauro delle Procuratie Vecchie è ben altro che una mera operazione immobiliare.
E adesso, con la consegna del permesso di costruire da parte del Comune di Venezia, si può passare ai fatti.
Obiettivo 2021, quando l’intervento sullo storico edificio sarà completato. Riconsegnando alla città molto più di ciò che sono state fino ad ora le Procuratie.
Perché, nel progetto di David Chipperfield, l’idea è chiara: rispettare la storia dell’immobile ma, al tempo stesso, proiettarlo nel futuro.
Sarà uno dei pochi spazi moderni nell’antichità”, ha sottolineato il sindaco, Luigi Brugnaro.

Da sinistra: Philippe Donnet (ceo Gruppo Generali), Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia) e David Chipperfield (architetto)

La nuova vita delle Procuratie

La sede delle Procuratie, dal 2021, ospiterà uffici, un auditorium e una zona espositiva. Qui verranno sviluppate ulteriori attività, si apriranno nuove prospettive di lavoro. Soprattutto, un’area delle Procuratie sarà aperta al pubblico, che potrà accedere anche a due terrazze sui tetti.
Una delle novità dell’intervento di recupero è infatti legato proprio alla fruibilità di questo edificio, accessibile per la prima volta dopo 500 anni.
“Non si tratta – ha sottolineato il ceo di Generali – solo di fare manutenzione e conservare un bene, quanto di aprire alla collettività un bene storico, dandogli una vera funzione sociale. Le Procuratie non saranno un altro museo dedicato al passato e alle cose, ma guarderanno più al futuro e alle persone. Venezia deve essere sempre più un messaggio di armonia e di sostenibilità per tutta l’umanità”.

Venezia, Procuratie Vecchie. Lavori di restauro

The Human Safety Net

Nel progetto di Generali, il terzo piano delle Procuratie sarà destinato a ospitare la fondazione The Human Safety Net.
Si tratta della fondazione del Gruppo Generali che mira a generare un impatto di lungo termine nelle vite delle comunità più vulnerabili.
Lanciata nell’ottobre 2017, è oggi presente in 19 Paesi (a brevissimo si aggiungerà la Turchia) con una rete di oltre 25 partner. Attiva partnership e investe in imprese sociali e Ong con tre programmi: per le famiglie, le start-up di rifugiati e i neonati. Oltre 13.000 le persone già aiutate. “Venezia torna al centro di una rete globale, secondo la sua tradizione”, ha sottolineato Aldo Mazzocco, direttore generale dell’immobiliare di Generali.

Lavoro per una città più viva

Tutte le fasi del progetto sono state condotte in perfetta collaborazione tra il proprietario dell’immobile, il Comune e la Sovrintendenza.
La parola d’ordine è stata “rispetto”, dei luoghi e della città. L’idea di ospitare una fondazione culturale è stata quindi pienamente condivisa.
“Si torna alla funzione originaria di Generali, legata anche alla residenza”, ha sottolineato il primo cittadino. “Quando trasferì la sede a Mogliano, ne derivarono gravi problemi di tenuta sociale. Adesso, al contrario, torneranno migliaia di posti di lavoro qualificato. Generali testimonia dunque con i fatti che vale la pena di investire a Venezia per fare uffici. E nelle nuove Procuratie ci sarà anche una parte commerciale di uffici dove Generali potrà ricevere investitori e grandi clienti del mondo”.

Il progetto dell’Auditorium delle Procuratie Vecchie

Una sfida per la città

“Il nostro progetto – ha commentato Donnet – è ambizioso e innovativo, ma non avrebbe mai potuto essere realizzato senza il dialogo che siamo riusciti ad instaurare”. E anche in fase di realizzazione, il cui appalto è stato aggiudicato alla veneziana Sacaim, si valorizzeranno tecniche, materiali e lavorazioni tipiche della città. Una volta completato l’immobile, che per motivi di sicurezza non sarà utilizzabile durante i lavori, al suo interno ci sarà poi diverso spazio disponibile per gli affitti.
“Saremo – conclude il ceo Generali – molto selettivi, rivolgendoci ad associazioni, enti pubblici, fondazioni, scuole, uffici. Non ci saranno invece abitazioni, ristoranti, alberghi o foresterie”.

Veduta aerea dell’area marciana. Ph. shutterstock_

Le Procuratie, tra passato e futuro

Le Assicurazioni Generali sono state fondate a Trieste il 26 dicembre 1831. Sei mesi dopo, avevano già la loro prima sede a Venezia: una stanza nelle Procuratie Vecchie.
Il legame con la città è dunque radicato nei secoli.
Il progetto dello studio David Chipperfield Architects Milano, descritto dallo stesso architetto, è partito da una sfida.
“Il problema è stato quello di capire come adattare un edificio antico, con i suoi limiti e la sua personalità, alle aspettative moderne, del cliente e della città”, ha spiegato Chipperfield. In primis, così, si è dovuto cercare di garantire una permeabilità al pubblico in linea con gli utilizzi moderni. Se l’aspetto esterno resterà allora immutato, anche attraverso una serie di nuove scale che uniscano i vari piani cambierà radicalmente la ora frammentaria divisione interna.

 

 

 

2 commenti su “Procuratie Vecchie: torna il lavoro non turistico in Piazza San Marco”

  1. Armando Serafini

    Io sono Armando Serafini parrucchiere italiano nato a venezia e vivo in Brazil da 15 anni qualsiasi notizia sul recupero di beni storici é qualcosa che mi mantiene vivo .Stó concorrendo all’incarico di Console Onorario nella cittá dove vivo.
    Essere italiano all’estero non é semplice .Fate un buon Lavoro

    1. Buongiorno Armando. Grazie per la sua testimonianza.
      Siamo orgogliosi di poterle fornire notizie della sua natìa Venezia.
      Il Metropolitano è il giornale di tutti i Veneziani, di mare, di terra e di oltreoceano.

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