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Presidente della Repubblica: bianca la prima, oggi si rivota

Presidente della Repubblica: bianca la prima, oggi si rivota

La battuta ha cominciato a circolare da subito, dopo la conclusione del primo scrutinio per l’elezione del 13° Presidente della Repubblica: se ci fosse una signora “Bianca” tra i candidati, l’Italia avrebbe già il nuovo Capo dello Stato. Donna.
Anche se non tutti, i Grandi elettori hanno infatti rispettato le indicazioni dei rispettivi partiti e nell’urna di Montecitorio hanno depositato una scheda senza alcun nome. Bianca appunto.
La curiosità sta nel fatto che queste “bianche”, alla fine, sono risultate 672 (tra i 976 dei 1009 aventi diritto presentatisi alla Camera per esprimere la propria preferenza) E 672 è esattamente il quorum richiesto per l’elezione, come lo sarà oggi, quando, alle 15, comincerà la seconda seduta elettorale e domani, mercoledì 26 gennaio, se non si arriverà ancora al nome del nuovo presidente.

L’esito del primo scrutinio

Nel frattempo, il più votato al primo scrutinio è stato l’ex giudice costituzionale Paolo Maddalena, sostenuto in particolare dai fuoriusciti del Movimento Cinquestelle e dal Gruppo misto. Le preferenze raccolte sono state però solo 36. Secondo, con 16 voti, il presidente uscente Sergio Mattarella terza il ministro della Giustizia Marta Cartabia (9) e, nonostante la volontà espressa di ritirarsi dalla corsa al Colle, nel folto gruppo di quarti c’è Silvio Berlusconi (7 schede riportavano il suo nome così come Roberto Cassinelli, Guido De Martino e Antonio Tasso).

Poi una lunga lista di nomi, a partire dal leghista Umberto Bossi (che è stato per inciso anche il primo a votare) e il presidente di Italia Viva Ettore Rosato. Con grande varietà e fantasia nelle scelte. Tra chi ha ricevuto preferenze ci sono così Marco Cappato (5), Bruno Vespa (4), il direttore del Dis Elisabetta Belloni (3, come tra gli altri il presidente della Lazio Claudio Lotito, Pierluigi Bersani, Francesco Rutelli ma anche Amadeus). E ancora, a 2 voti, alcuni nomi di reali aspiranti al Quirinale (Giuliano Amato, Elisabetta Casellati, Pierferdinando Casini, più Carlo Nordio, che però ha declinato l’invito di Fratelli d’Italia), altre figure politiche di spicco (come Giuseppe Conte o Giancarlo Giorgetti), ma anche Alberto Angela.

Il caso Draghi

Il premier Mario Draghi, invece, si è fermato a un voto. Ma resta ancora il principale favorito per succedere a Mattarella. Il presidente del Consiglio sta continuando gli incontri con le diverse forze politiche, soprattutto per chiarire la sua reale disponibilità a traslocare al Colle e per fissare i paletti di quelle che sarebbero le mosse politiche necessarie da compiere dopo la sua uscita dalla guida del Governo.

Martedì 25 gennaio 2022: la seconda tornata

Le trattative potrebbero così portare all’accordo sull’ampio sostegno alla candidatura condivisa che sarebbe potenzialmente in grado di raggiungere i 2/3 delle preferenze non tanto oggi, quanto alla terza chiama di mercoledì. Oggi, intanto, si riparte con lo stesso schema di lunedì. A compilare la scheda per primi saranno i 6 parlamentari che hanno chiesto di votare subito per motivi di salute. Si proseguirà poi con i senatori a vita e gli altri, suddivisi in fasce orarie per rispettare le misure anti-Covid. Verso le 16 si proseguirà con i deputati, alle urne indicativamente fino alle 17.40, prima della seconda chiama. Infine, i delegati regionali, dalle 17.45 in poi, prima di dare il via allo scrutinio.

Alberto Minazzi

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