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Elezione Presidente della Repubblica: alle 15 si parte

Elezione Presidente della Repubblica: alle 15 si parte

Ci siamo.
I Grandi Elettori sono pronti. Alle 15 di oggi, 24 gennaio 2022, iniziano le votazioni per la nomina del 13° inquilino del Quirinale, il nuovo presidente della Repubblica italiana.
La durata dello scrutinio e dello spoglio sarà di circa sei ore.
Nell’emiciclo entreranno per votare 50 elettori per volta mentre durante lo spoglio in aula potranno presenziare 200 parlamentari.
Ma difficilmente il nome del capo dello Stato che succederà a Sergio Mattarella uscirà già al termine della votazione di oggi.
Solo 2 volte (nel 1985 con Francesco Cossiga e nel 1999 con Carlo Azeglio Ciampi) nella storia d’Italia c’è stato un “buona la prima”.
Mancando quella larga intesa su cui le diverse forze politiche stanno continuando a lavorare, in molti casi l’indicazione dei partiti ai propri Grandi elettori sarà infatti quella di iniziare con una scheda bianca.
Forse solo a partire dallo scrutinio di mercoledì, o più probabilmente giovedì (quando il quorum richiesto scenderà dai 2/3, ovvero 673 voti, alla maggioranza assoluta di 505 elettori) l’Italia avrà il suo nuovo presidente.

L’ipotesi-Draghi

L’unica soluzione che, astrattamente, potrebbe raccogliere da subito il numero di consensi sufficiente è quella dell’attuale presidente del Consiglio.
Il nome di Mario Draghi, ad esempio, è uno dei temi al centro del confronto tra il segretario del Pd, Enrico Letta, e quello della Lega, Matteo Salvini. Con quest’ultimo che però, da qualche giorno, ha anticipato l’ipotesi della presentazione di una lista di 3 o 4 nomi di candidati condivisibili al di là delle ideologie politiche.
I dubbi riguardo il premier in carica sono di diversa natura. Proprio Salvini ha dichiarato che “togliere Draghi da Palazzo Chigi sarebbe pericoloso”.
Pur senza porre veti, anche il Movimento Cinquestelle, per bocca del presidente Giuseppe Conte ha invitato a un “ragionamento sulla continuità di governo”. E il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ha sottolineato la necessità di un “elemento politico” alla base della candidatura di Mario Draghi.

Draghi al Colle: cosa succederebbe?

Se, alla fine, si arrivasse alla quadra per far traslocare il presidente del Consiglio al Quirinale, si porrebbe una questione di tipo istituzionale. Sarebbe infatti la prima volta nella storia di un Presidente della Repubblica eletto durante il suo mandato alla guida del Governo. Anche se in passato sono stati eletti ministri (Einaudi, che era anche vicepremier, Segni, Saragat e Ciampi), presidenti di Camera (Gronchi e Scalfaro) e Senato (Cossiga) in carica.
Tutti, in ossequio all’articolo 84 della Costituzione, si sono dimessi. Cosa che dovrebbe fare anche Draghi, prima del giuramento e dell’insediamento, nelle mani di Mattarella. Secondo alcuni autorevoli giuristi, però, la procedura in questo caso dovrebbe essere diversa: il premier dovrebbe comunicare le dimissioni al Consiglio dei Ministri e successivamente dovrebbe farlo il suo sostituto temporaneo: il ministro anziano, Renato Brunetta, o un vicepremier, che attualmente non c’è.  Questo, a meno che non ci fosse una diversa intesa tra le forze politiche, aprirebbe un’inedita crisi di governo.

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Il futuro del Governo

Il centrodestra, dunque, potrebbe dare il suo via libera a Draghi solo dopo aver ottenuto il via libera a elezioni anticipate, chiudendo così l’attuale legislatura prima della sua scadenza. Oppure, in alternativa, individuando il nome di un successore all’attuale premier che possa contare sullo stesso ampio consenso. E, in tal senso, un nome spendibile, sia per il Colle che per Palazzo Chigi, potrebbe essere quello della diplomatica Elisabetta Belloni, dallo scorso maggio direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
A sostenere Elisabetta Belloni potrebbe essere anche il Movimento Cinquestelle e una fetta importante della Lega (quella facente capo a Giancarlo Giorgetti). Però, al di là del nome del possibile successore di Draghi, i partiti dovrebbero trovare un’intesa anche sui futuri Ministeri. Perché buona parte di un possibile nuovo Esecutivo potrebbe ricalcare quello attuale, con gli attuali “tecnici” maggiormente a rischio.

 

I papabili al Quirinale

Sulle alternative per la Presidenza della Repubblica, una delle poche certezze maturate nelle ultime giornate è quella del ritiro della candidatura di Silvio Berlusconi come candidato “di bandiera” del centro-destra. La coalizione, in queste ore, sta ragionando su una rosa di nomi che parte da quelli già circolati nelle giornate precedenti: Elisabetta Casellati, Letizia Moratti e Marcello Pera. Il Pd sembra invece partire dalla figura di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Che però “non ha chances” secondo Renzi. Carlo Calenda, di Azione, continua a puntare sul ministro guardasigilli in carica, Marta Cartabia. Un nome che, potenzialmente, gode di una certa trasversalità è Pierferdinando Casini (anche se, al riguardo, Salvini ha sottolineato che “non è un candidato del centrodestra”). Con diversi altri outsider, a partire da Franco Frattini e Paolo Gentiloni. A meno che, alla fine, esca la “sorpresa” della riconferma di Sergio Mattarella. Che sarebbe per molti “la soluzione ideale e perfetta”, come l’ha definito Letta. Di molti, fra i nomi emersi tra i papabili, si conoscono storia e meriti. Di altri meno, ma il criterio base, per la scelta, è che si tratti di persone di alto spessore istituzionale.

Mario Draghi

Si è definito “un nonno al servizio delle istituzioni”. Economista, accademico, banchiere, dirigente pubblico e politico italiano, dal 13 febbraio 2021 è presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana. Romano, classe 1947, laureato in economia, si è formato all’Università degli Studi di Roma La Sapienza.
Specializzatosi al Massachusetts Institute of Technology e successivamente docente universitario, durante gli anni novanta è stato direttore generale del Ministero del tesoro. Dopo un breve passaggio alla Goldman Sachs, è stato nominato Governatore della Banca d’Italia nel 2005, diventando così membro e poi presidente del forum per la stabilità finanziaria e del Consiglio Direttivo e Generale della Banca centrale europea. Nonché membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali.
E’ stato Direttore esecutivo per l’Italia della banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo. E’ membro del Gruppo dei Trenta.
Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di presidente della Banca Centrale Europea durante la crisi del debito sovrano europeo, arrivando al non trascurabile merito di aver salvato la moneta unica. Il 3 febbraio 2021 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito l’incarico, accettato con riserva, di formare un nuovo esecutivo a seguito delle dimissioni del Governo Conte.
Mario Draghi è cattolico di educazione gesuita, sposato con Maria Serenella Cappello, di nobili origini, esperta di letteratura inglese. La coppia ha due figli: Federica, dirigente di una multinazionale delle biotecnologie, e Giacomo, trader che ha lavorato fino al 2017 in Morgan Stanley e successivamente nel fondo speculativo LMR Partners. E’ tifoso della Roma e un grande appassionato di pallacanestro.

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Maria Elisabetta Alberti Casellati

E’ la prima donna eletta alla carica di Presidente del Senato nella storia della Repubblica.
Veneta, di Rovigo, dove è nata nell’agosto del 1946, ha il suo ruolo sullo scranno più alto di Palazzo Madama dal 24 marzo del 2018.
Ha aderito a Forza Italia fin dalla fondazione. E’ stata eletta al Senato della Repubblica nella XII legislatura e nuovamente dalla XIV alla XVIII. Ha inoltre ricoperto per due volte la carica si sottosegretario di Stato ed è stata membro del Consiglio Superiore della Magistratura.
Si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Ferrara e specializzata in diritto canonico nella Pontifica Università Lateranense. Ha successivamente svolto il ruolo di ricercatrice  all’Università di Padova, città nella quale ha anche esercitato la professione di avvocato matrimonialista.
Coniugata con l’avvocato Gianbattista Casellati, la coppia ha due figli Ludovica e Alvise, direttore d’orchestra. Maria Elisabetta Alberti Casellati si definisce cattolica e conservatrice.
Si è espressa contraria alla fecondazione eterologa; ha firmato una proposta di legge per abolire la 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e ha affermato che il via libera alla pillola abortiva Ru486 “è un gravissimo errore, che strizza l’occhio alla cultura della morte”. Si è detta anche favorevole alla riapertura delle case di tolleranza e si è fermamente opposta alla legge che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Sostiene la flat tax, l’autonomia del Veneto, è favorevole alla legittima difesa e si dice “europeista convinta”.

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Elisabetta Casellati

Pier Ferdinando Casini

Nel corso della sua lunga carriera politica ha ricoperto molti ruoli istituzionali. E’ stato Presidente della Camera dei deputati nella XIV Legislatura. Nella XVII Legislatura è stato Presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche.
Parlamentare dal 1983, con 38 anni consecutivi da deputato e senatore è, al 2022, il politico con alle spalle la più lunga esperienza tra quelli presenti nei due rami del Parlamento italiano. Bolognese, classe 1955, dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato nel 1979 entrando nel contempo a far parte del direttivo nazionale giovanile della Democrazia Cristiana. Formatosi politicamente nella corrente dorotea guidata da Antonio Bisaglia, alla sua scomparsa è diventato tra i più stretti collaboratori di Arnaldo Forlani, che nel 1989 lo inserì nella Direzione Nazionale. Passando per il berlusconismo, di cui fu l’alfiere scudocrociato, è approdato a fare il candidato del Pd nella sua Bologna nel 2018.
Coniugato in prime nozze con Roberta Lubich, dalla quale ha avuto le figlie benedetta e Maria Carolina, si è separato nel 1998. Dalla successiva relazione con Azzurra Caltagirone, figlia del noto imprenditore ed editore romano Francesco Gaetano, sposata nel 2007 con rito civile e dalla quale si è separato nel 2015, sono nate le figlie Caterina e Francesco.

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Pier Ferdinando Casini

Marta Cartabia

Classe 1963, nata a San Giorgio Su Legnano (Milano), dal 13 febbraio 2021 ministro della Giustizia nel Governo Draghi.
Il suo curriculum accademico è ineccepibile. Si è laureata nel 1987 con lode presso la facoltà di giurisprudenza all’università degli studi di Milano discutendo la tesi “Esiste un diritto costituzionale europeo?” con relatore il futuro presidente della Corte costituzionale Valerio Onida.
Dopo un dottorato di ricerca presso l’Istituto universitario europeo di Fiesole, specializzazioni varie e corsi tenuti in Francia, Stati Uniti, Spagna e Germania, dal 2004 al 2011 è stata professoressa ordinaria di Diritto pubblico e costituzionale all’Università degli Studi di Verona e Milano-Bicocca. Nominata giudice costituzionale, è ritornata all’Università nel 2020 e successivamente è stata chiamata a far parte del governo Draghi.
Ha incarichi di direzione in numerose riviste di settore nazionali e internazionali ed è tra i fondatori, nonché co-direttrice  di “Italian Journal of Public Law”, la prima rivista giuridica italiana interamente in lingua inglese. E’ co-direttrice anche della rivista de Il Mulino “Quaderni costituzionali” e membro dell’Associazione italiana dei costituzionalisti.
L’11 settembre 2021 Papa Francesco l’ha nominata membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze sociali.
Con l’arrivo nell’Esecutivo di Draghi, Marta Cartabia applica in concreto le idee di cui è portatrice nel predisporre diverse riforme della giustizia. Lo ha fatto con il suo metodo, mettendo in campo la straordinaria sapienza giuridica, il garbo istituzionale, la profonda cultura classica. Nelle riunioni lascia parlare tutti senza interrompere e prendendo appunti. E quando ha soppesato fino in fondo le posizioni degli altri e capito fin dove può arrivare e dove no, cala i suoi assi. E’ pronta anche a cambiare idea purché si raggiunga il risultato.

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Andrea Riccardi

Classe 1950, romano, Andrea Riccardi è uno storico, accademico e attivista italiano.
Di formazione giuridica, è laureato in giurisprudenza con una tesi sui rapporti tra Stato e Chiesa. A 18 anni, quando era studente del Liceo Virgilio, si riuniva con altri giovani nell’oratorio della Chiesa Nuova a Roma, quella di San Filippo Neri, mettendo le basi di quella che sarebbe diventata la Comunità di Sant’Egidio.
Fin da allora si è speso per la solidarietà verso gli ultimi e per la pace. Tanto che la Comunità da lui fondata è soprannominata l’”Onu di Trastevere”.
Oggi è diffusa in 70 Paesi e opera in vari settori dall’aiuto ai poveri agli anziani, ai senzatetto, ai profughi e agli immigrati.
Tra gli obiettivi della Comunità c’è il lancio dei “corridoi umanitari” oltre alle mediazioni diplomatiche internazionali per la risoluzione dei conflitti, in particolare nelle aree più disagiate del pianeta. L’impegno di Riccardi per la pace lo ha visto mediatore per chiudere la guerra civile in Mozambico.
La pace fu firmata a Roma il 4 ottobre 1992, dopo oltre due anni di trattative svoltesi nella sede romana di Sant’Egidio. Negli anni a seguire proseguì in molteplici scenari, tra i quali la promozione del dialogo tra religioni e culture diverse con gli incontri internazionali annuali nel segno dello “spirito di Assisi”. Per la sua attività sono innumerevoli le pubblicazioni da storico e saggista così come i premi e le onorificenze ricevuti in Italia e all’estero.
Docente di Storia contemporanea e studioso della Chiesa cattolica, Riccardi è stato anche ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione nel Governo Monti dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013. Dal 22 marzo 2015 è presidente della Società dante Alighieri e opinionista del Corriere della Sera e Famiglia Cristiana.

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Elisabetta Belloni

Nata a Roma il 1 settembre 1958, diplomatica, 35 anni di carriera all’interno del ministero degli Esteri, 8 mesi fa è stata nominata da Mario Draghi a capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis). Laureatasi in Scienze Politiche nel 1982 alla Luiss di Roma, ha iniziato a lavorare alla Direzione generale degli Affari Politici della Farnesina a Roma per spostarsi poi a Vienna e a Bratislava, dove è rimasta fino al 1999. Rientrata nella Capitale, ha ricoperto diverse cariche: capo della segreteria della Direzione per i Paesi dell’Europa, capo dell’Ufficio per i Paesi dell’Europa centro-orientale e capo della segreteria del Sottosegretario di Stato agli Esteri.
Durante il Governo Berlusconi, fino al 2008 è stata Capo dell’Unità di Crisi della Farnesina e successivamente direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo.
Nel 2015, durante il governo Renzi,il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni l’ha voluta come Capo di Gabinetto alla Farnesina e, divenuto premier, l’ha nominata Segretario generale del ministero degli Esteri. Belloni ha ricoperto questo ruolo anche durante il Conte 1 e Conte bis fino a maggio 2021, periodo nel quale si è occupata anche di dossier delicati come la morte in Egitto del giovane ricercatore Giulio Regeni. Nel maggio 2018 il suo nome fu presentato da alcuni organi di stampa, insieme a quello dell’economista Lucrezia Reichlin, come possibile candidata a ricevere il mandato di Presidente del Consiglio.  E’ la prima donna ad aver guidato la struttura della Farnesina e ad essere capo dell’agenzia di coordinamento dei servizi segreti.

Franco Frattini

Romano, classe 1957, Franco Frattini è un magistrato sceso in politica ed entrato più volte in Parlamento con il Centrodestra. Per due volte ministro degli Esteri, della Pubblica amministrazione ed ex Commissario europeo della Giustizia, il 14 gennaio 2022 è stato nominato nuovo presidente del consiglio di Stato, eletto all’unanimità dal Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. E’ anche presidente della SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale) dal 2011, del Collegio di Garanzia dello Sport e Programme Leader presso la facoltà di Giurisprudenza del “Link Campus University”.
Dopo la laurea in Giurisprudenza alla Sapienza, dal 1984 è stato avvocato dello Stato, poi magistrato al Tar in Piemonte.
Nel 1986 è stato nominato consigliere di Stato e consigliere giuridico del Ministero del Tesoro.
Già membro del Psi e consigliere giuridico del vicepresidente del Consiglio Claudio Martelli tra il 1990 e il 1991, nel primo governo Berlusconi, nel 1994, è diventato segretario generale della Presidenza del Consiglio. E’ stato poi ministro per la Funzione pubblica e gli Affari regionali nel successivo esecutivo Dini.
Nel 1996 è stato eletto in Parlamento con Forza Italia e fino al 2001 ha ricoperto la carica di presidente del Comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti.
E’ stato successivamente ministro per la Funzione pubblica nel 2001, ministro degli Esteri nel 2002 e Commissario europeo per la Giustizia dal 2004 al 2008.
Il 21 aprile 2021 Frattini è stato nominato da Mario Draghi presidente aggiunto del Consiglio di Stato e successivamente presidente al posto di Filippo Patroni Griffi.

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@Frattini.it

Letizia Moratti

Letizia Brichetto Arnaboldi, vedova Moratti, milanese, è un’ imprenditrice di successo e personaggio politico di spicco. E’ stata Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca .
E’ passata alla storia per essere stata la prima donna ad essere nominata presidente della Rai (1994-1996) e la prima donna sindaco della città di Milano (2006-2011).
Laureata in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano nel 1972, con una forte passione per la danza e il sogno di diventare un architetto, iniziò a muovere i primi passi nel mondo del lavoro grazie all’azienda di famiglia, legata al mondo delle assicurazioni.
Da lì iniziò la sua ascesa professionale ed economica.
Conobbe in quegli anni il suo futuro marito, Gian Marco Moratti (fratello di Massimo Moratti) appartenente alla nota famiglia di petrolieri.
Convinta che l’indipendenza economica sia fondamentale per una donna, all’età di venticinque anni fondò la società di brokeraggio assicurativo GPA e fu eletta Presidente dell’Associazione Italiana Brokers. Nell’arco di un ventennio di impegno nel lavoro, Letizia Moratti portò la su società al secondo posto del mercato italiano del settore.
Nel 1990 entrò nel consiglio di amministrazione della Banca Commerciale e dopo 4 anni fu chiamata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel suo schieramento.
Nel 2000 ricevette la nomina di Ambasciatore delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine. Nel corso del mandato di cinque anni ha realizzato due importanti riforme riguardanti la scuola e il sistema universitario. Rimasta vedova nel febbraio 2018, si è allontanata dalla scena politica per ritornare all’inizio del 2021, in sostituzione di Giulio Gallera, come assessore alla Sanità della Regione Lombardia, dove ha assunto anche il ruolo di vicepresidente della Regione.

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Carlo Nordio

Veneto, è nato a Treviso nel 1947. E’ tra i magistrati più in evidenza d’Italia. Già procuratore aggiunto a Venezia,  è stato il titolare dell’inchiesta sul MOSE e, negli anni ’90, nella famosa stagione di Mani Pulite, dell’inchiesta sulle Cooperative Rosse.
Ancor prima, però, era il magistrato che indagava sulle Brigate Rosse venete e sui sequestri di persona. Poi di Tangentopoli.
E’ in pensione dal febbraio 2017 per raggiunti limiti di età avendo compiuto settant’anni.
Fino a quel momento si è occupato di reati economici, di corruzione e di responsabilità medica.
Dalla pensione in poi, ha sempre collaborato con giornali e riviste tra i quali Il Tempo, Il Messaggero e il Gazzettino.
Nel 2010 ha pubblicato il libro “In attesa di giustizia: Dialogo sulle riforme possibili” assieme all’ex deputato e sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Nordio ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova nel 1970 ed è entrato in Magistratura nel 1977.

 

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