Porto Marghera: procedono i lavori per la nuova viabilità di accesso alla zona industriale

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Nella foto in alto: lavori di consolidamento dei pilastri del cavalcavia di via Torino

Per dicembre 2022, la macroisola della Prima Zona Industriale di Porto Marghera avrà la sua nuova viabilità d’accesso.
Un traguardo che resta realistico, perché il cantiere, in via della Libertà, sta rispettando il cronoprogramma.
In questo momento i lavori si stanno concentrando in particolare sulla realizzazione delle strutture di fondazione del nuovo viadotto e della galleria artificiale adiacente al cavalcavia di via Torino.
L’armatura che si vede in questi giorni è quella dei pilastri della galleria che consentirà la costruzione della rotatoria in quota.
Nel contempo, sono in corso di realizzazione anche i lavori sulle fondazioni delle pile del futuro viadotto e sui relativi muri lato ferrovia.

muri cassone est sovrappasso (lato RFI)

Ultimate le opere in corso di svolgimento, si procederà con la costruzione dei muri della nuova galleria sul lato Vega e dei muri del sovrappasso sul lato Fincantieri, oltre alla nuova configurazione della planimetria di un tratto del binario del raccordo ferroviario della cosiddetta “Linea Petroli”.
Interventi che saranno possibili solo una volta completato lo spostamento delle reti di sottoservizi che interferiscono con le opere  infrastrutturali.

Già prima dell’inizio del cantiere di viabilità, il Comune si era coordinato con Italgas per lo spostamento della rete del gas che correva lungo la strada regionale 11, realizzando un bypass che, passando attraverso via delle Industrie e la rotatoria di via Ferraris, raggiungesse via Pacinotti. Adesso, però, c’è da ultimare lo spostamento della rete dell’acquedotto civile in zona Fincantieri. Nel contempo, vanno predisposte le reti e spostate le fibre ottiche. Un lavoro, lungo e costoso, da svolgere in concertazione con i gestori e coordinandosi anche con RFI.
Perché, presumibilmente a gennaio, la stessa RFI avvierà il cantiere del nuovo sottopasso e della riqualificazione della stazione di Porto Marghera.

Per una rivoluzione del traffico

È passato poco più di un anno dall’annuncio, dato il 4 ottobre 2019 dal sindaco Brugnaro, dell’avvio dei cantieri per l’importante intervento destinato a rivoluzionare il traffico in uno dei nodi più delicati della viabilità veneziana.
Nella situazione precedente, l’accesso dalla viabilità di scorrimento e i collegamenti tra Prima Zona Industriale e sistema urbano di Mestre risultavano infatti quantomai complicati. La presenza di infrastrutture di trasporto parallele, come ferrovia e canali, a separare via Torino, Forte Marghera e San Giuliano da un lato e il Vega dall’altra, risultava infatti come una barriera fisica insormontabile.

Il progetto dell’ingegner Tommaso Tassi, messo a punto dall’associazione temporanea di imprese formata da F&M Ingegneria, Sogen, Net Engineering e G&V Ingegneri associati, punta a superare le diverse problematiche, compresa la separazione del traffico urbano da quello industriale.
Il costo dei lavori, il cui progetto esecutivo è stato approvato a maggio 2018 (con durata stimata di 875 giorni dalla consegna definitiva delle aree all’impresa) è interamente coperto dal finanziamento di 16.950.000 euro garantito dal contributo del Ministero per lo Sviluppo Economico.
Rientra infatti nell’accordo di programma del 2015 sottoscritto da Comune e Mise, con Regione e Porto, per la riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi complessa di Porto Marghera.

Le fasi del cantiere

Il progetto prevede una serie di macrofasi di cantierizzazione.
Dopo le demolizioni e la realizzazione dei piedritti di sostegno della nuova galleria sul lato ferrovia, la terza fase prevederà invece la costruzione della rampa est in direzione Venezia e della galleria sul lato Vega. Un intervento che, per consentire il montaggio dell’impalcato della galleria, richiederà la deviazione notturna del flusso veicolare: su viale Ancona in provenienza da Venezia, su via Pacinotti per provenienza da Mestre.

Una volta realizzate queste prime opere, si passerà alle successive 5 fasi. Nella prima, sarà varato il viadotto principale. Poi saranno realizzate le rampe di approccio al viadotto principale, partendo dalla semicarreggiata nord e passando quindi alla semicarreggiata sud. Le ultime due fasi prevedono la realizzazione delle rotatorie e delle rampe ovest sul lato Vega e, infine, la realizzazione di segnaletica stradale definitiva, opere a verde e arredo stradale. Sia in fase di cantiere che nel successivo assetto definitivo sono previste anche modifiche ai percorsi pedonali e alle fermate del bus.

Le soluzioni per la viabilità

Per risolvere le problematiche di accessibilità su entrambi i lati, la soluzione adottata si incentra sulla realizzazione di uno svincolo a livelli sfalsati mediante l’esecuzione di due rotatorie, una  a raso e una sopraelevata, che consentiranno di collegare tutte le destinazioni “da” e “per” Mestre – Marghera – Venezia.
Le rotatorie saranno poi collegate con le strade esistenti tramite una serie di rampe.

Una volta completata l’opera, per unire via Torino alla Prima Zona Industriale sarà sufficiente percorrere la rampa diretta dalla rotatoria sopra la galleria alla rotatoria a raso sotto il viadotto. Nella direzione inversa, si transiterà invece sulla rampa diretta da via delle Industrie alla rotatoria alta. Il collegamento via Torino-Venezia avverrà attraverso la rampa diretta dalla rotatoria alta, evitando la necessità di passaggio in via delle Industrie e via Pacinotti. Via delle Industrie, infine, avrà accesso diretto a Fincantieri senza passare per la rotatoria a raso sotto-viadotto.

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