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Parte da Venezia la “metropolitana Italia”

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Nella foto in alto: da sx Renato Accorinti, sindaco di Messina; Luigi De Magistris, sindaco di Napoli; Virginio Merola, sindaco di Bologna; Enzo Bianco, sindaco di Catania; Massimo Zedda, sindaco di Cagliari; Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; Antonio Decaro, sindaco di Bari, presidente Anci, Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria; Veronica Nicotra, segretario generale Anci; Dario Nardella, sindaco di Firenze e coordinatore Sindaci metropolitani; Arianna censi, vicesindacoCittà metropolitana di Milano; Marco Marocco, vicesindaco Città Metropolitana di Torino

Il coordinamento delle 14 Città metropolitane italiane lancia da Ca’ Farsetti le sue proposte per il rilancio del Paese

La ripresa dell’Italia può contare sulla spinta delle quattordici Città metropolitane, che hanno scelto Venezia per lanciare la loro proposta comune. La nostra Città metropolitana ha infatti già iniziato a giocare un ruolo importante all’interno del coordinamento dei “nuovi” enti amministrativi creati attorno alle principali metropoli italiane. Così come, al tempo stesso, le altre realtà di governo intermedio tra Regioni e Comuni riconoscono la possibilità di trovare terreno di fertile dialogo nell’Amministrazione della realtà lagunare ampiamente intesa.

Lo scorso primo febbraio, così, le Città metropolitane d’Italia hanno puntato proprio su Ca’ Farsetti per incontrarsi ed elaborare, prima ancora della definizione dell’Esecutivo in seguito all’importante tornata delle elezioni politiche 2018, una piattaforma di proposta, da presentare al Governo centrale, che parte dall’agenda urbana.

«Noi rappresentiamo – ha sottolineato il coordinatore delle Città metropolitane, Dario Nardella, sindaco di Firenze – un territorio dove vivono ventidue milioni di Italiani e dove c’è la maggior parte di innovazione, ricerca e concentrazione di grandi imprese. Le Città metropolitane sono gli acceleratori della crescita economica del nostro Paese. I sindaci delle Città metropolitane sono oggi più uniti che mai. Siamo a questo tavolo senza casacche, ma con un chiaro obiettivo: affermare con forza il nostro ruolo e mettere in campo quello che possiamo fare per il sistema-Paese».

Da Torino a Napoli, da Venezia a Catania, da Torino a Bari tutti i sindaci e i rappresentanti delle Città metropolitane italiane intervenuti al Municipio lagunare hanno convenuto che, pur con le necessarie differenziazioni tra realtà e realtà, le problematiche di fondo sono comuni: dalla sicurezza all’inquinamento e lo sviluppo sostenibile, dall’infrastrutturazione e il trasporto pubblico locale ai rapporti con le Regioni (che spesso sottraggono competenze ai Comuni). «Si è parlato – ha rivelato, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – di lavoro, di cultura, di sicurezza. E mi piace sottolineare il clima di amicizia che si viene a creare quando le persone si parlano: credo che sia questa la parte che l’Italia dovrebbe sottolineare. Credo che insieme rappresentiamo quanto di più l’Italia può offrire in termini di competizione e di futuro per i giovani: sicuramente anche l’Europa dovrà fare i conti con persone come queste».

«Per le Città metropolitane, dopo aver messo in sicurezza i bilanci – ha affermato Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente di Anci – è arrivato il momento di rilanciare l’azione». «Il messaggio forte – ha aggiunto Luigi De Magistris, sindaco di Napoli – è che i sindaci rappresentano un elemento forte di coesione democratica del nostro Paese: uniti nelle diversità. Abbiamo difeso i nostri territori con i denti, con audacia, coraggio e umiltà, e così ci presenteremo nei confronti del prossimo Governo, che deve avere un’attenzione completamente diversa nei confronti delle autonomie». Tra le richieste anticipate a Ca’ Farsetti, la necessità di una riforma della legge Delrio e il rilancio di proposte particolarmente sentite anche sul territorio della Venezia metropolitana, come quelle in materia di sicurezza. «Io credo – ha dichiarato Enzo Bianco, sindaco di Catania – che il nuovo Parlamento dovrà affrontare il tema della sicurezza urbana, che è una cosa diversa dalla pubblica sicurezza, e prevedere, come noi chiedevamo dall’inizio, delle sanzioni che colpiscano comportamenti illeciti che creano grande allarme sociale».

Tutte proposte, semplicemente, di buon senso. Che, passando per Venezia, uniscono l’Italia, tutta l’Italia, da Nord a Sud. Italia unita più che mai, insomma, all’insegna di una forte convinzione: insieme, si può.

1 commento su “Parte da Venezia la “metropolitana Italia””

  1. GIUSEPPE GENTILE

    Mi pare un’ottima iniziativa. Scambiare esperienze fra le varie realtà metropolitane non può che favorire lo sviluppo di idee e proponimenti volti a individuare e realizzare al meglio lo sviluppo del proprio territorio.

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