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Ospedali storici italiani: un patrimonio di arte da scoprire

Ospedali storici italiani: un patrimonio di arte da scoprire
Ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma

Indetta per il 9 ottobre la prima Giornata nazionale per diffondere la conoscenza dei tesori nascosti nelle strutture sanitarie ancora attive

Combinare la bellezza con la medicina e la salute. Coniugare l’arte, declinata in tutte le sue varianti (perché diversi tra loro sono gli ospedali storici che la custodiscono), con le più moderne tecnologie in ambito medico. Perché “anche la bellezza dei luoghi contribuisce all’efficacia dell’assistenza a chi è malato”.

Ospedale del Ceppo di Pistoia

Acosi (Associazione culturale per gli ospedali storici italiani), organismo nato 3 anni fa con l’obiettivo di raccordare gli ospedali storici italiani (ed eventualmente in futuro anche quelli di altri Paesi), ha promosso così la prima edizione della Giornata nazionale Ospedali Storici Italiani.

Ospedale santa Maria del popolo degli incurabili, museo delle arti sanitarie di Napoli

Domenica 9 ottobre i cittadini potranno dunque partecipare gratuitamente a visite guidate, itinerari ad hoc, convegni ma anche a concerti organizzati all’interno delle 13 strutture ospedaliere che, contemporaneamente, apriranno le proprie porte in maniera inedita e, in molti casi sorprendente.

La giornata nazionale

Nella rete Acosi sono inseriti ospedali di grande valore architettonico e storico dove tuttora si svolge attività sanitaria, a tutti gli effetti quindi luoghi di cura e assistenza, ma anche luoghi identitari capaci di dar vita ad un itinerario ideale in cui architettura, arte e storia sociale si fondono con il sapere medico, in modo mirabile e ogni volta differente di città in città. Fiori all’occhiello di 12 città italiane: Alessandria, Brescia, Faenza, Firenze, Lodi, Milano, Napoli, Pescia, Prato, Riccione, Venezia e Roma.

Ospedale san Giovanni Addolorata di Roma

Complessivamente sono 17 i siti che, in occasione della giornata nazionale, renderanno fruibile l’inestimabile patrimonio storico che li contraddistingue. Ad Alessandria saranno visitabili l’Ospedale Civile “Santi Antonio e Biagio” con il Sanatorio “Borsalino” e la chiesa di Gardella; a Brescia gli Spedali Civili; a Faenza l’Ospedale Infermi; a Firenze l’Ospedale Santa Maria Nuova e l’ex Ospedale Psichiatrico di San Salvi; a Lodi il Complesso storico Ospedale Maggiore.

Ospedale maggiore di Lodi

Ancora, a Milano la Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico; a Napoli l’Ospedale degli Incurabili con il Museo delle Arti Sanitarie e la Farmacia, l’ex Ospedale S. Maria della Pace, l’Ospedale Ss. Annunziata; a Pescia l’Ospedale SS. Cosma e Damiano; a Prato l’Ex Ospedale “Misericordia e Dolce”; a Roma l’Ospedale Santo Spirito in Sassia e l’Ospedale San Giovanni Addolorata; a Riccione l’Ospedale G.Ceccarini; a Venezia l’Ospedale SS. Giovanni e Paolo con l’ex Ospedale San Lazzaro dei Mendicanti e il complesso Santa Maria del Pianto.

Ospedale Giovanni Ceccarini di Riccione

Gli ospedali della rete Acosi

Durante l’evento di presentazione della Giornata è stato anche illustrato il volume “Lo splendore della cura. Viaggio negli Ospedali Storici italiani”. Un libro che, come ha spiegato il curatore Paolo M. Galimberti “ha due binari di lettura: quello testuale e quello delle immagini e che presenta, con dovizia di illustrazioni e con un taglio storico-culturale, le strutture già consociate in ACOSI”. Un viaggio nella sanità, nella medicina ma anche nella spiritualità, nella cultura e nell’arte degli ospedali storici d’Italia.

Lo splendore della cura Viaggio negli Ospedali Storici italiani

“Queste antiche strutture, le più belle d’Italia, tutt’oggi efficientissime da un punto di vista medico-sanitario – sottolinea il presidente di Acosi, Edgardo Contato, direttore generale dell’Azienda sanitaria di Venezia – rappresentano un patrimonio storico, artistico e culturale unico. Qui, infatti, sono conservati biblioteche, musei, collezioni, chiese, opere d’arte e strumentazione storica che devono essere preservati, valorizzati e fatti conoscere”.

Ospedale santa Maria nuova di Firenze

“I cittadini e quanti si recano in ospedale per le cure – prosegue Contato – sono spesso ignari delle meraviglie che in questi edifici sono conservate. Non solo quindi semplici ospedali, dove si svolge attività sanitaria, ma veri e propri “giacimenti” culturali oggi poco noti ma sicuramente molto interessanti”.

Ospedale degli infermi Faenza

La Scuola Grande di San Marco e l’ospedale Civile di Venezia

Pochi utenti, varcando, ad esempio, l’ingresso principale dell’ospedale Civile di Venezia, si accorgono che sulla destra si apre uno scenografico scalone in marmo che conduce alla Sala Capitolare con soffitto a cassettoni a finiture dorate della rinascimentale Scuola Grande di San Marco.

Veduta aerea dell’ospedale dei santi Giovanni e Paolo a Venezia

Riaperta al pubblico nel 2013, ospita in teche alcuni strumenti medici utilizzati negli ospedali di guerra per amputazioni e un cospicuo numero di forcipi utilizzati nel Settecento oltre ad antichi volumi medici. Una saletta a parte è invece dedicata alle mostre temporanee come la recente esposizione dedicata alle ceramiche di Giacomo Dolcetti negli anni del Realismo Magico.

I concerti

Da sempre la musica è considerata terapeutica. Quindi, sempre in occasione della Giornata del 9 ottobre, ciascuno degli Ospedali aperti ospiterà, in spazi prestigiosi, un evento musicale organizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma.

Ca’ Granda ospedale maggiore policlinico Milano

I concerti, tutti ad ingresso libero, saranno, in parte, dedicati, a composizioni mozartiane, in quanto il grande musicista austriaco all’età di soli 13 anni accompagnò il padre nel classico Gran Tour d’Italia, un lungo viaggio che toccò, nell’arco di oltre un anno, tutte le città che ospitano gli enti fondativi di Acosi, ovvero gli ospedali di Venezia, Roma, Firenze, Milano e Napoli.

ASST Spedali civili di Brescia

La tutela degli ospedali storici

Acosi ha siglato con i Ministeri della Cultura e della Sanità un protocollo d’intesa finalizzato alla tutela degli ospedali storici. Si tratta di un accordo quinquennale e rinnovabile che, attraverso un tavolo tecnico paritetico, definirà strategie e obiettivi per la conservazione, valorizzazione e fruizione pubblica del patrimonio culturale rappresentato dagli ospedali storici italiani.

Ospedale dei santi Antonio e Biagio di Alessandria

Il programma di visita nella Giornata è pubblicizzato nei canali informativi di Acosi (www.acosi.org) e attraverso i siti web degli Ospedali e degli Enti associati, in cui sarà possibile avere i dettagli dell’organizzazione di visite, eventi ed itinerari nel singolo sito ospedaliero.

Claudia Meschini

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