Gli occhiali: un’invenzione tutta veneziana

Occhiali da sole
Nella foto in alto: Occhiali da sole “alla Goldoni”@ Museo dell’occhiale, Pieve di Cadore

Li possiamo scegliere fra quelli di maggior tendenza o tra le collezioni dei più blasonati brand. Li possiamo prediligere squadrati o rotondi, a farfalla, con lenti a maschera o semplicemente oversize.
I trend, quest’anno in modo particolare, offrono varie soluzioni.
Ma la  storia degli occhiali potrebbe stupirci per la maggior stravaganza e varietà che questo oggetto, negli anni, ha conosciuto.
A partire dai primi, usciti dalle fornaci di Murano.

Gli occhiali, un’invenzione veneziana

Le prime lenti della storia risalgono addirittura al 1100. Furono realizzate da un anonimo maestro vetraio di Murano e, nonostante la paternità dell’ invenzione sia stata più volte rivendicata e attribuita al frate domenicano Alessandro Della Spina, di Pisa, collocando l’inizio della nuova moda nel 1262, i documenti dimostrano che il dna degli occhiali è tutto veneziano.
Tra questi, un capitolo dello statuto dell’arte dei Cristalleri, in cui si stabiliva che i “roidi da ogli”, com’erano chiamati gli occhiali dai veneziani, dovevano essere “realizzati con puro cristallo”.
Una precisazione che derivava dalla necessità di tutelare la produzione in quanto non erano rare le truffe di chi spacciava semplici pezzi di vetro con lenti vere e proprie.
Un mal costume che il documento, del 1284,  fa risalire ad almeno una trentina d’anni prima, testimoniando così che la nascita degli occhiali è precedente alle lenti del frate pisano o del fiorentino Salvino Degli Armati.

“I rodoli de vero per lezer”

Già prima del 1300 gli occhiali, a Venezia, erano una vera e propria istituzione. Si chiamavano “roidi da ogli” o “rodoli de vero per ogli per lezer” e non avevano le stanghette.
Le lenti erano legate da un filo di cuoio e si appoggiavano sul naso.
Riuscivano a risolvere il presbitismo e, verso la fine del 1400, anche il miopismo. Ma non furono mai usati solo per bisogno.
Gli occhiali sono infatti presto diventati oggetti di moda e fin dalle origini ne sono stati proposti di ogni tipo.
Sono stati di tendenza gli occhiali da parrucca e quelli da cappello, le lenti inserite nei ventagli e quelle nell’impugnatura dei bastoni da passeggio.
Fu infatti solo nel corso del 1700 che gli occhiali conobbero le stanghette. E le “lapides ad legendum”, cioè le lenti, diventarono “da sole”.

Gli occhiali “da gondola” o “alla Goldoni”

I più famosi occhiali da sole della Venezia settecentesca sono quelli che i collezionisti chiamano “alla Goldoni”.
Ne esistono solo 12 esemplari al mondo e hanno lenti tonde verdi e parasoli laterali in seta.
Inizialmente i maestri vetrai li chiamavano “occhiali da gondola”ed è certo che furono creati per far fronte ai raggi del sole.
Di questi accessori alla moda inserisce infatti una stampa nel suo libro, Lunettes et Lorgnettes de Jadis, edito da J. Leroy nel 1911 Madame Alfred Haymann.
La nobildonna francese  specifica che si tratta di un  «vetro verde da gondola o vetro da dama», utile a «preservare la vista dal riverbero. Venezia, XVIII sec.».

Così come l’ oggetto occhiali, anche la definizione attuale ha radici antiche.
Dai “roidi da ogli” e i “rodoli de vero per ogli per lezer” di fine 1200 si passò al moderno “occhiali” già nel 1317.
Un documento commerciale di quell’anno, infatti, così definisce gli oggetti per i quali si dava licenza di vendere a un mercante veneziano.

 

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