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Nel giorno della festa del gatto la buona notizia: un gattile a San Giuliano

Veduta aerea Parco San Giuliano Venezia laguna, ponte della Libe

Saranno realizzati a breve a San Giuliano le nuove strutture che andranno a ospitare cani e gatti abbandonati del nostro territorio.
Il nuovo canile sarà pronto entro settembre. Il contratto è stato firmato e l’apertura dei cantieri è oramai imminente.
Su un’area di 4500 mq, ospiterà 100 cani. La struttura avrà box dotati di isolamento tecnico e acustico.

Il nuovo canile sarà costruito all‘estremità nord-est del Parco di San Giuliano di Mestre, e sarà composto da una struttura operativa e da un fabbricato con due file di casette modulari di misure variabili in rapporto alla taglia del cane ospitato.
Dei 100 cani che vi troveranno rifugio, 45 saranno di piccola taglia, 32 di taglia media e 23 di taglia grande.

Sempre a San Giuliano, troverà spazio anche un gattile. La novità arriva proprio nel giorno del Cat Day, quando, tra i numerosissimi post sui felini dei social, è comparso anche il nuovo rifugio dei gatti di Venezia e Mestre.


E’ noto, il  nostro è un territorio in cui si amano molto gli animali. Il comune di Venezia registra la presenza massiccia di cani e gatti nelle nostre famiglie, tanto da esser stato entrato nel novero dei comuni virtuosi per adozioni di animali domestici. Secondo i dati del servizio veterinario dell’Aulss 3, infatti, contiamo un cane ogni sette persone.
Il dato potrebbe sorprendere. Venezia, storicamente “la città dei gatti”, è anche la città dei cani.
Città antica, Isole e Terraferma, infatti, contano ben 23.410 cani registrati all’anagrafe canina.
Tra città antica e terraferma sono però ancora numerose le colonie feline, così come sono numerose le associazioni e i volontari che si dedicano alla loro cura e tutela.

Cat Day: un amore che dura da sempre

Vi siete mai chiesti perché i veneziani hanno sempre amato tanto i gatti?
Fondamentalmente perché li difendevano dai topi.
Nel 1400 migliaia di felini sono stati importati nei bastimenti dalla Dalmazia e dall’ Egitto.
Successivamente i gatti sono stati “arruolati” come ciurme quando, a gruppi di quattro, hanno iniziato a sfidare il mare imbarcandosi nelle galeazze dirette in Oriente per difendere le stive e le provvigioni dai ratti.
Chi non era “in trincea”, combatteva le pantegane lungo le rive dei canali e nei campi della città.
Molti soccombevano nella guerra al ratto nero, considerato il terribile untore della peste.
Quando nel 1600 la natura dei gatti nostrani si rivelò non abbastanza aggressiva per sconfiggere il feroce ratto nero, altre razze, molto combattive, furono importate dalla Siria e dalla Palestina. Mischiati ai soriani, i gatti veneziani si sono evoluti, hanno formato colonie e affermato i loro principi di territorialità.
Soprattutto, però, sono riusciti a farsi benvolere e rispettare dai veneziani di tutti i tempi.

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