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Navi a Venezia: il futuro è offshore

Navi a Venezia: il futuro è offshore
Le crociere si possono fare a fronte di un tampone negativo

Guarda al mare, fuori dalle bocche di porto di Venezia, il futuro delle grandi navi. Non solo quelle da crociera, ma anche quelle commerciali di grandi dimensioni.
È infatti quella dell’offshore la via che il Governo ha deciso di seguire per sciogliere il nodo dei traffici marittimi all’interno della Laguna.
Lo conferma la decisione del Governo di avviare la gara per la progettazione dei terminal destinati ad accogliere passeggeri e merci movimentati nello scalo veneziano.

Le disposizioni urgenti del decreto-legge per Venezia

Nella riunione del 31 marzo, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che prevede “Disposizioni urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico nella laguna di Venezia”. A proporre il decreto, insieme al presidente Mario Draghi, sono stati i ministri delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, e della Cultura, Dario Franceschini. Ovvero gli stessi ministri che, insieme ai titolari dei dicasteri della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e del Turismo, Massimo Garavaglia, avevano dato nei giorni scorsi il via libera allo spostamento temporaneo in terraferma delle navi di stazza maggiore.

Il concorso di idee per il nuovo terminal

“Per contemperare le esigenze di tutela del patrimonio artistico, culturale e ambientale di Venezia e quelle legate allo svolgimento dell’attività crocieristica e al traffico merci”, spiega il comunicato del Consiglio dei Ministri, il decreto prevede il lancio, da parte dell’Autorità portuale del Mare Adriatico settentrionale, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, di un bando per un concorso di idee. L’obiettivo è quello di raccogliere proposte e progetti di fattibilità tecnica ed economica e individuare le soluzioni più idonee per la realizzazione di punti di attracco utilizzabili dalle navi adibite al trasporto di passeggeri superiori a 40 mila tonnellate di stazza lorda. Ma anche dalle navi porta container adibite ai trasporti transoceanici.

2 milioni di euro per il bando.

Il progetto prevede uno stanziamento per il 2021 di oltre 2 milioni di euro. “La prossima settimana – ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini – proporrò un incontro con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, per valutare insieme le questioni emerse nell’ultima riunione del cosiddetto “Comitatone””. I temi da affrontare, ha precisato il ministro, sono soprattutto quelli del riequilibrio idrogeologico dei territori lagunari, del recupero dei beni pubblici e della manutenzione dei sistemi di sicurezza. Quello compiuto adesso, per Giovannini, è intanto “un primo passo verso una soluzione definitiva e strutturale del problema del transito delle grandi navi”. Il ministro Franceschini ha invece commentato: “Una decisione giusta e attesa da anni, come chiesto dall’Unesco”.

La soluzione transitoria e il bando per lo scalo di Porto Marghera

Per arrivare alla realizzazione dei nuovi terminal, per i quali andranno anche individuati i precisi posizionamenti, occorreranno comunque diversi anni. Nel frattempo, non appena si uscirà dalla pandemia e le crociere andranno a regime, la soluzione transitoria che è stata individuata dal Governo per togliere le navi più grandi dal bacino di San Marco e dal canale della Giudecca è quella di Porto Marghera. Anche in questo caso, il terminal sul lato settentrionale del canale Nord, raggiungibile dalla bocca di porto di Malamocco attraverso il canale dei petroli, deve ancora essere realizzato. Ma è già stato lanciato il bando di progettazione, in scadenza il 15 aprile, per un’opera che costerà attorno ai 41 milioni di euro.

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