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Mutui green: quando l’ecologia sposa la finanza. O viceversa

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Nella foto in alto: Da Venezia uno sguardo al futuro. Presenti il premio Nobel Erobert Engle e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco

Da Venezia uno sguardo al futuro.

Presenti il premio Nobel Erobert Engle e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco

La distanza tra i mondi della finanza e dell’ambiente è molto meno marcata di quello che può sembrare a prima vista.
A dirlo, ci sono studi scientifici come quello coordinato da Ca’ Foscari sul tema dei cosiddetti “mutui green”. Perché esistono strumenti, come appunto i finanziamenti per la bioedilizia, che si traducono contemporaneamente in vantaggi sia per l’ecosistema che per la solvibilità nei confronti delle banche.

La conferenza a Palazzo Franchetti

E’ di questo che si parlerà a Palazzo Franchetti, il 26 e il 27 settembre, nel corso della 18^ Conferenza internazionale sulla valutazione del rischio di credito. Tra i numerosi studiosi ed esperti, sono attesi il premio Nobel per l’Economia Robert Engle e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.
Il tema della due giorni in laguna sarà “Valutazione e gestione dei rischi dei cambiamenti climatici: le opportunità per le istituzioni finanziarie”.
Al centro dell’analisi, gli studi più avanzati in materia, per delineare le future linee di ricerca. Nell’occasione, sarà sottoscritto il contratto che avvia un nuovo progetto di ricerca triennale sull’inclusione di criteri ambientali, sociali e di governance nell’analisi e valutazione del credito. Il progetto ha ottenuto dall’EIB Institute un finanziamento di 300.000 euro. E lo coordinerà la direttrice del Dipartimento di Economia di Ca’ Foscari, Monica Billio.
Ancora una volta, lo sguardo verso il futuro parte da Venezia.

Lo studio di Ca’ Foscari

A dimostrare la relazione tra patrimonio edilizio “green” e solvibilità dei mutui è stato proprio uno studio, anche in questo caso coordinato dall’ateneo veneziano.
“Le regioni con più alti tassi di efficienza energetica – spiega Monica Billio – presentano tassi inferiori di default dei mutui”.

Questo vale non solo in Italia. In Belgio, per esempio, gli economisti hanno analizzato 42.000 casi. E le differenze sono notevoli. I mutui legati all’efficienza energetica presentano tassi di default (-73%) e ritardi di pagamenti delle rate (-60%) nettamente inferiori agli altri mutui. E anche in Olanda è stato dimostrato che la frequenza di default è crescente al deteriorarsi dell’etichetta energetica degli edifici.

Le strategie europee: mutui green

Lo studio prende spunto dall’iniziativa lanciata con due progetti europei. L’obiettivo è quello di favorire la diffusione nel continente di mutui pensati appositamente per promuovere ristrutturazioni e acquisto di case eco-sostenibili.
L’efficientamento energetico degli immobili è dunque una delle priorità dell’Europa in tema di strategie per il clima e l’energia. Basti pensare che gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di CO2. Attraverso una miglior efficienza energetica, si può arrivare a ridurre almeno del 5% consumi ed emissioni.

Si capisce così che, una volta appurato che per questa via si può ridurre anche il rischio per gli istituti di credito, anche le banche possono giocare un ruolo chiave all’interno di un circolo virtuoso.

I “mutui green”

Uno dei risultati ottenuti grazie al progetto europeo è la formulazione di una definizione condivisa di “mutui green”.
Questa è stata annunciata a dicembre 2018, con l’avvio della fase pilota.
Coinvolti 42 istituti di credito di 13 Paesi (9 banche italiane), che rappresentano il 55% dei mutui erogati in Europa. Si mira alla diffusione sempre maggiore di impianti solari o fotovoltaici, isolamenti termici e impianti di riscaldamento di ultima generazione. Sia in fase di nuova costruzione, sia nelle ristrutturazioni. Anche perché il 75-90% del costruito europeo sarà conservato almeno fino al 2050.

Wooden empty terrace of white house with green grass and trees. Real photo

I “mutui green”, lanciati in Gran Bretagna con un progetto pilota, applicano incentivi e tassi agevolati per acquisto, progettazione e ristrutturazione di abitazioni costruite rispettando i criteri del risparmio energetico e della salvaguardia dell’ambiente. Quindi, mutui per l’acquisto di immobili di classe energetica A o superiore. Mutui per la costruzione di case ecologiche, a basso impatto ambientale e sostenibili ecologicamente. Mutui per la ristrutturazione, che possono usufruire delle detrazioni fiscali previste dagli Ecobonus (confermati in Italia per il 2019). Per quest’anno, i mutui green possono essere richiesti, per edifici residenziali o commerciali, se garantiscono un miglioramento delle prestazioni energetiche almeno del 30%.

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