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Migranti: l'Europa prova a riscrivere insieme le regole

Migranti: l'Europa prova a riscrivere insieme le regole

Giovedì 11 aprile il Parlamento Ue voterà il pacchetto di norme per riformare il sistema di gestione e facilitare le procedure

Un insieme di 9 atti legislativi attraverso cui cercare di dare l’attesa svolta nella gestione dei flussi migratori, puntando su un sistema che non sovraccarichi le realtà di frontiera come l’Italia, ma coinvolga tutti gli Stati, anche attraverso meccanismi di solidarietà obbligatori, e renda più semplici le procedure di accoglienza dei richiedenti asilo e di rimpatrio di chi non ha i requisiti per ottenere il diritto di permanenza in Europa.

Il nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo

La riorganizzazione della normativa sui migranti arriverà giovedì 11 aprile al Parlamento Europeo, chiamato al voto per dare il via libera definitivo al pacchetto di provvedimenti del nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo.
Tra le novità più attese, la possibile sostituzione della normativa sulla gestione dell’asilo e della migrazione, ora definita dal Regolamento Dublino, in base al quale viene determinato lo Stato membro competente per l’esame della domanda del migrante.

Le regole in esame, insieme alle novità sulla solidarietà tra Paesi, prevedono anche misure per prevenire abusi e movimenti secondari. Agli Stati membri sarà data la possibilità di scegliere tra la ricollocazione di una quota di almeno 30 mila richiedenti asilo nel proprio territorio o il versamento di almeno 600 milioni di euro di contributi finanziari, determinati per metà in base al numero di residenti e per metà sul Pil, agli Stati sottoposti a forte pressione migratoria

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Parlamento Europeo

Un unico regolamento europeo per la procedura d’asilo

Quanto alla procedura d’asilo, la linea è quella di sostituire le singole procedure nazionali di concessione o revoca della protezione internazionale con un unico regolamento comune all’intera Unione.
Per rendere più efficaci e rapide le procedure di asilo (fino a 6 mesi per una prima decisione) e rimpatrio (meno di 12 settimane), sono previste norme sulla procedura di frontiera in grado di consentire una rapida valutazione di fondatezza e ricevibilità alle frontiere esterne.
Le procedure non si applicheranno ai minori non accompagnati, tranne per quelli considerati un pericolo per la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico.

Nuovi centri di accoglienza

Per i soggetti ritenuti pericolosi, per quelli che presentano false informazioni su identità o nazionalità e per quelli che provengono da Paesi con tassi di riconoscimento dell’asilo inferiori al 20%, sarà sempre applicata la procedura di asilo alla frontiera immediatamente dopo lo screening.
Nel Patto rientrano anche le disposizioni che prevedono la creazione di centri d’accoglienza da 30 mila posti nei Paesi di primo ingresso, con la fissazione di un tetto massimo annuale di domande da esaminare nella procedura di frontiera; un regolamento sulle situazioni di crisi con meccanismi di solidarietà; norme per contrastare la strumentalizzazione dei migranti.

Il Regolamento Eurodac

Ancora, il Parlamento europeo voterà la riforma del Regolamento Eurodac, con l’aggiunta delle immagini del volto alle impronte digitali per poter identificare in modo più efficace chi, sopra i 6 anni, arriva sul territorio Ue; l’adozione di un regolamento di screening pre-ingresso uniforme per identificare i cittadini di Paesi terzi; il regolamento dell’Agenzia europea per l’asilo; norme per armonizzare la protezione e i diritti e migliorare le condizioni di accoglienza.

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