Mestre: la storia nel cuore della città

Piazza Ferretto, Mestre

Quando abbiamo iniziato questo viaggio tra i toponimi della terraferma avevamo sottolineato che costituivano un prezioso elemento di studio, anche della storia mestrina.
E’ per tale ragione che in questa puntata ci addentreremo nel cuore della città, dove a parlare saranno soprattutto le Piazze.

Piazza XXVII ottobre, in principio il cuore economico di Mestre

Quante volte vi sarà capitato di dare appuntamento a qualcuno dicendo “ci vediamo in Piazza Barche”, ben sapendo che il suo nome è Piazza XXVII Ottobre, toponimo attribuito nel lontano 1898. Chissà come mai tendiamo a dimenticare una delle pagine più cruente della storia di Mestre…Ma facciamo un passo indietro.
Dalla fine del 1600 quest’area fu il porto che fungeva da principale collegamento economico tra la terraferma e Venezia grazie al Canal Salso.
Sulle rive di questo corso d’acqua, che all’epoca la attraversava in tutta la sua lunghezza, erano ormeggiate centinaia tra caorline, gondole e barche più grandi per il trasporto merci. Ecco spiegato il nome attribuito inizialmente alla piazza.

Ma il 27 ottobre 1848 questi stessi luoghi divennero il campo della sanguinosa battaglia entrata nella Storia come la “Sortita di Forte Marghera”.
Per capire cosa successe cercheremo di riassumere in breve i fatti dell’epoca. Mentre Venezia e la terraferma erano occupati dalle truppe austriache, un gruppo di circa duemila patrioti (tra cui moltissimi mestrini) erano riusciti a occupare il Forte Marghera. Capeggiato da Antonio Olivi, quella mattina di fine ottobre il contingente italiano uscì a sorpresa dal Forte e, nonostante l’inferiorità numerica e di mezzi, costrinse il nemico alla fuga verso Treviso.
Passeggiando oggi davanti al centro commerciale di Piazza XXVII Ottobre si nota una solitaria colonna su cui troneggia un leone alato: riconsegnata da alcuni anni alla città dopo un attento restauro, quest’operain marmo bianco è lì a perenne ricordo della sanguinosa battaglia.

 

La colonna che in Piazza XXVII Ottobre ricorda la “sortita di Forte Marghera”

Erminio Ferretto, il giovane partigiano morto per la libertà

Il salotto dei mestrini, oggi intitolato a Erminio Ferretto, all’inizio si chiamava Piazza Maggiore ed era qui che si svolgeva il mercato bisettimanale e l’annuale fiera di San Michele, il patrono di Mestre. Molti la ricorderanno piena di auto, moto e tram visto che solo nel 1984 è diventata pedonale.

 

Piazza Ferretto, Mestre

Ma torniamo all’intitolazione attuale. Erminio Ferretto era nato a Mestre nel 1915. Questo giovane antifascista emigrò appena ventunenne in Spagna e nel giro di otto anni conobbe solo guerre e prigionia: si arruolò infatti nelle Brigate Internazionali spagnole durante la guerra civile, poi venne catturatoin Francia ed estradato in Italia dove scontò la prigionia a Ventotene fino alla caduta del fascismo. Durante la Repubblica di Salò si arruolò e organizzò la lotta partigiana tra le montagne del bellunese ma con i rastrellamenti tedeschi del 1944 tornò a Mestre dove divenne comandante del BattaglioneFelisati. Il destino volle che la notte del 5 febbraio 1945 le Brigate Nere lo sorprendessero in un casolare a Bonisiolo di Mogliano Veneto, lì venne ucciso con una carica di mitra. Aveva appena 29 anni.

Alessandro Poerio, patriota e letterato

Lasciandoci alle spalle la Torre e uscendo da Piazza Ferretto, eccoci nell’area pedonale intitolata al Poerio, nobile letterato di origini napoletane che legò il suo nome a Venezia durante le lotte risorgimentali. Le sue liriche erano intrise di impegno civile e spirito patriottico ma, da uomo introverso e timido qual era, fu sempre restio a pubblicarle.
Nicolò Tommaseo, suo amico, lo definì “il più forte poeta lirico dopo Manzoni”; mentre Benedetto Croce di lui scrisse “fu figliuolo e fratello e nipote di uomini pei quali la vita domestica formava un tutt’uno con quella della patria, ed il dovere di cittadino con l’onore personale”.  Ed era vero: Alessandro Poerio fu innanzitutto un valoroso patriota convinto sostenitore dell’Italia libera e unita. Il 27 ottobre 1848 partecipò alla vittoriosa battaglia della Sortita di Forte Marghera contro l’esercito austriaco (di cui abbiamo appena accennato), ma le gravissime ferite riportate gli costarono la vita.

 

Scorcio di Via Poerio, a Mestre

 

Bonaventura Barcella, primo storiografo di Mestre

Conosciamo tutti la galleria che collega Piazza Ferretto a Piazza Candiani, quei cento metri circa coperti in vetro e acciaio, restituiti alla città nel 2015 dopo importanti lavori di ristrutturazione. La Galleria è intitolata al veneziano Bonaventura Barcella, segretario dell’archivio comunale di Mestre dal 1820 al 1840. Grazie al suo incarico egli riuscì ad avere accesso a tantissimi dati storici che, raccolti e trascritti, sfociarono nel libro “Notizie storiche sul castello di Mestre. Dalla sua origine all’anno 1832. E del suo territorio”, dove cita tra gli altri i nomi dei podestà, dei provveditori e dei notai succedutisi dal 1391 in poi. E per quanto riguarda l’origine di Mestre, che resta ancora incerta, il Barcella avrebbe legato la sua fondazione a un valoroso guerriero greco di nome Mesthle, amico di Antenore (il fondatore di Padova).

 

Galleria Barcella, Mestre

Luigi Candiani, fornaio e “pittore di primavere”

Lasciamoci alle spalle la Galleria Barcella ed entriamo in Piazza Candiani, area “rimessa a nuovo”nel 2013. Chi era però questo Candiani  cui è intitolato anche il Centro polifunzionale?
Luigi (Gigi, il suo diminutivo) era un mestrino classe 1903 che lavorava in un panificio in via Poerio. La sua grande passione, però, era la pittura e i suoi soggetti preferiti erano i paesaggi veneti con forti richiami agli impressionisti francesi. Il poeta Diego Valeri, suo amico, lo definì “un pittore di primavere: di tenere primavere nostrane, intonate sul rosa e sull’azzurro, ma che lasciano trasparire un fondogrigetto di mestizia autunnale”. Pensate che molte sue opere furono esposte in prestigiose gallerie, tra cui la Bevilacqua La Masa, e partecipò a ben quattro edizioni della Quadriennale di Roma e tre alla Biennale d’Arte di Venezia. Oggi la città lo ricorda legando il suo nome a quello di un centro culturale strategico per Mestre.

 

Piazzale Candiani, Mestre

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