Maturità 2020: quello che c’è da sapere

Maturità 2020

Si avvicina il 17 Giugno. Giorno di maturità per oltre mezzo milione di ragazzi in Italia, di cui 38 mila studenti veneti, più di 6 mila dei quali veneziani.
Un passaggio della vita di ognuno di noi tanto fondamentale quanto indimenticabile.
Ma la “notte prima degli esami” dei maturandi del 2020 sarà più indimenticabile di altre.
Nessuno di più di loro ha avvertito infatti l’incertezza di ciò che dovranno affrontare a partire dalle 8.30 del 17 Giugno. Pur se nel dedalo di informazioni giunte e poi smentite, in fase di definizione e circoscritte in parametri del tutto inconsueti come quelli determinati dal coronavirus, alcuni punti fermi ci sono.

Tutto in un sol giorno

Tra le numerose cose cui ci ha abituato il Covid-19 c’è anche quella di ragionare sulla base di ordinanze. Quella relativa agli Esami di Stato e alla loro valutazione (pubblicata il 16 maggio) tiene conto di quanto previsto dal Decreto scuola approvato in Consiglio dei Ministri ad aprile e dell’emergenza coronavirus.
Per quest’anno, dunque, prevede solo il colloquio orale in presenza, nel quale sarà possibile conseguire un massimo di 40 punti.
La commissione sarà composta da 6 membri interni e 1 presidente esterno.
Tenendo conto della particolarità dell’ultimo anno scolastico, la valutazione finale punterà a valorizzare al meglio il percorso complessivo degli studenti. Il credito del triennio finale è stato così rivisto e potrà valere fino a 60 punti, anziché 40. Il voto massimo resta di 100/100, a cui potrà essere aggiunta la lode.

Il colloquio, l’elaborato e la scadenza del 13 Giugno

Il candidato discuterà, in apertura di esame orale, un elaborato sulle discipline di indirizzo, ovvero quella su cui si sarebbe dovuto svolgere il secondo scritto, trattando l’argomento concordato.
Questo è stato assegnato dai docenti delle materie specifiche entro il 1 giugno e l’elaborato dovrà essere fatto pervenire da remoto alla commissione entro il 13 giugno.


Il colloquio proseguirà con la discussione di un breve testo studiato nell’ultimo anno nell’ambito dell’insegnamento della lingua e letteratura italiana.
Saranno poi analizzati materiali assegnati dalla commissione sulle altre materie, in coerenza con il percorso fatto. L’esame si concluderà con l’esposizione delle esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Saranno quindi accertate le conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”, secondo quanto effettivamente svolto dalla classe.

Maturità tra distanze e mascherine

Nel contempo, il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha presentato anche le misure di sicurezza per la Maturità, fornite dal Comitato tecnico-scientifico e basate anche sul confronto con i sindacati. “Abbiamo scelto – ha sottolineato la titolare del Dicastero in conferenza stampa – una linea precisa: affidarci alle indicazioni della scienza. Gli Esami del secondo ciclo saranno il primo momento di ritorno nelle nostre aule”. Il Governo ha quindi stanziato 39 milioni del Decreto rilancio per attuare tutte le misure di sicurezza.

Nello specifico, sarà assicurata la pulizia quotidiana di tutti gli spazi, anche alla fine della sessione d’esame mattutina. I locali dovranno essere ben aerati e saranno predisposti percorsi predefiniti di entrata e di uscita. Obbligatoria la mascherina, che potrà essere abbassata dallo studente nel corso del colloquio, ma sempre mantenendo la distanza interpersonale di 2 metri.
Sarà infine ammesso in aula un solo accompagnatore per candidato.

102 candidati in solitaria

Per quanto riguarda invece i cosiddetti “esterni”, il MIUR ha inserito nella tabella ufficiale solo una sorta di stima, pari ai 102 candidati che hanno preso parte agli esami 2018/19 con questa modalità. I candidati esterni, in ogni caso, sosterranno la prova preliminare a partire dal 10 luglio e, in caso di superamento, svolgeranno l’esame di Stato a settembre.

Una nuova ordinanza per trovare i presidenti di commissione

La nuova ordinanza del Miur del 3 giugno riguarda la maturità ma solo per le nuove modalità per il reclutamento dei presidenti di commissione.
Il Coronavirus fa paura e, soprattutto al Nord, si contano le disdette.
Per trovare disponibilità a coprire i 1200 posti di presidente di commissione ancora da assegnare (in tutto sono 12.900) la nuova ordinanza firmata dal ministro Lucia Azzolina allarga le maglie, con una deroga sui requisiti portando a 10 gli anni di professione per i docenti che possono ricoprire il ruolo e introducendo le nomine d’Ufficio.

 

 

 

 

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