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Matteo Salvini a Venezia: “Manca il 5% alla fine dell’opera. Si completi il Mose al più presto”

Salvini Giardinetti reali

Matteo Salvini giunge a Venezia. Mancano pochi minuti alle 9 di mattina.
Il picco di marea è previsto per le 11.20 ma Piazza San Marco è già sommersa.
Stivaloni da pescatore e cappellino, si ferma qualche minuto tra i titolari dei banchetti davanti ai Giardini Reali, ma soprattutto vuole vedere com’è la situazione in Piazza.

Ad accompagnarlo, come hanno fatto con il presidente del consiglio Giuseppe Conte e con Silvio Berlusconi, sono il presidente della regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Poco dopo incontreranno il ministro alla Cultura Dario Franceschini.

Protagonista Mose

Sono tante le questioni in ballo, ancor più i danni, anche culturali, subiti dalla città.
“Non basta una pacca sulla spalla -dice a un certo punto Matteo Salvini – Il Mose va terminato al più presto e al più presto dev’essere messo in funzione. Spero che su questo si sia tutti d’accordo e che si accelerino i tempi il più possibile”.


Si procede lentamente in Piazza.

L’acqua sale, si teme il peggio

L’acqua arriva già oltre le ginocchia e sale la preoccupazione che, come accaduto la notte del 12 novembre, le previsioni volino al rialzo.
Già rispetto ai 145 cm annunciati nel primo mattino il Centro Maree ha aggiornato una prima volta indicando una possibile massima di 160 cm per le 11.20.
Ci si guarda intorno, si ascolta il rumore del vento che soffia facendo increspare piccole onde davanti ai leoncini, tra le colonne di Marco e Todaro, di fronte alla basilica.
Le passerelle non ci sono più. Sono già state tolte perché l’acqua ha superato il limite che consente rimangano a tracciare un percorso.

Contributi straordinari per le zone colpite in Italia dal maltempo

“Abbiamo già presentato due emendamenti concreti per il funzionamento e la manutenzione del Mose – annuncia poi Salvini- E chiesto un contributo straordinario immediato per tutte le zone colpite in questi giorni dalle calamità”.

Sono tante, in effetti. Matera, come Venezia, è una città duramente colpita dall’acqua e dal fango. Ma l’Italia dimostra come sempre in situazioni simili il suo lato migliore. “Ringrazio davvero tutti i veneziani che non hanno esitato a rimboccarsi le maniche – ha detto ancora Salvini – Ma ringrazio in generale gli italiani, che stanno dimostrando una solidarietà eccezionale”.

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