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Manovra: energia e famiglie al centro delle scelte del Governo

Manovra: energia e famiglie al centro delle scelte del Governo

Attesa nelle prossime ore l’approvazione della Legge di bilancio. Si cercano le coperture per gli interventi dedicati ai nuclei familiari

La maggior parte della manovra finanziaria, com’è logico nell’attuale contesto, sarà concentrata dal Governo sui rincari dell’energia. Sui complessivi circa 32 miliardi della Legge di bilancio che arriverà in Consiglio dei Ministri nelle prossime ore, ben 21 saranno impiegati per aiutare imprese e famiglie a fronteggiare i rincari di bollette e materie prime energetiche.
Perché, se adesso si prospetta una frenata (l’associazione di consumatori Adico ha stimato un -70% nella prossima bolletta), al tempo stesso, nel confronto su base annuale le bollette sono più che raddoppiate. L’Unione Nazionale Consumatori, per ottobre, ha quantificato al +135% l’impennata di gas, luce e gasolio per il riscaldamento, con punte in alcune città del +160%. E una spesa media per le famiglie più alta mediamente di 1820 euro rispetto a un anno prima.
Se, per finanziare le misure sul questo fronte, c’è il via libera per ricorrere a nuovo deficit, per le altre novità allo studio è invece necessario trovare le adeguate coperture.
Così le ultime limature al provvedimento si stanno concentrando proprio su dove pescare le risorse per interventi come il taglio dell’Iva su alcuni prodotti di prima necessità o il taglio del cuneo fiscale.

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L’Iva e il cuneo fiscale

L’Iva su prodotti primari come pasta, pane e latte, ma anche su prodotti per l’infanzia e assorbenti, è uno dei punti più caldi al centro del ragionamento.
Le ipotesi vanno dall’azzeramento (anche se forse per un solo anno) dell’aliquota, all’adozione di quella al 5%.
L’intervento richiederebbe risorse attorno al mezzo miliardo; ma l’impatto sulle tasche delle famiglie, che secondo le associazioni dei consumatori sarebbe limitato, potrebbe spingere a inserire in manovra solo la parte relativa ai prodotti per l’infanzia.
Un altro cardine della Legge di bilancio dovrebbe riguardare il tema del cuneo fiscale.
In primo luogo si va verso la conferma del taglio del 2%, al momento in vigore fino al 31 dicembre 2022, per i redditi fino a 35 mila euro.
Allo studio c’è poi l’innalzamento al 3% per chi guadagna meno di 20 mila euro l’anno.
La discussione è aperta anche su chi beneficerà di questo taglio: probabilmente sarà destinato interamente alle famiglie, anche se Confindustria chiede che un terzo delle somme recuperate, circa 5 miliardi, vada alle imprese.

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Le altre misure: il quoziente familiare al posto dell’Isee

La centralità della famiglia nella strategia del Governo è confermata da altre anticipazioni sulla manovra circolate negli ultimi giorni, che portano attorno al miliardo di euro le risorse destinate a questo capitolo. Un intervento strutturale potrebbe essere il superamento del meccanismo dell’Isee per la valutazione dell’accesso alle misure concrete.
Si mira a passare al concetto di “quoziente familiare”, riducendo il peso delle proprietà immobiliari e introducendo, a fianco di stipendi e rendite, il parametro del numero dei componenti del nucleo.
Ciò permetterebbe di tutelare maggiormente le famiglie più numerose, per favorire le quali si pensa anche a raddoppiare fino a 200 euro la maggiorazione forfettaria dell’assegno unico per chi ha da 4 figli in su.
Dal prossimo anno potrebbe aggiungersi anche una maggiorazione di 100 euro, fino al terzo anno di età, per i gemelli. E poi si dovrebbe rifinanziare il “bonus asilo”, istituire un apposito fondo per i centri estivi e puntare a organizzare attività di educazione e formazione per i minori che frequentano il web.

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Risorse e nuove priorità fiscali

I nuovi interventi per la famiglia, ma anche la riorganizzazione del sistema pensionistico (si va verso la soluzione-ponte di “quota 103”, con 41 anni di contributi e 62 di età) o l’innalzamento a 85 mila euro della soglia per l’applicazione della flat tax al 15%, passano attraverso un ripensamento delle priorità fiscali, anche per reperire le risorse necessarie.
È stata quindi ipotizzata una stretta al reddito di cittadinanza (che resterà di sicuro solo per i più poveri), la rimodulazione della tassa sugli extraprofitti  (la cui aliquota potrebbe superare il 30%) e un ulteriore aumento (fino al 25%) della tassazione sulle vincite ai giochi e delle accise sul tabacco.
Dovrebbe invece essere accantonato lo scudo fiscale per i capitali all’estero e ridotta la cosiddetta “pace fiscale” relativa alle cartelle esattoriali.
Una possibile novità che ha fatto molto discutere è l’introduzione di quella che Palazzo Chigi chiama “green tax”, ma è già più nota come “Amazon tax”.
Si tratta dell’ipotetica tassa sulle consegne a domicilio (sarebbero escluse solo quelle alimentari) effettuate con mezzi non ecologici, che favorirebbe anche i negozi di vicinato, penalizzando i colossi delle vendite online, che pagano imposte con aliquote molto più basse rispetto ai commercianti.

Alberto Minazzi

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