M9 aperto ufficialmente al pubblico: Mestre guarda al futuro

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Un evento di quelli che resteranno nella storia: M9 è diventato realtà nel cuore di Mestre. Un luogo che parla ai giovani, ma non solo. Cultura multimediale, architettura sostenibile, tecnologia, servizi per i cittadini, forme innovative di commercio. E’ il primo museo totalmente multimediale d’Italia, unico dedicato alle trasformazioni del ‘900, aperto ufficialmente al pubblico in uno spazio di rigenerazione urbana della città.

Ospiti d’onore alla cerimonia di inaugurazione la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ed il ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli che, insieme al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il presidente della Fondazione di Venezia Giampietro Brunello, l’amministratore delegato di Polymnia Valerio Zingarelli, il direttore del Museo Marco Biscione, hanno illustrato al numerosissimo pubblico presente ciò che M9 rappresenta per Mestre.

Il Ministro Alberto Bonisoli durante il suo intervento all’inaugurazione del Museo; in prima fila il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e le altre autorità presenti all’evento

Per Elisabetta Casellati, il Museo del ‘900 rappresenta un fiore all’occhiello per la città, il Veneto, l’Italia intera. Un’opera straordinaria perché ricostruisce il secolo scorso parlando ai giovani in un linguaggio moderno, basandosi sugli insegnamenti del passato con un elevato valore didattico.

Autorità in visita all'apertura del Museo M9
Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro con la presidente del Senato Elisabetta Casellati, il Prefetto Vittorio Zappalorto e le altre autorità cittadine in visita al Museo del ‘900

Il sindaco di Venezia ha ringraziato le amministrazioni precedenti per la scelta di far nascere M9 e riconosciuto il merito al presidente della Fondazione di Venezia Brunello e all’attuale giunta di aver portato a termine il progetto. Brugnaro ha poi sottolineato che M9, oggi uno dei più importanti musei d’Europa, non a caso nasce a Mestre, luogo della contemporaneità, dove si racconta una pagina della storia italiana che è passata da qui, da Porto Marghera, da Venezia. Il ministro Alberto Bonisoli ha lodato la grande opera di rigenerazione urbana che sta alla base del progetto, mentre il direttore del Museo, Marco Biscione, e i vertici di Polymnia, hanno spiegato che partendo dai giovani l’obiettivo sarà allargare sempre più la tipologia di pubblico ed esportare il Museo in tutta Mestre e nella città storica.

Il Museo del ‘900 si sviluppa su due dei tre piani dell’edificio principale ed è suddiviso in 8 sezioni: Demografia e strutture sociali; Consumi, costumi e stili di vita; Scienza, tecnologia e innovazione; Economia, lavoro, produzione e benessere; Paesaggi e insediamenti urbani; Lo Stato, le istituzioni, la politica; Educazione, formazione e informazione; Cosa ci fa sentire italiani. La narrazione è interamente multimediale con materiali digitali (6000 foto, 820 video per dieci ore di filmati montati, materiale iconografico tra manifesti, periodici, quotidiani e materiale grigio, 400 files audio) che provengono da 150 archivi; 60 installazioni multimediali ed interattive; materiali curati da 47 persone tra storici, sociologi, architetti, scrittori. L’esposizione permanente sarà affiancata al terzo piano dalle mostre temporanee che approfondiranno le tematiche del Museo spaziando dalla fotografia, al design, all’arte, alla tecnologia.

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