Urbanistica: nelle norme una nuova visione di città

Venezia, area marciana
Nella foto in alto: Nel Centro storico di Venezia, tolto il limite dei 200 mq per gli uffici

L’obiettivo è quello di  ripensare in termini di sostenibilità e diversa fruibilità il tessuto urbano della città, sia d’acqua che di terra. A Venezia quindi di riportare attività alternative alle strutture ricettive, in terraferma di completare lavori di riqualificazione  di aree rimaste troppo a lungo nel limbo.
Due provvedimenti urbanistici recentemente approvati dal Consiglio comunale creano ora le basi per l’applicazione di diverse strategie di intervento orientate a una nuova visione di città.

La variante 33 al Piano degli Interventi per la Città Antica

L’ atto, approvato all’unanimità dal consiglio, intende favorire nella Città Antica l’insediamento di attività alternative a quelle turistico/ricettive, facilitando il riuso degli immobili. In tal modo, si potranno sempre più riequilibrare le funzioni necessarie per la qualità della vita di chi risiede o lavora in città, ma anche degli stessi visitatori. Come? Creando i presupposti per l’insediamento di studi professionali, per esempio.

“Con questa delibera – spiega l’assessore comunale all’Urbanistica, Massimiliano De Martin – abbiamo tolto il vincolo dei 200 metri quadri di superficie previsto per gli insediamenti dal Piano regolatore generale. Pensiamo, in tal modo, di ridare vitalità lavorativa al Centro storico, favorendo l’insediamento di attività direzionali e di uffici più piccoli. Il limite precedente era troppo condizionante, visto che, in pratica, voleva dire che potevano trovare posto solo studi da almeno sei o sette dipendenti. I liberi professionisti, adesso, potranno invece tornare a guardare anche alla città d’acqua, senza essere obbligati a puntare sulla terraferma”.

Il Programma integrato per la zona PEEP della Bissuola sud

Il secondo provvedimento guarda invece proprio alla terraferma e, nello specifico, alla residenzialità. L’approvazione del Programma di riqualificazione del tessuto urbanistico, edilizio e ambientale del “nucleo n.3 Bissuola Sud” porta a compimento un percorso lunghissimo, iniziato nel 2002 e che aveva vissuto un passaggio fondamentale con il bando pubblico del 2012.

Il Consiglio comunale ha ora approvato definitivamente il Programma integrato di intervento di edilizia convenzionata lungo la Vallenari Bis. L’area di intervento ha una superficie di 177.100 metri quadri. Prevede una nuova edificazione distribuita su 20 lotti. Inoltre, saranno cedute aree ed opere di urbanizzazione primaria e secondaria per 125.210 metri quadri e sarà acquisita a patrimonio comunale un’area a verde di quasi 7 ettari di grande valore ambientale.
“Abbiamo previsto – specifica l’assessore – interventi di particolare salvaguardia delle zone umide, seguite dalla Direzione Ambiente del Comune a supporto delle cooperative”.

Nuova residenzialità, non turismo

“Nel completamento di questo iter – riprende De Martin – abbiamo cercato di rispettare al massimo i cittadini, che si erano esposti economicamente per costruire le loro residenze. Perché si tratta di nuove edificazioni esclusivamente a uso abitativo e assolutamente non turistico”. L’approvazione del programma permette infatti alle imprese e alle famiglie socie delle cooperative, che già avevano ceduto gratuitamente il sedime delle loro proprietà interessato dalla nuova viabilità, di realizzare le proprie abitazioni.

“Abbiamo tuttavia – conclude l’assessore – dato la possibilità di fare approvazioni per stralci funzionali per aree ben definite. Non ci sarà nessun automatismo, ma si tratterà di ulteriori valutazioni politiche della sostenibilità economico-finanziaria degli interventi. Vogliamo evitare infatti di vedere cantieri che iniziano e finiscono senza aver completato l’opera”.

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