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Life Redune: salviamo le dune!

Life Redune: salviamo le dune!

Un progetto europeo per la difesa dei sistemi dunali dalle piante aliene

 

Chi l’avrebbe mai detto che una pianta dai teneri fiorellini gialli e una piccola rosa avrebbero potuto mettere in pericolo i nostri litorali. Eppure è quello che sta accadendo. La loro presenza sta minacciando sempre di più i fragili sistemi dunali e la loro biodiversità.

Sono soprattutto quattro, nel Veneto, le zone a rischio: il Bosco Nordio nel comune di Chioggia, la Laguna di Caorle – Foce del Tagliamento, la Laguna del Mort e pinete di Eraclea, la penisola del Cavallino e Biotopi Litoranei.
Per recuperare e difendere queste aree è nato Life Redune, un progetto cofinanziato dall’Unione europea e dalla Regione del Veneto e coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Di rose e altri “alieni”


I loro nomi scientifici sono “Oenothera stucchii” e “Rosa rugosa” : la prima viene dall’America, la seconda è nata nel lontano Oriente. Nella carta d’identità di entrambe è riportato un segno molto particolare: sono “specie aliene o esotiche”. Appartengono cioè a quelle specie trasportate dall’uomo in modo volontario al di fuori dell’area di origine.

La Rosa rugosa proveniente dall’Oriente
L’ Oenothera stucchii originaria dell’America

Purtroppo per alcune di loro il pericolo è che si ambientino talmente bene e così in fretta da minacciare l’ecosistema ospitante. E’ il caso della rosa rugosa e dell’ Oenothera Stucchii, tra le specie esotiche più invasive in Europa. A titolo di curiosità, sapete chi è un altro importante alieno? La bella Robinia, originaria degli Stati Uniti sud orientali, introdotta in Francia per la prima volta dai giardinieri di re Luigi XIII nei primi anni del 1600.

Perché Life Redune

Preziosi serbatoi di biodiversità, le dune costituiscono una difesa naturale della costa e una naturale riserva di sabbia che alimenta le spiagge quando vengono erose dalle mareggiate. Perciò è importante preservarle ed è nato Life Redune. Vi chiederete adesso cosa c’entrano le “aliene”. Facciamo un passo indietro e vediamo come funzionano questi ecosistemi unici al mondo. Nel loro processo di formazione intervengono il vento e le piante.
Il primo accumula i sedimenti trasportati dalle correnti marine lungo la costa, le seconde inglobano e bloccano la sabbia.

Le piante che trattengono la sabbia

Sui nostri litorali le piante protagoniste sono due: la Stipa veneta (l’unica specie di Stipa che in Europa si è adattata a vivere sulle dune marittime) e l’Ammophila arenaria.
Queste due piante sono fondamentali perché, grazie al loro apparato aereo e radicale, riducono l’azione del vento e trattengono a terra la sabbia. Ma la massiccia presenza di “aliene” (soprattutto l’Oenothera stucchii) sta togliendo loro luce e spazio, minacciando la sopravvivenza stessa delle dune.
Purtroppo non è finita qui. Ai danni causati dalle specie invasive se ne aggiungono altri.
Gli ambienti dunali sono messi in pericolo dai cambiamenti climatici e il conseguente innalzamento del livello dei mari, ma anche da turisti inconsapevoli del fatto che, calpestando la vegetazione e creando “nuovi” sentieri, stanno distruggendo irreparabilmente le dune. Perché la Stipa veneta e l’Ammophila arenaria, pur sopravvivendo al sole, all’aridità e al suolo salino, se calpestate muoiono. Se non si interviene subito, ben presto le dune sono destinate a scomparire e, con esse, le nostre spiagge.

Life Redune: un progetto europeo


L‘obiettivo di LIFE REDUNE è il ripristino di circa 91 ettari di habitat dunali e l’ampliamento e la difesa di questi ecosistemi litoranei attraverso la piantumazione di circa 150mila piante e l’eradicazione delle piante aliene. Poiché danni seri sono creati anche dal turismo di massa, il progetto prevede l’installazione di un chilometro di passerelle e dieci chilometri di staccionate per direzionare i flussi turistici verso accessi obbligati. Lungo i nuovi “sentieri” saranno posizionati dei pannelli descrittivi per informare e sensibilizzare quanti frequentano i nostri litorali sull’importanza della sopravvivenza degli ambienti dunali. Infine verranno organizzate 72 visite guidate e 8 eventi di educazione ambientale dedicati a cittadini e turisti e una trentina di workshop con gli operatori turistici dei Comuni interessati dal progetto. LIFE REDUNE si concluderà entro marzo 2022.

Dune stabili

 

 

 

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