“Dice il serpente”. La curiosa storia di Matteo Barbieri, libraio errante per passione

libraio errante

A tutti è capitato di entrare in una libreria e di affidarsi al consiglio di un commesso.
Quando si è fortunati, lui saprà aiutarvi e indicarvi esattamente quello che cercate.
Ma, se siete veramente fortunatissimi, allora potrebbe capitarvi non solo un consiglio, ma una poesia, un racconto, una fiaba recitata con abilità e forte presenza scenica.
Certo, in questo caso non siete in una normale libreria, ma al cospetto di Matteo Barbieri, il “libraio errante” che, al telefono oppure in giro con la sua fedele bicicletta, dispensa a richiesta (e senza chiedere nulla in cambio) piccole perle di saggezza.

Matteo Barbieri, il libraio errante

“Dice il serpente”e la tentazione dell’ignoto

Nato a Mirano poco più di trent’anni fa, appassionato da sempre di letteratura soprattutto fantasy, Matteo (che – come è ovvio – per vivere lavora come commesso in una filiale di una grossa catena libraria) ha da anni un sogno: quello di aprire un suo negozio indipendente. Ma, nell’attesa, ha ideato una sfida particolare e creativa: far conoscere la bellezza della parola a più persone possibili.
Nasce così “dice il Serpente”, il progetto di libreria errante che Matteo porta in giro per l’Italia dal 2016.  “Volevo un nome che ricordasse l’animale per antonomasia della letteratura, che parla ma a logica non dovrebbe parlare (quello della Bibbia, per capirci). Suona bene e rimanda alla tentazione, alla voglia di azzardare un passo nel campo dell’ignoto”.


Il Serpente, dunque, legge: poesie alla gente, al telefono (orari e numero sono sulla sua pagina facebook costantemente aggiornata) e nelle piazze, spostandosi con le ferie dal lavoro “ufficiale” accompagnato dai testi e dalla sua fedele bicicletta Gravel.

Il libraio errante nelle piazze con un taccuino e tanti versi

“I motivi che stanno alla base di questa scelta sono molti, ma se dovessi dirne uno su tutti, è il semplice amore per la poesia. A me piace dire che c’è un sacco di gente che scrive poesia, ma pochissima che la legge. Così ho deciso di provare, inizialmente al telefono e la risposta è stata incredibile, al di sopra delle aspettative. Hanno chiamato persone da tutta Italia, di tutte le fasce d’età. Ho ripetuto l’esperimento diverse volte, sempre più telefonate. A quel punto la decisione di andare per le strade è venuta da sé. Ed è stata la scelta migliore che io abbia mai fatto. Generalmente preparo un taccuino su cui ricopio diverse poesie di alcuni autori selezionati tra i miei preferiti e giro con quello. Attualmente comprende circa 30 poeti per un centinaio di poesie.
Una bici, un taccuino e, soprattutto, un cartello: LEGGO POESIA GRATIS.

“Molti si commuovono. Talvolta mi commuovo con loro”

“Sta alla gente cogliere l’invito e dare (e darsi!) una possibilità. La poesia passando per la scuola lascia poca voglia. Io offro l’occasione di riconciliarsi con una forma mentale indispensabile, con un tempo lento ma incisivo di riflessione. E di poesia c’è bisogno. Ovvio che poi la gente reagisce in maniera variegata. C’è chi si mette a ridere, chi mi continua a fissare e mi chiede se la poesia è finita, ci sono quelli che ringraziano e quelli che mi chiedono se mi devono pagare. Molto spesso mi regalano da mangiare o mi offrono un bicchiere di vino. Molti, si commuovono. Talvolta mi commuovo con loro”.

Matteo Barbieri, il libraio errante, durante un incontro

La poesia e le strane richieste dell’anima

Richieste strane e particolari?
“Ne ho sentite parecchie.  Da quella del cuore infranto che doveva riconquistare una donna al gruppo di ragazzi ubriachi che mi chiamavano da un’osteria in montagna. Forse quella cui sono più affezionato è stata la telefonata di una ragazza che ha voluto rimanere anonima e che mi ha chiesto di sentire una poesia prima di prendere una decisione molto importante. Spero di essere stato utile.  Recentemente, durante il lockdown, ho letto al telefono per quasi un mese di fila. Tra le altre telefonate, c’è stata quella di una bambina di 5 anni, che mi ha chiesto di leggerle una favola. E’ bellissimo che i genitori incoraggino i loro figli a chiamarmi, è un attestato di fiducia che mi onora.

Condividi:
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche: