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Le Venezie di Aricò, i luoghi dello scambio intellettuale e dell'ispirazione

Le Venezie di Aricò, i luoghi dello scambio intellettuale e dell'ispirazione
L'ingresso del Teatro Goldoni di Venezia realizzato da Gianni Aricò

Una mostra racconta lo spirito e la rete di relazioni dell’artista Gianni Aricò

Dal 29 luglio al 28 agosto 2022 all’interno della Scuola Grande di San Teodoro, a Venezia, sarà visitabile la mostra “Come un fiume in Laguna. Le Venezie scolpite da Gianni Aricò” presentata e promossa dal “Comitato per le celebrazioni di omaggio a Gianni Aricò”, coordinato da Sandro Cabassi.
L’esposizione raccoglie video, opere, fotografie e fonti biografiche sullo scultore, colto nel suo aspetto quotidiano e professionale. Non si limita però a questo. In essa è contenuto il mondo di un artista internazionale che ha lavorato nelle più grandi città del mondo (Venezia, New York, Tokyo, Vienna) e che ha esportato la propria realtà veneta e veneziana.

Un fiume dalle montagne per una nuova prospettiva

Il titolo di questa mostra, in particolare la parola “fiume”, evoca l’ideale che muove l’organizzazione di questo evento: non sarà un modo per cristallizzare un ricordo di un amico e di un artista ma un continuare una parabola, uno slancio, già iniziato da Gianni Aricò e che prosegue nella ricerca di nuovi stimoli, ci spiega Sandro Cabassi.
Artista venuto dalle montagne, trasferito nella campagna veneta e poi in Laguna con lo studio in Campo Santo Stefano, Aricò ha fatto sì che la propria arte si fondasse sulle relazioni, sul mettere in contatto realtà diverse che possono produrre nuove idee.
Anche solo analizzando la sua figura presa nel contesto veneziano, possiamo riscontrare quanto duttile sia stato nell’inserirsi in contesti di matrice difficili da associare.
Confratello della Scuola di San Rocco, di cui ha disegnato le medaglie, ha realizzato la Fontana monumentale di Via Piave a Mestre e le porte del celebre Teatro Goldoni in laguna, ha messo in contatto il Lions Club di Venezia e di Vienna per l’opera “Monumento ad Antonio Vivaldi” (di cui ne esistono due esemplari collocati nelle rispettive città), ha collaborato con moltissimi comuni del veneto e non solo per la realizzazione di un patrimonio che vanta oltre mille opere.

gianni aricò
Aricò – Le Putte Vivaldi
gianni aricò
La fontana realizzata da Gianni Aricò a Mestre, nel comune di Venezia

Artista al centro di una società che vive. Il rapporto con Venezia e con la terraferma

Sandro Cabassi, parlando di come Gianni Aricò ha ideato queste opere, sottolinea come “L’artista non sia  isolato ma viva nel rapporto con amici, visitatori, collaboratori, parenti, osservatori e dialogando tessa relazioni di comunità”.
Le opere esposte in questa mostra raccontano di storie lunghe e partecipate. Sono considerabili, per certi versi, delle “Opere collettive, dove ognuno partecipa in qualche modo”.
In questo senso, la visione di Aricò, trasmessa dalla mostra, su Venezia è quella per cui la laguna, luogo ricco e prezioso, se viene chiusa muore.
Gli affluenti di questo “fiume” (inteso metaforicamente come un moto creativo) sono sempre positivi quando si accostano con rispetto per arricchirlo.
L’operato di Aricò ricorda Venezia nel ruolo di città dal passato glorioso che non rimane fine a sé stesso. Un operato così diffuso testimonia l’idea per cui lo studio delle tematiche classiche che vengono rivisitate, l’uso di materiali diversi, l’avvicinamento ai maestri del passato e le influenze culturali presenti in laguna, diventano nuovo limo per un territorio che può godere nella sua interezza di un progresso futuro.

Idee per il futuro, in laguna e non solo

Questa mostra però non è una semplice ricostruzione del passato. L’idea è quella di rilanciarsi verso il futuro portando già nuove idee e nuovi stimoli per gli anni venturi, raccontando i progetti che il Comitato sta realizzando.
In primo luogo, si comincerà a parlare della masseria nel comune di Mesagne, provincia di Brindisi, in cui l’artista con la famiglia trascorse molto tempo e molte estati, dove verrà realizzata un’opera postuma, “San Michele Arcangelo”, di cui Aricò aveva ultimato il bozzetto.
Si parlerà del rapporto che questo scultore aveva con i giovani. Negli ultimi anni, infatti, aveva promosso moltissimo l’attività di sensibilizzazione e formazione degli studenti nell’arte, attraverso laboratori nelle scuole superiori del territorio o le visite al proprio studio.
Per questo il Comitato, ci racconta Sandro Cabassi, si sta spendendo molto nella condivisione culturale.
Quello stesso studio, in linea con lo spirito di condivisione che animava l’artista, sta sempre più prendendo forma come spazio espositivo per giovani artisti, grazie a Comune, Fondazione Bevilacqua La Masa e altre istituzioni cittadine.
Nei programmi futuri c’è anche la volontà di trasformare la vecchia residenza di Mogliano in una casa museo, collaborando con il Comune del paese e dimostrando ancora una volta, nel pieno spirito dell’artista e della mostra, la potenza di sinergie virtuose.

Gerardo Santoro

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