La Marca si tinge di noir

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Fulvio Luna Romero ambienta a Treviso e dintorni i suoi romanzi, accompagnandoli con una curata “colonna sonora”

Uno scrittore noir che ambienta i suoi romanzi a Treviso e nella Marca Trevigiana. Già questo è un aspetto che incuriosisce. Tanto più se si pensa che parliamo di una persona che, nella vita di tutti i giorni, fa il bancario, il musicista, il motociclista, il runner, il marito e il papà. Ma, con il nome d’arte di Fulvio Luna Romero, fa romanzi. E scrivere gli riesce proprio bene. Nato nel 1977 a Treviso, approda alla scrittura nel 2003 e, ormai, il suo carnet è bello denso: ha già pubblicato otto libri e sembra non volersi fermare.

Fulvio accompagna ogni suo romanzo con una partcolare colonna sonora, tant’è che è solito fare la presentazione dei libri con un accompagnamento di raffinate chitarre rock. Attento osservatore della società, usa i social network come una perfetta chiave di lettura degli eventi che lo circondano. Amante delle cravatte Marinella, dei sigari e del buon vino, Fulvio Luna Romero incarna tutte le caratteristiche di questo mix originale: uno scrittore noir del Nord-Est.

All’interno del vasto panorama letterario, perché hai scelto il genere noir?

«Da musicista ho imparato una cosa molto semplice: non sono io che cerco il genere, è il genere che cerca me. Con la scrittura è andata nello stesso modo. Leggo un po’ di tutto, ma solo nel noir e nel thriller trovo la vera soddisfazione, le emozioni che cerco. Quando scrivo molto spesso penso: “Adesso vado con una vena più da narrativa”. Oppure: “Voglio fare un romanzo pulp”. Puntualmente mi ritrovo ad aver scritto un noir».

È stato difficile ambientare il genere noir a Treviso e nella Marca Trevigiana?

«Treviso e il nord est, secondo me, sono lo sfondo ideale: c’è benessere, c’è ordine, ma soprattutto c’è il terrore di perdere tutto. E, in questo, strutturare delle storie noir diventa un esercizio semplice, è come tracciare un profondo segno nero su un foglio bianco. Molto più difficile, invece, sarebbe parlare di thriller, e ci ho provato; ma raccontare, romanzandole, le evoluzioni della società attraverso il crimine è una cosa, piazzare un serial killer tra i vicoli del centro di Treviso è stato molto più complicato».

Hai sperimentato la serialità inventando il detective Carlo Caccia, che è stato il protagonista di molti tuoi romanzi, ma hai provato anche a staccarti scrivendo, ad esempio, “Sarò l’ultimo a morire”. Perché? In quale modalità di scrittura prevedi di proseguire la tua carriera?

«Negli ultimi tempi ho provato a scrivere con un altro nuovo personaggio: Aldo Risi, protagonista de “L’uomo delle crisi”. Sono boccate d’aria rispetto al mio amico e personaggio Carlo Caccia. Il seriale è splendido, è rassicurante, ti porta a vivere la storia, ma alle volte ti intrappola, ti rende prevedibile. Con l’inverno prevedo una prossima uscita di Carlo Caccia, perché da lui fatico davvero a staccarmi. Ma gli esperimenti mi aiutano a coltivare la fantasia delle storie che voglio raccontare».

Nei tuoi romanzi, nelle tue atmosfere, assume una grande importanza la musica. Cosa ti spinge a collegare alcuni momenti della trama a dei brani musicali?

«Una sera, da piccolo, mio padre mi fece vedere un film: era “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone e me ne innamorai. Ancora oggi lo riguardo spesso e mi fermo sulla scena del triplo, secondo me un capolavoro: tre minuti in cui ti passa per la testa qualsiasi cosa. E ciò che mi colpisce di più è che, di fatto, si tratta di una continua sequenza di primi piani di tre persone immobili. Immaginiamola senza musica, con il silenzio: probabilmente ne uscirebbe una delle peggiori scene di un b-movie, ma con le note di Sergio Morricone raggiunge dei livelli emozionali inarrivabili. Ecco: da qui sono partito. Quando racconto una scena mi piace portare il lettore a immaginarla con la canzone che le abbino, così piazzo lì il titolo e la combinazione è ottenuta».

Fulvio Luna Romero ha pubblicato: “Carlo Caccia”, “La parte fredda dell’inferno”, “Il rumore discreto della nebbia”, “5. Non uccidere”, “La sesta corda” e “Nancy” con Piazza Editore; “Sarò l’ultimo a morire” con Edizioni Tarantola e “L’uomo delle crisi”, autoprodotto con Amazon.

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