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La crisi annunciata e le dimissioni del premier Draghi

La crisi annunciata e le dimissioni del premier Draghi
Palazzo del Quirinale

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella respinge le dimissioni. Draghi mercoledì alle Camere. Mercati in tilt

Lo spread cresce, i mercati barcollano, le fondamentali tappe in materia di crisi energetica e inflazione si allontanano dall’orizzonte, i contratti per assicurarsi le scorte di gas per l’inverno non possono essere sottoscritti e la Russia festeggia.
Sono state pressoché immediate le prime conseguenze, nella tarda serata del 14 luglio, delle dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi rassegnate dopo che il Movimento 5 Stelle non ha accettato di partecipare al voto di fiducia al Senato sul Dl Aiuti.

Il rinvio alle Camere di Mattarella

Dimissioni annunciate, che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha comunque accolto, invitando “il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”.
Mercoledì 20 luglio, quindi, Mario Draghi riferirà in Parlamento ma già oggi, sceso dal Colle, in seguito all’incontro con Mattarella, ha riunito il Consiglio dei ministri durante il quale ha spiegato perché, nonostante alla fine la fiducia sia stata ottenuta sia alla Camera che al Senato nonostante la defezione del M5S, abbia deciso di rassegnare le proprie dimissioni.

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Le dimissioni di Draghi

“Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico – ha esordito Draghi -. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo.
In questi giorni, da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche – ha sottolineato il premier -.Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente.
Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia – ha continuato- Ma queste condizioni oggi non ci sono più”.
Dopo il colloquio con Mattarella, Mario Draghi ha incontrato anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati.

L’attenzione internazionale e lo sfottò russo

Mentre tutto questo accadeva, l’attenzione dei media internazionali si è concentrata sull’anomala situazione italiana in un momento in cui questa incertezza politica “potrebbe mettere a repentaglio i suoi sforzi per affrontar una crisi energetica incombente e assicurarsi i finanziamenti dell’UE” (Bbc). Il riferimento è ai fondi del Pnrr, che rischiano di esser persi.
Tra le varie interpretazioni della decisione del M5S e delle ricadute che le dimissioni di Mario Draghi avranno sul Paese, non è mancato il sarcasmo russo affidato all’ immagine e al commento dell’ex presidente russo e attuale vice presidente del consiglio di Sicurezza di Mosca  Dmitrij Medvedev: “Dopo Johnson, via anche lui: chi sarà il prossimo?”.

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La posizione dei 5 stelle

Tra chi in Italia vuole andare al più presto al voto e chi denuncia lo stato di paralisi in cui cadrà il Paese da qui all’autunno, il M5S, riunitosi nuovamente fino a tarda sera, ha ribadito le proprie istanze.
“Se noi prendiamo degli impegni con governo, Parlamento e cittadini e siamo coerenti, chi si può permettere di contestare questa linearità e questa coerenza? Non chiediamo posti, nomine, nulla, ma chiediamo ovviamente di rispettare un programma definito all’inizio – ha detto Giuseppe Conte -: transizione ecologica e urgenza della questione sociale, ora esplosa. O ci sono risposte vere, strutturali e importanti opporre nessuno può avere i nostri voti”. In ballo, secondo i 5 stelle, ci sarebbero stati superbonus, reddito di cittadinanza, decreto dignità, cashback. Tutte misure che si starebbero via via andando a smantellare.

Gli effetti sui mercati

Sta di fatto che le borse europee hanno chiuso in calo (anche per effetto del dato sull’inflazione USA), che Piazza Affari è tracollata, con il Ftse Mib che ha perso il 3,44%, lo spread, tra BTp e bund decennale, ha toccato i 228 punti base prima di chiudere a 223 e i prezzi delle materie prime sono ulteriormente saliti.
Nella mattinata, d’altra parte, la Commissione Ue aveva alzato le stime sull’inflazione rivalutando  al ribasso le stime sul Pil della zona euro. E secondo queste previsioni, nel 2023 la crescita in Italia sarebbe solo del +0,9%, portando il nostro Paese a essere il fanalino di coda dell’Unione.

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Sede Commissione Europea

Tra gli appuntamenti importanti e imminenti che la crisi della  politica italiana rischia di far saltar c’è il vertice del 18 e 19 luglio in Algeria per sottoscrivere nuovi contratti per garantire al Paese le scorte di gas necessario smarcandosi dalla dipendenza russa.

Consuelo Terrin

Un commento su “La crisi annunciata e le dimissioni del premier Draghi

  1. Le crisi di governo sempre a luglio o agosto. Questa e pura speculazione.


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