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Itinerari nell’arte: il 2024 della fotografia

Itinerari nell’arte: il 2024 della fotografia
Robert Doisneau, Parigi 1950 "Le baiser de l'Hotel de Ville"

Nel 2024 le grandi mostre dedicate a David Seymour, Robert Doisneau, Dotothea Lange e Ugo Mulas. E il festival Internazionale di Reggio Emilia Fotografia Europea

Il grande Maestro francese Henri Cartier-Bresson, considerato un pioniere del fotogiornalismo al punto da essere soprannominato “occhio del secolo”, diceva che “Un buon fotografo deve cercare di mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio”. Non c’è frase che meglio possa sintetizzare l’essenza della fotografia.
Agli appassionati di scatti importanti, il 2024 offre diversi appuntamenti dedicati ai grandi nomi autori di scatti indimenticabili. Assieme a Bresson, tra i fotografi più conosciuti ci sono Robert Doisneau e David Seymour, dei quali sono in corso le esposizioni rispettivamente a Verona e Venezia.

Seymour e i suoi scatti veneziani

Nel 1947 David “Chim” Seymour, uno dei maggiori protagonisti della fotografia internazionale del Novecento, assieme a Cartier-Bresson, Robert Capa, George Rodger e William Vandivert fondò a New York la “Magnum Photos”, tra le più importanti agenzie fotografiche del mondo. Forse non tutti sanno che nel 1950, in occasione di un progetto dedicato all’Europa del dopoguerra, Seymour realizzò un importante reportage dedicato a Venezia. Scatti che riguardano momenti di vita quotidiana o particolari specifici della città caratterizzati da uno sguardo attento, curioso e talvolta ironico.

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David-Seymour

Proprio a Venezia, al Museo di Palazzo Grimani fino al 17 marzo è possibile ammirare una grande monografia nella quale, attraverso 150 immagini si scopre il percorso artistico del Maestro polacco, deceduto il 10 novembre 1956 quando, viaggiando nei pressi del canale di Suez per fotografare uno scambio di prigionieri, fu trafitto dal fuoco di una mitragliatrice africana.

Le opere riguardano i suoi più importanti reportage come la Francia del 1936, la guerra Civile spagnola, l’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, e il progetto del 1948 intitolato “Children of War” commissionato dall’Unicef con protagonisti gli orfani di guerra Israele ed Egitto negli anni Cinquanta del secolo. A questi si aggiungono la serie di Ritratti e Personalità e il nucleo di foto realizzate nel capoluogo lagunare. Non mancano documenti originali, lettere e riviste d’epoca.

David Seymour Magnum Photos Venezia-1950

Doisneau a Verona e “L’altra America” di Dorothea Lange

Le baiser del l’Hotel de Ville” (Parigi, 1950), immagine che ritrae una giovane coppia che si bacia davanti al municipio di Parigi, è tra gli scatti di Doisneau più riprodotti al mondo.
Proprio del celebre artista, fino al 14 febbraio 2024, Palazzo della Gran Guardia di Verona ospita una significativa retrospettiva che ripercorre in 135 immagini in bianco e nero, tutte provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge, Parigi, l’evoluzione creativa.
E’ lì che il Maestro ha sviluppato e archiviato i suoi scatti per oltre cinquant’anni. Mancato nel 1994 ha lasciato un’eredità di quasi 450 mila negativi.

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Robert Doisneau, Les frères, rue du Docteur Lecène, Paris 1934 © Robert Doisneau

La fotografia di Dorothea Lange, prima fotografa al MoMa

A Bassano del Grappa (Vi), invece, è protagonista Dorothea Lange (1895 – 1965) con l’esposizione “L’altra America” visitabile fino al 4 febbraio negli spazi dei Musei Civici.
La celebre fotografa statunitense nel 1952 è stata co-fondatrice di Aperture, la più autorevole rivista fotografica al mondo, e la prima donna fotografa alla quale nel 1965 il MoMa, Museo di Arte Moderna a New York ha dedicato una retrospettiva pochi mesi prima della sua scomparsa.
“La fotografa della gente”, come lei amava presentarsi, aveva scelto di non fotografare i divi o i grandi protagonisti del suo tempo per concentrarsi sugli “ultimi” in un’America che stava affondando nella Grande Depressione. La mostra si focalizza sul periodo d’oro della carriera della fotografa, dagli anni Trenta alla Seconda Guerra Mondiale, presentando anche scatti precedenti e successivi per testimoniare la varietà e profondità della sua ricerca, sempre portata a restituire un sincero e partecipato ritratto di ciò che la circondava.

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Dorothea Lange: Migrant Mother (Destitute pea pickers in California. Mother of seven children. Age thirty-two), Nipomo, California, 1936

Altre esposizioni fotografiche

Anche Milano celebra l’arte della fotografia.
L’appuntamento è con l’obiettivo di Ugo Mulas (1928 -1973) a Palazzo Reale, dove dal 3 ottobre 2024 e fino al 26 gennaio 2025, si terrà la prima retrospettiva nel capoluogo lombardo.
In esposizione oltre duecento scatti illustrano il legame tra uno dei fotografi internazionali più importanti del secondo dopoguerra e Milano a partire da immagini che ritraggono i protagonisti del mondo dell’arte, del design, della moda, dell’industria e del lavoro conosciuti in quegli anni.
Mulas era un acuto osservatore della realtà e nel suo lavoro riteneva essenziali una testimonianza critica e consapevole della società e un approccio sensibile e penetrante per andare oltre la mera cattura del soggetto.

Ancora, a Reggio Emilia, dal 26 aprile al 9 giugno ritorna il Festival Internazionale della Fotografia Europea.
Il titolo dell’edizione di quest’anno è “La natura ama nascondersi”.
Un appuntamento ricco di mostre, eventi e spettacoli che si propone di esplorare le interconnessioni tra occultamento e scoperta nel mondo naturale.

Infine, a Mantova, l’8 marzo prenderà il via la Biennale della Fotografia Femminile: un cartellone di mostre di artiste italiane e internazionali fino al 14 aprile.
Tra gli ospiti spiccano i nomi, tra gli altri, dell’italiana Daria Addabbo oltre alla grande Lisetta Carmi, della quale saranno presentate delle foto inedite.

 

Silvia Bolognini

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