Indagini a Venezia, città dalle trame intricate e misteriose

Nathan Marchetti

Venezia, si sa, è la città dell’amore e della bellezza .
Ma Venezia, con il suo labirinto di calli strette e la nebbia invernale a nascondere anche le cose e le persone più vicine, è anche da sempre sfondo (e co-protagonista) ideale per le trame intricate e misteriose del giallo e del thriller. Dal cinema (lo stupendo A Venezia… un dicembre rosso shocking) alla letteratura (il commissario Brunetti, che Donna Leon inspiegabilmente continua a negare in lingua italiana..) la Venezia cupa ha successo almeno quanto quella di Casanova.

Le indagini del commissario Fellini in Requiem Veneziano

La si ritrova in questa veste in “Requiem Veneziano”, il giallo con cui Nathan Marchetti torna nelle librerie  con il suo personaggio Enzo Fellini, commissario in carica a Venezia.
La storia inizia con la scoperta in una gondola del cadavere di una donna, la soprano tedesca Gudrun Kessler. A rivendicare il delitto, solo una firma: quella del “Superuomo”, assassino che prende di mira cantanti liriche e poliziotti. A indagare sono il questore Egisto Badalamenti, impegnato soprattutto a rincorrere l’opinione pubblica e il commissario Enzo Fellini, cognome che è tutto un rimando cinematografico con un piccante “affaire de coeur” a complicare l’inchiesta nella città più romantica ma – in questo caso – anche più intricata del mondo.

Nathan Marchetti: “Venezia per me è capitale dell’anima”

Requiem veneziano
Requiem veneziano

Nathan Marchetti, che la casa editrice Fratelli Frilli Editore di Genova  presenta come “Il nuovo Camilleri Veneziano”, ha già esperienza nel mondo dell’editoria italiana.
“Ho iniziato a pubblicare vent’anni fa. Sono partito con i manuali di studio e le riviste specializzate. Si è trattato di un lungo e proficuo “artigianato”. A un certo punto, ha preso a sgorgare in me la vena narrativa. Ho scritto, dunque, il primo romanzo e l’ho proposto a Fratelli Frilli Editori. Ed eccoci, ora, con due indagini all’attivo: Giallo Venezia e Requiem Veneziano”.

Il perché proprio Venezia come ambientazione non è difficile da intuire: “Ho collaborato con sette case editrici in cinque città italiane: Viaggiare per lavoro permette di definire con chiarezza le proprie origini. Io sono Veneto e al pari di tutti i Veneti percepisco Venezia come capitale dell’anima. Per questo la città lagunare più famosa del mondo è protagonista dei miei scritti. A Venezia due lati – noir e romantico – sono strettamente connessi uno all’altro: Venezia seduce milioni di persone innanzitutto perché è misteriosa, intrigante. Come una donna consapevole del proprio fascino, detta maliziosamente le regole del gioco. Costringe i suoi amanti a perdersi lungo calli e canali labirintici. Poi, all’improvviso, mette in luce le proprie grazie provocando un vero e proprio choc. Venezia è il piacere che supera ogni altro piacere”.

Intanto, le avventure e le indagini del commissario Fellini sono destinate a proseguire: “Enzo Fellini prima che un commissario di polizia è un uomo con le sue passioni: Ama Venezia, gli piacciono la musica di Astor Piazzolla e le donne, anche se tenta di “stare in regola”, essendo sposato. Nella mia immaginazione, ha i tratti simili a quelli di mio padre, Enzo. Ogni nuova indagine avrà un unico e solo obiettivo: entusiasmare le lettrici e i lettori. Svilupperò tutti i futuri progetti editoriali insieme a Fratelli Frilli Editori, con cui l’intesa è perfetta”.

Da buon giallista, Marchetti svela ovviamente poco delle future trame, ma regala comunque un accenno alle sue passioni e una frase: “Se devo scegliere una mia citazione che spieghi quello che provo per Venezia, prendo questa dal mio primo romanzo: Venezia: secoli innestati tra acqua e cielo. Poesia pura. Un fascino quasi violento Se volete invece qualche curiosità in più, vi posso dire che, come Donna Leon, amo ascoltare Monteverdi e Händel. E, a proposito della Leon. trovo in effetti piuttosto strano che la celebre scrittrice americana ponga il veto sulla traduzione in italiano dei suoi gialli veneziani. Per me, poco male comunque: potete consolarvi con i miei”.

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