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Giovani poco spreconi e molto attenti all'ambiente

Giovani poco spreconi e molto attenti all’ambiente

Cambiano gli stili di vita, cambiano le generazioni.
I giovani, per esempio, sono più attenti agli sprechi alimentari e all’ambiente. E’ quanto emerge da una ricerca dell’ Istituto salesiano di Venezia condotta su oltre 3 mila giovani e adolescenti.
L’ indagine effettuata dallo Iusve attraverso un sondaggio realizzato, tra il 25 maggio e il 30 ottobre 2020, dalla società Demetra, è parte del progetto “Ecologia integrale e nuovi stili di vita” e analizza due fasce di popolazione: gli studenti con età compresa tra i 14 e i 18 anni e i giovani adulti tra i 19 ai 29 anni.

Dall’osservazione dei loro comportamenti e delle loro abitudini è emerso, per esempio, che nove ragazzi su dieci fanno accuratamente la raccolta differenziata, chiudono la luce quando escono da una stanza e cercano  di sprecare meno acqua possibile.

 

Piccole abitudini quotidiane

In un momento difficile come quello che stiamo attraversando, l’attenzione agli sprechi e all’ambiente risulta ancor più accentuata dallo stare in casa, dove piccole azioni quotidiane come spegnere la luce quando si esce da una stanza o chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti hanno anche un valore economico.
Se da un lato, infatti, si contribuisce a rispettare il pianeta, dall’altro si hanno notevoli risparmi sui consumi e quindi sulle bollette da pagare.
«Come Università abbiamo accolto l’accorato appello di Papa Francesco rivolto a tutto il mondo con l’enciclica Laudato sì, a custodire e prendersi cura della nostra casa comune, la terra – spiega Nicola Giacopini, direttore di IUSVE – Il primo passo scientifico per rispondere alla sfida ambientale è rilevare, dare ascolto, vedere e capire in profondità le conoscenze, le opinioni, ma anche gli atteggiamenti e le pratiche quotidiane, in particolare degli adolescenti e dei giovani, veri apripista e portavoce sociali. Solo così si potranno poi fornire interpretazioni, valutazioni e attivare percorsi e pratiche trasformative comuni”.

La scelta dei prodotti nazionali

Lo studio ha rilevato come una percentuale variabile tra il 40% (al Nord) e il 60% (al Sud) di giovani tra i 14 e i 18 anni cerchi di acquistare il cibo biologico.
Più della metà di questi sceglie frutta e verdura.
A prescindere dalle fasce d’età, comunque la tendenza è quella di prestare attenzione alla spesa quotidiana prediligendo i prodotti con provenienza nazionale.
Questo anche secondo un’indagine realizzata dall’Engage Minds Hub, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica, che evidenzia come il 70% delle persone, da quando è iniziata la pandemia, preferisca i prodotti locali e il made in Italy anche per un fattore di tranquillità psicologica.

La raccolta differenziata

L’attenzione maggiore i giovani la danno alla raccolta differenziata dei rifiuti.
In questo ambito la percentuale arriva al 95% per i giovani fino a 18 anni e al 94,8% per la fascia 19-29.
Il tema dell’ambiente e della sua salvaguardia ha sicuramente per i giovani un’importanza rilevante e ora va di pari passo con lo sviluppo industriale e con il settore della mobilità.

La mobilità

Per quanto attiene a quest’ultimo, l’auto privata rimane il mezzo preferito dei 19-29enni (con il 36,8%) mentre i più giovani scelgono altre forme.
Molti (il 23,7%) dichiarano di muoversi per lo più “a piedi“o con l’autobus (15,1%). Il treno è il fanalino di coda e viene utilizzato solo dal 3,0%.
Osservando questi dati e il relativo periodo di riferimento (2020) appare chiaro come l’utilizzo di mezzi pubblici risulti di gran lunga inferiore rispetto a quello di mezzi privati a causa di restrizioni, sollecitazioni a prediligere, nel periodo di emergenza, il mezzo privato e un effettivo timore di contagi.

Il nordest è la zona d’Italia nella quale i giovani utilizzano maggiormente l’autobus. Qui, infatti,  il 31,9% tra i 14 e i 18 anni  sceglie il mezzo pubblico. Va sottolineato però come questa zona d’Italia assieme al Centro vedano anche il maggiore utilizzo dell’auto privata da parte giovani adulti tra i 19 e i 29 anni rispetto ai coetanei delle altre aree, rispettivamente con il 42,9% e il 46,1% delle risposte.

“Questa importante ricerca nazionale – ha sottolineato Nicola Giacopini  – sulle rappresentazioni sociali degli adolescenti e dei giovani sulle tematiche ambientali si inserisce all’interno di una serie di eventi, di progetti, di pratiche trasformative per far crescere una cultura e una società sostenibile ed inclusiva. Le tematiche ambientali sono infatti inscindibilmente connesse con quelle sociali, economiche, culturali ed educative».

Valentina Rossi

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