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L'internazionalizzazione dell'università italiana riparte da Ca' Foscari di Venezia

L'internazionalizzazione dell'università italiana riparte da Ca' Foscari di Venezia
Inaugurazione anno accademico 2020_2021

“Favorire l’interdisciplinarietà, rendere più attrattiva l’università, puntando in particolare sull’internazionalizzazione”. Sono queste, espresse dal nuovo ministro per l’Università e la ricerca, Maria Cristina Messa, le linee su cui punta il mondo universitario italiano per un rilancio del sistema-Paese attraverso la formazione. In tal senso, Ca’ Foscari di Venezia va preso come un “modello che può essere di esempio per altri atenei italiani”.

Il ministro a Ca’ Foscari

La nuova titolare del dicastero ha scelto l’inaugurazione ufficiale dell’anno accademico 2020/21 dell’ateneo veneziano per una delle sue prime uscite ufficiali. “Ca’ Foscari è un ateneo che ha fatto sempre scelte importanti e di merito per la nostra comunità scientifica e accademica” ha premesso. Il ministro si è poi soffermata sul lavoro importante che si dovrà fare per aumentare il numero di studenti laureati, che in Italia è ancora inferiore rispetto alla media europea, e sull’incremento dei finanziamenti alla ricerca pubblica necessari per la formazione che sono ancora troppo bassi.
Così come Messa ha auspicato una maggior parità di genere, che passa anche attraverso l’aumento delle studentesse nelle facoltà scientifiche, e una ricerca che sia sempre più trasversale. Concludendo con un augurio quantomai attuale, in tempi di coronavirus: “Speriamo che l’anno accademico finisca in presenza”.

Ministro Maria Cristina Messa
Ministro Maria Cristina Messa

 

L’internazionalizzazione

Uno dei temi focali nel discorso della ministra è l’internazionalizzazione. “Ca’ Foscari – ha sottolineato – è una Università estremamente internazionale, sia dal punto di vista della attrattività che da quello dell’impostazione nella propria offerta formativa”. Sull’attrattività degli studenti stranieri in Italia, Messa ha sottolineato come l’indice italiano sia al 5,6%: una percentuale bassa che va incrementata a livello internazionale.
Del fatto che l’attrattività e l’internazionalizzazione siano il futuro dell’Ateneo è convinta anche la rettrice di Ca’ Foscari, Tiziana Lippiello “Venezia ha per sua natura una vocazione internazionale – ha affermato – e per questo l’ateneo insieme al Comune e alle altre istituzioni accademiche cittadine, Università Iuav di Venezia, Conservatorio Benedetto Marcello e Accademia delle Belle Arti, si è impegnato ad attrarre i giovani talenti europei”.

 

Magnifico Rettore prof. Tiziana Lippiello- Ministro Maria Cristina Messa
Magnifico Rettore prof. Tiziana Lippiello- Ministro Maria Cristina Messa

I progetti di internazionalizzazione a Venezia

Va in questa direzione il progetto Study in Venice, che ha l’obiettivo di creare una collaborazione in particolare in alcuni ambiti di interesse comune quali, tra gli altri, l’attrazione di studenti stranieri e l’erogazione di servizi ad essi dedicati, la promozione ed il marketing internazionale e l’offerta di corsi di lingua e cultura italiana. Oltre a questo è da poco partito il progetto VeniSia, nato per avviare diverse iniziative sul territorio veneziano nell’ambito della sostenibilità.

 

Luigi Brugnaro- sindaco di Venezia
Luigi Brugnaro- sindaco di Venezia

Ca’ Foscari, che ad oggi conta oltre ventimila studenti, è fresca di un importante riconoscimento internazionale. È infatti il quarto ateneo d’Europa per capacità di attrarre ricercatrici e ricercatori di alto livello su tematiche interdisciplinari con l’assegnazione di 30 borse di studio Marie Curie. “Vogliamo che Venezia – ha concluso il sindaco, Luigi Brugnaro – diventi una città per i giovani ed europea, dove anche i ragazzi stranieri possano decidere di venire a studiare e a vivere. Questa città vi vuole, vi desidera e ci auguriamo che al termine di questo percorso di studi universitari possiate scegliere Venezia per costruire il vostro futuro”.

Valentina Rossi

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