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In arrivo un'estate calda e secca: colpa dell'acqua dolce

In arrivo un'estate calda e secca: colpa dell'acqua dolce
@nimra

Uno studio inglese: la fusione dei ghiacciai influenza e consente di prevedere il clima anche con un anno di anticipo

I meteorologi insegnano: è possibile fare previsioni del tempo molto affidabili solo per un arco di 2 o 3 giorni e abbastanza attendibli se proiettate fino a una settimana, mentre si può parlare solo di “tendenze” spingendosi oltre.
Però, anche se solo domani, 1 marzo, inizia la primavera meteorologica 2024 e per attendere quella astronomica bisogna ancora attendere 3 settimane (fino cioè all’equinozio delle 4.06, ora italiana, di mercoledì 20 marzo), c’è già chi ha previsto che la prossima estate, nell’Europa meridionale sarà “insolitamente calda e secca”.
E non si tratta di una sparata da parte di qualche sedicente mago, ma della conclusione, riportata dall’agenzia Adnkronos, a cui è arrivata Marilena Oltmanns del National Oceanography Centre di Southampton, nel Regno Unito, prima firmataria di uno studio che potrebbe rivoluzionare il sistema delle previsioni.
La ricerca, pubblicata sulla rivista “Weather and Climate Dynamics” della European Geosciences Union, sostiene infatti che è possibile prevedere largo anticipo il clima estivo in Europa basandosi sul monitoraggio della quantità di acqua dolce derivate dalla fusione del ghiaccio che si immette negli oceani.
“I collegamenti statistici identificati sono significativi su scale temporali che vanno da anni a decenni e indicano una maggiore prevedibilità del clima estivo europeo con almeno un inverno di anticipo”, riporta l’astratto dello studio.

Come lo scioglimento dei ghiacci incide sul clima europeo

“L’amplificata perdita di ghiaccio artico negli ultimi decenni – esordisce il paper appena pubblicato – è stata collegata all’aumento del verificarsi di condizioni meteorologiche estreme alle medie latitudini. I meccanismi sottostanti rimangono tuttavia sfuggenti. Un potenziale collegamento avviene attraverso l’oceano poiché la perdita del ghiaccio marino e del ghiaccio glaciale porta ad un aumento dei flussi di acqua dolce nell’oceano”.
Partendo da queste considerazioni, i ricercatori inglesi hanno così esaminato il possibile legame tra l’anomala presenza di acque dolci nell’Atlantico settentrionale e il clima estivo nel continente europeo, arrivando alla conclusione che l’elevata immissione di acqua dolce nella massa oceanica è in grado di innescare un meccanismo che incide sulla “circolazione atmosferica su larga scala, associata a un clima più caldo e secco sull’Europa”.

estate 2024

Una forte anomalia nelle acque, spiega lo studio, si associa a “un fronte più marcato della temperatura superficiale del mare tra il Nord Atlantico subpolare e subtropicale in inverno, a una maggiore instabilità atmosferica al di sopra del fronte della temperatura superficiale del mare e a un aumento su larga scala circolazione atmosferica che induce uno spostamento verso nord della Corrente del Nord Atlantico, rafforzando il fronte della temperatura superficiale del mare”.
Nell’estate successiva – è il risultato finale – i venti della bassa troposfera vengono deviati verso nord, lungo il fronte di temperatura della superficie del mare rafforzata e la costa europea”, all’interno di una più ampia anomala circolazione atmosferica, “più ciclonica sulla regione subpolare del Nord Atlantico e più anticiclonica su parti dell’Europa”, che dà origine al clima caldo e secco.

Verso un nuovo sistema di previsioni

I ricercatori ammettono che “sono necessari ulteriori studi per quantificare i contributi relativi dei fattori oceanici e atmosferici all’anomalia della circolazione atmosferica su larga scala in estate, le loro incertezze e il ruolo dell’acqua dolce come potenziale fattore scatenante della catena di eventi identificata. Tuttavia, l’evoluzione ottenuta delle anomalie delle acque dolci segue la catena di eventi prevista dalla teoria”.
“Inoltre – proseguono le conclusioni dello studio – i collegamenti statistici identificati in questo studio suggeriscono che la stima dell’estensione, dell’ampiezza e del tipo di anomalia delle acque dolci in un dato inverno può vincolare il successivo clima estivo europeo, sulla base dell’evoluzione delle passate anomalie delle acque dolci e delle variazioni spiegate associate”.

“Gli attuali sistemi numerici di previsione meteorologica – si sottolinea – mostrano capacità di previsione molto limitate o assenti per il clima estivo europeo. Pertanto, l’esistenza di un collegamento tra le anomalie delle acque dolci del Nord Atlantico e il clima estivo europeo indica un nuovo potenziale per migliorare la prevedibilità del clima estivo con un anno di anticipo”. Con anche il vantaggio che “il verificarsi di anomalie delle acque dolci è più facile da prevedere”.
Una delle due cause di anomalia considerate è quella legata all’aumento del deflusso e dello scioglimento, “che si verificano in gran parte in estate, dando origine a un orizzonte temporale di previsione più lungo: 6 mesi prima delle anomalie fredde e fresche in inverno e 1 anno prima delle successive anomalie meteorologiche estive europee”.
Un fenomeno previsto in aumento nei prossimi decenni, con un “aumento del rischio di ondate di caldo e siccità” e la previsione di Oltmanns che “ci aspettiamo anche un’estate calda e secca nel Nord Europa entro i prossimi 5 anni”.

Alberto Minazzi

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Tag:  clima, oceani