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Il primo decreto del governo: stop all'obbligo di vaccinazione per i sanitari

Il primo decreto del governo: stop all'obbligo di vaccinazione per i sanitari

In 9 articoli, Covid, Giustizia e procedure d’intervento contro i rave party

A dettare l’agenda del primo effettivo Consiglio dei Ministri dopo quello di insediamento, sono stati  i tempi.
Per la Giustizia, per la Salute, per la nomina dei sottosegretari e anche, vista la contingenza degli eventi, per definire le regole sui rave party.
Il primo decreto del nuovo Governo, del quale già inizia a circolare la bozza, metterà dunque insieme temi diversi, posticipando alcune date, anticipandone altre e fissando multe e sanzioni per chi organizzi raduni senza autorizzazioni dai quali “possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico, o la pubblica incolumità o la salute pubblica”.
La procedura d’intervento, secondo quanto emergerebbe dalla bozza in circolazione, sarebbe d’ufficio e prevederebbe la reclusione da 3 a 6 anni e multe da mille a 10 mila euro “se il fatto è commesso da più di 50 persone”.

Stop all’obbligo di vaccinazione per i medici. Resta la mascherina

Ma i più caldi temi del giorno del Decreto, la cui bozza si sviluppa in 9 articoli, sono altri.
Il primo riguarda il Covid, rispetto al quale il nuovo governo ha voluto imprimere una linea di discontinuità anticipando a novembre (quindi già da domani ndr) la fine dell’obbligo della vaccinazione per i sanitari.

decreto meloni

Un’ordinanza del ministro della Salute Orazio Schillaci, invece, proroga (la scadenza era stata stabilita per domani) l’obbligo dell’uso della mascherina negli ospedali e nelle Rsa. 
L’ipotesi contraria, che ha campeggiato fino a poche ore fa, aveva aperto polemiche prima ancora di arrivare alla discussione, portando alcuni presidenti di regione ad agire d’anticipo con ordinanze e determine.

Ordinanze, determine, appelli

E’ il caso della regione Campania, dove l’ordinanza del presidente Vincenzo De Luca, improntata alla prudenza e alla tutela dei più deboli, non solo ribadisce l’obbligo dell’uso delle mascherine nelle Rsa e negli ospedali ma ne raccomanda la continuità d’uso anche nei mezzi di trasporto, auspicando nero su bianco che il Govreno decida per l’obbligatorietà delle vaccinazioni per il personale medico e infermieristico”.
A difendere l’uso delle mascherine all’interno di ospedali e Rsa, anche il presidente della regione Lazio Alessio d’Amato.
Un appello al Governo era arrivato anche dall’associazione dei medici di medicina generale (Fimmg), che chiedeva la prosecuzione dell’uso delle mascherine in tutte le strutture sanitarie fino a febbraio e dalla Fondazione Gimbe, che ha ricordato come, benché il Covid sia ora in una fase diversa rispetto al passato, “sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sia il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc) abbiano invitato tutti i Paesi a essere preparati e pronti …vista l’imprevedibilità degli scenari a medio-lungo termine”.
Il presidente Gimbe Nino Cartabelotta, soprattutto, si era opposto al reintegro dei medici non vaccinati e all’ipotesi delle sanatorie per chi non ha rispettato l’obbligo in quanto si tratterebbe, aveva spiegato “di un’amnistia antiscientifica e diseducativa”.

Riforma penale ed ergastolo ostativo

L’altro nodo cardine attorno al quale sono ruotate le discussioni in sede di Cdm è stata la giustizia, con il rinvio dell’entrata in vigore della riforma penale.
Il Governo, infatti, ha voluto prendere tempo fino al 30 dicembre per ottimizzare l’avvio della riforma in relazione all’organizzazione degli uffici giudiziari.
Riguardo all’ “ergastolo ostativo”, strumento finalizzato a impedire a condannati per reati di terrorismo e mafia di godere dei benefici penitenziari per buona condotta se non hanno dimostrato “la cessazione dei loro collegamenti” con la criminalità organizzata, è stato deciso che, garantita questa condizione, l’eventuale godimento degli stessi benefici penitenziari sia legato anche al risarcimento dei danni subiti dalle vittime.

Il Decreto non includere invece alcuna misura relativa al caro bollette, nonostante il presidente del Consiglio Giorgia Meloni solo ieri abbia pubblicato su Facebook un post in cui annunciava che il governo era “al lavoro per rafforzare le misure nazionali a sostegno di cittadini e attività, con l’obiettivo di far fronte a questa difficile situazione”.

Consuelo Terrin

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