IgNobel 2020- Nei Paesi poveri si baciano di più

Il Bacio, Francesco Hayez, 1859, Pinacoteca di Brera
Nella foto in alto: Il Bacio, Francesco Hayez, 1859, Pinacoteca di Brera

Non ci si bacia con la stessa frequenza e intensità in tutti i Paesi del mondo.
I baci veri, quelli sulla bocca, passionali, sono più numerosi nei luoghi in cui le diseguaglianze di reddito sono maggiori.
A stabilirlo è uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori e ricercatrici della Abertay Dundee University che, per questo, si è visto assegnare uno dei premi IgNobel.
Non perché l’esito dello studio sia infondato ma perché rientra in quegli ambiti non convenzionali per i quali gli IgNobel hanno particolare sensibilità.
Tra i ricercatori premiati, anche la veneziana Samuela Bolgan, psicologa con un master in cybersicurezza e consulente del Tribunale di Venezia per gli affidamenti dei minori.

Samuela Bolgan psicologa ignobel
La psicologa veneziana Samuela Bolgan


“Quando ho ricevuto la telefonata  la mia reazione è stata di stupore e mi son fatta una risata– racconta Bolgan – poi  mi sono arrivate le conferme scritte, oggettive. Allo stupore iniziale è seguito l’orgoglio di ricevere un riconoscimento da tre premi Nobel per uno studio al quale io avevo contribuito fattivamente. La soddisfazione maggiore e la buona notizia è che, a seguito di questo riconoscimento, sono stati stanziati altri fondi per proseguire nella ricerca e questo mi rende doppiamente orgogliosa”.

Gli IgNobel

A dispetto del nome e dell’obiettivo che hanno (avvicinare il maggior numero di persone alla scienza attraverso il sorriso), gli IgNobel sono infatti una cosa assolutamente seria e prestigiosa. Introdotti nel 1991 dalla rivista di divulgazione scientifica USA  Annals of Improbable Research, sono riconoscimenti assegnati alle ricerche più improbabili e non convenzionali realizzate in tutto il mondo, ma non per questo meno importanti.
Si tratta insomma di premi che hanno un loro fondamento scientifico e che vengono consegnati ai vincitori dai veri premi Nobel durante una cerimonia ufficiale che si tiene all’Università di Harvard.

Se l’edizione 2020 ha tributato il riconoscimento in campo politico, visto il periodo, a Jair Bolsonaro, Boris Johnson, Narendra Modi, Donald Trump, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan e in campo medico a un team di ricercatori di Belgio e Paesi Bassi che hanno diagnosticato “la misofonia da stress nel sentire il rumore di altre altre persone mentre masticano”, in campo economico il premio è andato dunque agli autori dello studio che ha dimostrato come i baci siano correlati al reddito.

Si stava meglio quando si stava peggio?

“La ricerca – spiega Samuela Bolgan, nona italiana a vincere questo premio dal 1991 – è iniziata con un questionario rivolto a 3500 soggetti. L’obiettivo consisteva nel  misurare la qualità delle relazioni affettive e la disparità sociale ed economica all’interno dei Paesi. Ciò che è emerso è che il tempo libero resta un fattore fondamentale perché è ciò che determina la maggior cura per le relazioni affettive”.

Insomma, nei Paesi poveri, dove c’è un maggior tempo da dedicare ai rapporti, ci si bacia di più. Nei Paesi più ricchi, invece, non solo c’è minor tempo a disposizione ma spesso è anche gestito malamente dal punto di vista affettivo in quanto, rientrati a casa da un lavoro che già ci porta via buona parte della giornata, si tende a rivolgere l’attenzione non al proprio partner ma ancora al cellulare, ai tablet o alla televisione. Con la conseguenza che ci si bacia di meno.

 

 

 

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