Homo Faber si apre all’Europa. Antichi mestieri d’arte in mostra a Venezia

Homo Faber 2018 alla Fondazione Cini ©SGP

Dal 10 settembre all’ 11 ottobre 2020 le eccellenze dell’alto artigianato alla Fondazione Cini

Homo Faber ritorna. Dopo il grande successo della prima edizione, che aveva portato a Venezia, nel 2018, 410 artigiani e designer, 900 opere uniche e 91 dimostrazioni dal vivo, contando ben 62.500 visitatori, Venezia, rende nuovamente omaggio ai maestri artigiani. Alla bellezza del fare con le mani, di materiali e saperi che purtroppo rischiano di sparire.

Artigiani si nasce. Ma anche si diventa acquisendo tradizioni tramandate. E Venezia è patria di artigiani. Basti pensare, per fare un esempio, ai maestri d’ascia, abili creatori delle imbarcazioni che quotidianamente vediamo solcare i canali. Passeggiando tra calli e campielli non è poi difficile imbattersi nelle storiche “botteghe”. Preziosi spazi dove tradizione, tecniche tramandate di padre in figlio e creatività si fondono per dare vita a delle eccellenze artistiche.
Dal 10 settembre all’ 11 ottobre 2020 nella splendida cornice della Fondazione Giorgio Cini, nell’isola di San Giorgio, non ci saranno però solo oggetti da ammirare. Si potranno infatti vedere i maestri al lavoro, girare tra storici e prestigiosi laboratori in città e conoscere anche l’artigianato del Sol levante.

Homo Faber: la vetrina dei mestieri

L’edizione 2020, organizzata da Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, si propone infatti con diverse novità. La prima riguarda i percorsi dell’esposizione, che promuovono anche un nuovo itinerario: “Homo Faber in città”.
Il ricco patrimonio artigianale che si mantiene vivo a Venezia si svelerà così al pubblico anche nelle botteghe storiche, nei laboratori della Fenice, ammirando i violini di Vivaldi esposti nella Chiesa della Pietà, nella mostra della Domus Grimani e in altre sedi.

Le tradizioni e la cultura di Europa e Giappone

La mostra celebra in 17 suggestivi percorsi espositivi il meglio dei mestieri d’arte d’Europa e del Giappone, dove i migliori maestri artigiani sono chiamati “Tesori Nazionali Viventi”.
A Homo Faber presenteranno eccezionali oggetti realizzati con tecniche antiche dalla lacca alla tintura dei tessuti.
Un viaggio a 360 gradi, anche in alcuni spazi della Fondazione Cini mai aperti prima al pubblico, farà scoprire l’eccellenza dei mestieri d’arte europei e la relazione culturale che unisce Europa e Paese del Sol Levante. Così durante laboratori ed esibizioni dal vivo si potranno sperimentare le eleganti tradizioni del Giappone come l’Ikebana e la famosa cerimonia del tè. Immagini suggestive e installazioni video trasporteranno direttamente i visitatori all’interno delle botteghe dei maestri.

Homo Faber 2020, i curatori della mostra – Laila Pozzo ©Michelangelo Foundation

Un ponte tra tradizione e futuro

Che valore ha oggi il saper fare della tradizione artigiana italiana unito alla cultura del design e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie?
Le esposizioni sveleranno come l’unione di alto artigianato e innovazione generano valore aggiunto. Homo Faber farà scoprire l’artigianalità dietro alle creazioni di alcune maison del lusso e si potrà ammirare un allestimento particolarmente iconico della Madama Butterfly di Puccini firmato dal regista e visual artist statunitense Robert Wilson.
L’ex piscina Gandini per l’occasione si trasformerà in un palcoscenico d’eccezione dove luci, suoni, costumi, opere d’arte, video, oggetti di scena e arredi saranno creati in collaborazione con un team di maestri artigiani che si avvarranno di tecniche antiche.

La Fondazione Giorgio Cini

A San Giorgio Maggiore approderà il leggendario Eilean, yacht costruito in Scozia nel 1936, restaurato in Italia da un team di maestri artigiani specializzati.
Anche la moda avrà uno spazio speciale. Il lato più moderno dell’artigianalità lo mostrerà una “capsule collection” di abiti esclusivi di lusso sostenibile per uomo e donna. I vestiti sono creati da un gruppo di studenti italiani di design e realizzati a mano nel Regno Unito.

Altri percorsi espositivi di Homo Faber

Nell’esposizione “Talenti rari”, 12 maestri artigiani europei apriranno le loro botteghe dove, grazie al loro impegno si mantengono in vita attività a rischio di scomparsa.
Mestieri ormai rari come il costruttore di fisarmoniche, l’ultimo artigiano francese a realizzare posate d’argento a mano, la maestra che nella campagna inglese taglia e cuce collari per cavalli.

Homo Faber 2018 Michelangelo Foundation

Legata strettamente a Venezia “Creazioni di una diva” è dedicata all’attrice Lyda Borelli, moglie di Vittorio Cini, fondatore dell’omonima Fondazione. Ospiterà costumi originali a lei appartenuti e rifacimenti contemporanei realizzati dal maestro Stefano Nicolao, in attività a Venezia fin dagli anni ottanta realizzando costumi per il teatro, l’opera, il balletto, cinema e televisione.

E ancora si potranno ammirare una collezione di vasi della rinomata Venini e alcuni magnifici esemplari di auto d’epoca come la Ferrari a tre posti del 1960 appartenuta a Gianni Agnelli. “Next of Europe” infine accoglie un’ampia selezione di oggetti realizzati da maestri artigiani che non solo incarnano il meglio dei mestieri d’arte d’Europa ma che si dedicano alla trasmissione del loro sapere alle nuove generazioni attraverso apprendistati e percorsi di formazione.

 

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4 commenti su “Homo Faber si apre all’Europa. Antichi mestieri d’arte in mostra a Venezia”

    1. Ci ritornerò Sicuramente..ci son andata per caso,piacevolissima sorpresa…avrei pagato volentieri il biglietto,invece oltre ad essere fantastico” è pure free”
      Complimentissimi ad organizzatori e partecipanti

  1. Questo è quello che serve ad una città come Venezia.La precedente esposizione l’ho visitata più volte,meritava, anche per il fascino del posto.

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