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Insieme per il green: buone pratiche per un contributo alla sostenibilità

Le aziende e i cittadini per un futuro “più verde”

Mai come in questo caso il binomio fa la forza. Economia green è un termine che fa parte del vocabolario quotidiano. Pratiche green anche. Perché non sono più concetti astratti ma modelli di sviluppo economico e di vita con i quali ciascuno, nel suo piccolo, è tenuto a misurarsi. Tanto possono fare le aziende, ma un significativo contributo viene anche dai cittadini che, attenti individualmente o uniti in gruppi e associazioni, si impegnano con piccole azioni che possono sembrare banali ma che in realtà possono contribuire, ad esempio, alla riduzione dell’inquinamento.

Per le aziende il futuro è sempre più “green”

“Green” è dunque l’obiettivo dichiarato di molte aziende del nostro territorio. Si punta sull’economia che non inquina e non spreca. Ma ricicla.
L’Ecodistretto di Veritas a Fusina e la Bioraffineria Eni a Marghera hanno aperto la strada. Ora molti altri imprenditori hanno iniziato a percorrerla. Sono infatti oltre 70 le imprese con circa 2000 addetti impegnate in economia circolare e “progetti verdi” che mettono assieme innovazione e sostenibilità ambientale.

La bioraffineria Eni di Porto Marghera

La “Green Refinery” di Eni è il primo esempio al mondo di trasformazione di una raffineria convenzionale in bioraffineria. Produce biocarburanti sostenibili partendo dalla trasformazione di oli vegetali, grassi animali, residui di lavorazione agroalimentare, oli di frittura esausti. Il carburante prodotto, grazie a un accordo tra Comune, Eni, Avm e Veritas è stato sperimentato nei mezzi della flotta navale in servizio a Venezia. L’Ecodistretto è impegnato nel recupero e trattamento dei rifiuti urbani speciali non pericolosi.

Altri progetti si stanno sviluppando in questa direzione. Il protocollo d’intesa firmato da Veritas e Syndial prevede un investimento da 60 milioni di euro per un nuovo impianto industriale che trasformerà la frazione organica dei rifiuti solidi urbani in bio olio e bio metano. Da parte loro Eni, Toyota, Comune di Venezia e Città Metropolitana hanno siglato un accordo per la realizzazione di una stazione di rifornimento a idrogeno. Ed è nato anche l’Osservatorio per lo studio e lo scambio delle migliori pratiche sui temi dell’economia circolare e dell’idrogeno.

Buone pratiche quotidiane per tutti

Anche i cittadini sono sempre più sensibili al tema della sostenibilità. Alcuni sono riuniti in gruppi e associazioni. Altri mettono le proprie conoscenze a disposizione di altri aggiornando costantemente il loro sito internet o i loro profili facebook. Nascono così alcuni decaloghi di “best pratics” per incidere con piccole azioni quotidiane tra le pareti domestiche nella spinta verso il “green”.  Una recente ricerca di idealo, il portale di comparazione prezzi leader in Europa, ha analizzato i comportamenti abituali di un cittadino medio sul tema del risparmio energetico casalingo. Ne è emerso una serie di azioni che a lungo andare possono risultare nocive per l’ambiente.

Wooden empty terrace of white house with green grass and trees. Real photo

Giusto o sbagliato? Le verità del mondo “green” 

Lavare i piatti a mano piuttosto che in lavastoviglie è più eco-friendly?
Non è vero.
Uno studio condotto dall’Università tedesca di Bonn ha infatti rivelato che la lavapiatti, per la stessa quantità di stoviglie, consente il 50% di riduzione del consumo di acqua e un risparmio energetico del 28%. Il potenziale di risparmio è comunque legato alle dimensioni dell’elettrodomestico.

E’ importante davvero la classificazione energetica degli elettrodomestici?
Si, lo è. 
La distinzione tra i vari livelli di A, alla quale poco si fa caso, è invece importante ai fini del consumo energetico. Dal 2011 la classe di efficienza energetica minima è indicata con la prima lettera dell’alfabeto seguita da +. Bisogna sempre tenere a mente che anche le dimensioni e le funzioni dell’apparecchio sono un importante dato indicativo per il consumo di energia elettrica.

Sostituire la vecchia lavatrice con una più nuova a più elevata efficienza energetica porta a un risparmio sulla bolletta?
Non è detto.
Quando si sostituisce il proprio elettrodomestico con uno più efficiente, il risparmio economico si noterà solo dopo diversi anni. Fanno eccezione le asciugatrici per cui dopo tre anni si evidenzia già un risparmio economico considerevole. C’è però un consistente aumento della possibilità di risparmio al momento dell’acquisto per i prodotti eco-friendly.

Facendo la lavatrice a 60 e 90 gradi il bucato sarà più pulito?
Non è vero,
perché le nuove lavatrici e le avanzate tecniche di lavaggio permettono di ottenere capi puliti allo stesso modo con un lavaggio a 60 e 40 gradi. Se si lava a 40 gradi piuttosto che a 60 si utilizza la metà dell’energia. Un lavaggio a 30 gradi permette di usarne solo un terzo.
E’ anche un errore utilizzare un programma di lavaggio rapido pensando di risparmiare energia
perché per raggiungere la temperatura desiderata in un tempo più breve ne servirà anzi di più. E un maggiore apporto di acqua.

Preriscaldando il forno il tempo di preparazione delle pietanze diminuisce? No. La quantità di energia utilizzata per un preriscaldamento è di gran lunga superiore al minimo vantaggio che se ne ricava in termini di tempo. Bisogna fare l’opposto: spegnere il forno poco prima della fine del tempo di cottura e lasciarlo chiuso in modo che il calore continui a cuocere il cibo.

Le lampadine a risparmio energetico sono le più efficienti? Un risparmio energetico maggiore si ottiene utilizzando le lampadine a LED.

Se si spegne il riscaldamento prima di uscire da casa si evita un consumo di energia inutile? Non proprio.
Mentre siamo fuori casa le stanze si raffredderanno e per poi riscaldarle nuovamente ci sarà bisogno di una dispendiosa quantità di energia. Piuttosto che passare da zero a cento è meglio mantenere una temperatura costante con i termostati impostabili alla temperatura desiderata.

E’indifferente la posizione del frigorifero in cucina? No.
Se si trova direttamente accanto a fonti di calore come il termosifone, la stufa o la lavastoviglie, consumerà energia elettrica non necessaria. Da evitare anche la luce diretta del sole, perché l’apparecchio compenserà l’aumento di temperatura esterno con conseguente aumento di consumo energetico e il contatto diretto con la parete che ostacola la libera circolazione dell’aria. Oltre alla posizione corretta uno sbrinamento regolare contribuisce all’uso efficiente dell’elettricità.

Buone pratiche quotidiane

Altre buone pratiche tra le pareti domestiche riguardano anche la scelta di prodotti per le pulizie a basso impatto e l’eliminazione di prodotti  che contengono cloro. Questi infatti possono formare composti altamente tossici per l’ambiente e per la nostra salute.

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