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Green Pass: la consegna al datore di lavoro privato eviterà i controlli

Green Pass: la consegna al datore di lavoro privato eviterà i controlli

Per i lavoratori dipendenti del settore privato potrebbe a breve venir meno l’obbligo di presentare tutti i giorni il Green Pass per accedere al posto di lavoro.
La novità è stata introdotta in Senato da un emendamento al testo del decreto legge sull’obbligo di certificato anti Covid che ha ottenuto la fiducia a Palazzo Madama e sarà convertito in legge se otterrà il via libera anche alla Camera entro il 20 novembre.

Green Pass al lavoro: le novità

La semplificazione dei controlli nelle aziende private prevista dal testo passato a Montecitorio con le modifiche sottoscritte e votate da gran parte dei senatori passerà comunque attraverso una scelta volontaria del lavoratore.
Il dipendente potrà infatti decidere di consegnare una copia del proprio certificato al datore di lavoro, ottenendo l’esonero dai controlli fino alla scadenza della durata del Green Pass.
La provenienza della richiesta dal lavoratore stesso dovrebbe quindi consentire di superare gli aspetti di privacy legati alle prescrizioni del Garante, anche se il tema resta delicato. Le indicazioni dell’organo di tutela della privacy dicono espressamente che il datore di lavoro non può conservare e gestire i dati personali del lavoratore. Di fatto, inoltre, sarebbe introdotta una deroga sulle sanzioni per i mancati controlli da parte del datore.

Le altre modifiche: tamponi e sostituzioni

Il Senato ha introdotto anche altre modifiche all’originario testo del Decreto.
In caso di Green Pass ottenuto tramite tampone, la sua validità sarà estesa all’intera giornata lavorativa, anche in caso di scadenza durante l’orario di presenza giornaliera. Confermato invece l’obbligo di Green Pass per anche per i componenti elettivi degli organi costituzionali, compresi dunque i parlamentari.
Fermi restando il diritto di conservazione del posto e la non applicazione di conseguenze disciplinari per il dipendente assente ingiustificato causa mancanza di Green Pass, l’emendamento estende la possibilità di assunzioni a termine per la sua sostituzione. Fino a fine anno, l’azienda privata fino a 15 dipendenti potrà cioè rinnovare più volte, e non solo una, al sostituto il contratto, che inoltre avrà durata di 10 giorni lavorativi e non 10 totali.

Il green pass nel lavoro somministrato

Un’altra novità riguarda il lavoro somministrato.
Il controllo del certificato non dovrà più essere effettuato dal datore somministrante (in capo al quale rimane però l’obbligo di informazione del lavoratore) e dall’azienda utilizzatrice, ma solo da quest’ultima.
È stata prevista infine una proroga dal 30 novembre al 31 dicembre della somministrazione di test rapidi a prezzi contenuti anche in farmacia.

tamponi rapidi
tamponi rapidi

Sarà infine trasferito al Ministero della Salute, con un ulteriore stanziamento di 3 milioni di euro, il servizio di call center sul Covid, che vedrà l’unificazione nel numero verde 1500 dei due numeri verdi attualmente attivi (eliminando quindi l’800-912491).

La fiducia al Senato

L’emendamento, proposto dal Pd, è stato condiviso da gran parte della maggioranza e sottoscritto dai senatori di Forza Italia, Italia Viva e Lega. Questo ha consentito al testo del decreto di passare al Senato ottenendo 199 voti a favore contro 38 contrari (nessun astenuto ma diversi assenti in aula) alla fiducia posta dal Governo sul provvedimento.
Il decreto 127/2021 era stato varato il 21 settembre dall’Esecutivo, prevedendo l’entrata in vigore dell’estensione dell’obbligo di Green Pass ai lavoratori, pubblici e privati a partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre, quando verrà meno, salvo proroghe, anche lo stato di emergenza.

 

Alberto Minazzi

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