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Il design che apre alla città e vince

Nella foto in alto: L’interno dell’Hotel Sant’Elena

Si chiama “lifestyle hotel ” ed è una moderna concezione nell’interpretazione degli spazi di un albergo.
La struttura ricettiva, cioè, apre le proprie parti comuni alla città, cercando di diventare spazio di aggregazione. Tanto più in quelle zone in cui sono pochi i luoghi in cui fare socialità, il design può contribuire a spingere positivamente questi aspetti. E, se fatto a regola d’arte, può anche ricevere il riconoscimento di eccellenza da uno dei principali premi del settore.

Un salottino dell’Hotel Sant’Elena

Il premio Gold Key Award for Excellence a Venezia

La ristrutturazione dell’Hotel Sant’Elena, nelle scorse settimane, ha vinto così il “Gold Key Award for Excellence in Hotel Design 2019” nella sua categoria (Mid Scale Lobby).
Si tratta di uno dei principali premi per il design. Giunto alla 39^ edizione, viene assegnato a New York dalla rivista “Boutique Design”, tra le più autorevoli al mondo nel settore del design ricettivo. Quest’anno hanno partecipato più di 430 firme mondiali del design, i cui progetti sono stati divisi in 23 categorie.

Il caso veneziano: Sant’Elena e il suo design

L’ambito riconoscimento è andato quindi a Venezia per la ristrutturazione cui è stato sottoposto l’Hotel Sant’Elena dopo il cambio di brand e l’acquisizione da parte del marchio Indigo IHG. L’immobile, di proprietà di H.N.H. Hospitality di Mestre e già convertito ad hotel, era un antico monastero. Caratterizzato da una chiesa centrale e da due ali laterali, ha recuperato oggi l’antico ruolo centrale nel tessuto sociale dell’isola.  Il restyling  cui è stato sottoposto si è ispirato alla storia della città e al suo forte legame con la cultura bizantina, ma anche alla leggenda secondo la quale il nome dell’isola in cui il rinnovato boutique Hotel si trova, deriva dalla madre dell’imperatore romano Costantino, Sant’ Elena appunto, le cui reliquie si trovano nella Chiesa di San Pietro di Castello. A curare l’intervento, lo studio inglese TDHP, specializzato in design alberghiero, che si è affidato al supporto di SGA – Studio Giallombardo Architettura per la concreta esecuzione.

L’architetto veneziano Diego Giallombardo

La “mano veneziana” per vincere

Si può insomma dire che, con questo premio, è stata riconosciuta anche una nuova doppia eccellenza veneziana: quella dell’albergo e quella che ha lavorato per ridargli lustro.
«Noi – spiega Diego Giallombardo, 44 anni, veneziano e titolare dello studio con sede a Mestre – abbiamo seguito l’iter autorizzativo, abbiamo completato il progetto con la parte architettonica e curato gli aspetti esecutivi. Nello studio lavorano cinque-sei professionisti specializzati nel seguire questi interventi a supporto del design alberghiero in caso di nuove aperture o ristrutturazioni. E si occupano di ogni aspetto, dal project management alla direzione di cantiere. In prospettiva – concluder Giallombardo – stiamo cercando di promuovere l’adozione di questi concetti anche negli interventi pubblici, coinvolgendo le Amministrazioni nel ripensamento ad esempio di scuole e spazi pubblici».

Con i suoi arredi in legno, ottone e pelle, la ricercatezza dei dettagli, le tonalità calde che si fondono in armonia con gli elementi dorati tipici della cultura bizantina, l’ antico monastero ha ritrovato una nuova vita. Tra forme antiche e moderne e un design che guarda al passato proiettandosi però nel futuro, il nuovo premitao Hotel ha aperto al pubblico cinque piani di eleganza e raffinatezza ma anche un cortile interno, ricavato nel chiostro del convento, in cui si respira la pace e la freschezza dell’isola.

Il Giardino ricavato nel chiostro dell’ex monastero

 

 

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