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Sette progetti per avviare la rinascita di Porto Marghera

La bio raffineria Eni di Porto Marghera
Nella foto in alto: La bioraffineria Eni di Porto Marghera

Gli investitori interessati alla riconversione dell’area mettono in campo

60 milioni di euro e 87 nuovi posti di lavoro

 

L’area di crisi complessa di Porto Marghera risulta attrattiva per gli investitori?
Pare proprio di si.
Alla chiusura dei termini fissati da Invitalia per la presentazione dei progetti per la riqualificazione delle produzioni con le quali avviare la rinascita del sito industriale, si tirano le somme.
Sono 7 le proposte avanzate dagli stakeholders disposti a investire complessivamente circa 60 milioni di euro a Marghera.
87 i nuovi posti di lavoro previsti.
Si tratta per lo più di grosse aziende con capitali certi, alcune delle quali già insediate da decenni nella Città Metropolitana di Venezia.
Tra i progetti prevalgono quelli che prevedono un impegno di spesa tra i 2,5 e i 26 milioni di euro.
Altri, che comportano investimenti maggiori, sono stati presentati durante una serie di incontri  promossi da Comune di Venezia, Regione Veneto e Invitalia.
Questi ultimi seguiranno percorsi incentivanti diversi come i contratti di sviluppo, che hanno una soglia minima di 20 milioni euro.
Per i sette depositati, invece, inizia ora la fase di valutazione di Invitalia, che sceglierà le proposte che potranno andare a buon fine secondo i criteri previsti dal bando.

 

Raffineria di Porto Marghera

“I nuovi investimenti confermano la capacità di Venezia, e in particolare di Porto Marghera, di attirare iniziative economiche e conseguenti nuovi posti di lavoro – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Simone Venturini – I 60 milioni di euro per nuovi progetti industriali, di tutela ambientale e di innovazione rappresentano un concreto segnale dell’effettivo cambio di direzione, con una nuova vitalità imprenditoriale”.

Quale futuro per Porto Marghera?

Ma quale tipo di riconversione potrebbe avere dunque  Porto Marghera?
Che tipo di aziende sono interessate a insediarsi e a iniziare la loro nuova avventura nell’area dell’ex Petrolchimico?
Quali nuovi lavori potranno allargare l’attuale panoramica occupazionale di Porto Marghera?
I settori interessati dalle richieste sono quelli  che rientrano nelle produzioni da sostenere e che sono stati individuati tenendo conto della specificità del territorio:
la chimica, il vetro, i servizi per l’ambiente, la manifattura industriale, il rimessaggio imbarcazioni e la cantieristica.

Gli investimenti

L’investimento maggiore (25.500.000,00) è quello che è disposto a fare Slim Fusina Rolling S.r.l.
L’azienda, attiva da oltre 50 anni a Fusina, produce alluminio e semilavorati.
Quest’anno, per i suoi prodotti legati alla nautica, al trasporto automobilistico e all’industria architettonica è entrata  nella classifica delle “100 eccellenze italiane” 2019.
Attualmente impiega 300  persone. Il suo progetto di investimento su Porto Marghera produrrebbe ulteriori 32 posti di lavoro.

Ha risposto al bando di Invitalia con una proposta che prevede un investimento di 8.542.029,28 € Il Vento di Venezia S.r.l.
Area di rimessaggio e cantiere dell’Isola della Certosa, l’azienda di servizi nautici potrebbe creare nuove 11 opportunità occupazionali legate alla cantieristica e alla motoristica.

Un po’ più contenuta in termini di investimento(7.231.487,00) è la proposta di Pilkingron Italia S.p.a.
Attiva dal 1994, produce vetro per auto e per l’edilizia.
Nel suo stabilimento di Porto Marghera impiega 185 persone che, con il nuovo progetto, potrebbero aumentare di 11 unità.

Tra le proposte giunte a Invitalia c’è anche quella di 3 V SIGMA S.P.A. (6.442.800,00) nota nel mondo per i suoi speciali prodotti chimici avanzati.
L’azienda ha circa 500 addetti e 4 impianti di produzione distribuiti tra Italia e  Stati Uniti. Con il nuovo progetto può offrire ulteriori 24 posti di lavoro.

Interessata a occupare un’area di Porto Marghera è anche la San Marco petroli Spa.
La società, nata nel 1962, guarda al futuro con un nuova mission che pone la riduzione dell’impatto ambientale e la diversificazione delle fonti energetiche come obiettivi primari.
Il suo progetto (5.920.000,00 €) non prevede nuovi posti di lavoro ma il mantenimento di quelli esistenti.

Si sono proposte con investimenti di circa due milioni e mezzo di euro infine SIRAI (2.660.880,04) e SIRU (2.576.520,00).
SIRAI ( Società Italiana per la Riqualificazione Ambientale e Infrastrutturale) progetta e realizza interventi di bonifica dei suoli e svolge attività di monitoraggi e consulenze ambientali. Collabora con il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università Ca’ Foscari per lo sviluppo di nuove tecnologie “a rifiuto zero”.
Il suo progetto potrebbe garantire nuovi 5 posti di lavoro.
SIRU è invece un’affermata azienda nel mondo per le sue produzioni in vetro soffiato di Murano.
E’ famosa per le sue invenzioni di design, che coniuga stili diversi in pezzi unici. Con la sua proposta potrebbe poter aumentare di 5 unità la sua offerta occupazionale.

Altre possibilità per investire a Porto Marghera

La strategia per il rilancio dell’area di Porto Marghera è  basata sul sostegno finanziario agli investimenti per la riqualificazione delle produzioni, l’attrazione di nuovi investimenti e il rilancio dell’occupazione.
E’ attuata attraverso il Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale (PRRI), elaborato e gestito da Invitalia e mette a disposizione degli investitori 26, 7 milioni di euro di incentivi e agevolazioni.
Ma non è l’unica strada che conduce a Porto Marghera.
Presto infatti uscirà anche un bando comunale che aprirà la via agli investitori interessati a insediarsi con progetti sostenibili nell’area dell’ex Petrolchimico.

 

Luigi Brugnaro, Vincenzo Marinese, Simone Venturini con i lavoratori di Fincantieri davanti agli stabilimenti di Porto Marghera

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