Abiti veneziani nella storia del cinema e dello spettacolo

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La storia di una città passa anche attraverso i suoi abiti. Quella del cinema internazionale si ferma anche a Venezia.
A Cannaregio, in Fondamenta della Misericordia, una vecchia fabbrica di lampadari raccoglie nei suoi mille metri quadrati oltre 15 mila abiti che ripercorrono la moda veneziana dal 1200 ai giorni nostri.
Modelli e tessuti, come si suol dire, “made in Venice” e un “taglio storico” che è diventato materia di studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito dei corsi di Fashion Design.
Un unico prof d’eccellenza: il costumista teatrale e cinematografico Stefano Nicolao.
Conosciutissimo in città, la sua fama nel mondo si è affermata soprattutto con l’assegnazione, nel 1995, del David di Donatello per aver realizzato tutti gli abiti disegnati dalle stiliste Olga Berluti e Anne de Laugardière per il film del regista belga Gérard Corbiau, “Farinelli voce regina“, che si aggiudicò quell’anno anche una nomination agli Oscar come miglior film straniero.

Farinelli movie

Da Venezia tanti costumi per il cinema internazionale

Ma “Farinelli voce regina” non è l’unica pellicola che ha visto all’opera l’estro di Nicolao e delle sue sarte.
Sono infatti almeno una dozzina le pellicole internazionali i cui costumi sono stati realizzati, sia pur in parte, nella sartoria di Cannaregio. A questi, si aggiungono anche quelli confezionati per Madonna e da lei indossati nel celeberrimo clip che l’ha lanciata: “Like a Vergin“, video girato proprio a Venezia nel 1984.  Ancora, gli splendidi abiti indossati dall’Angelo che ogni anno sorvola Piazza San Marco durante il Carnevale.
Una carrellata di film e di momenti indimenticabili per un artista con un passato da attore con l’Avogaria che ha alla fine abbandonato il palcoscenico preferendo dedicarsi ai colori, alle creazioni, in una parola, ai costumi.

Il costumista Stefano Nicolao in Piazza San Marco in occasione del Volo dell’Angelo

Al Pacino e “Il Mercante di Venezia”

“Nel 1997 abbiamo realizzato insieme ad altri due atelier i costumi Belle Epoque del film “Le ali dell’amore” (The Wings of the Dove) diretto da Iain Softley – racconta Nicolao -. L’anno successivo è stata la volta di “Elizabeth“, film storico diretto da Shekhar Kapur e interpretato da una grandiosa Cate Blanchett.

Elisabeth

Risale invece al 2004 la collaborazione per gli abiti de “Il mercante di Venezia“(The Merchant of Venice), interpretato da
Al Pacino e diretto da Michael Radford, una pellicola tratta dall’omonima opera teatrale di William Shakespeare e proiettata per la prima volta alla 61ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dunque proprio nella città nella quale è ambientata ed è stata parzialmente girata”.

“Casanova”: il film sul celebre seduttore e scrittore veneziano

L’anno successivo è stata la volta di un altro film di ambientazione veneziana, “Casanova“,  diretto da Lasse Hallström e presentato, sempre fuori concorso, alla 62ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
“La storia racconta in maniera romanzata le avventure del celebre seduttore e scrittore veneziano Giacomo Casanova -ricorda Nicolao – Anche in quest’occasione la produzione ha coinvolto nella realizzazione degli abiti ben quattro atelier italiani. Sarebbe stato infatti impossibile che un unico costumista riuscisse, in pochi mesi, a realizzare le centinaia di abiti indossati nelle diverse scene da attori e figuranti”.

Casanova

300 abiti e gonfaloni per il film campione di incassi nel 2008

Più recente (2009) la partecipazione come costumista a “The Twilight Saga: New Moon” del regista  Chris Weitz, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Stephenie Meyer e seguito di Twilight, film campione d’incassi nel 2008.
“In quest’occasione – ricorda Nicolao – abbiamo realizzato 300 costumi rossi indossati da altrettanti figuranti in una scena di massa girata in piena estate e con un caldo torrido a Montepulciano. Nostri anche i gonfaloni, sempre rossi, che hanno addobbato tutte le finestre dei palazzi storici ripresi durante il film”.

In Nepal con “Marco Polo”: è il successo

Ma la lavorazione forse più impegnativa intrapresa da Stefano Nicolao è stata probabilmente la prima, quella che poi gli ha spalancato le porte del successo, ovvero la realizzazione, nel lontano 1980, di tutti gli abiti indossati sia dai protagonisti che dai figuranti dello sceneggiato televisivo diretto da Giuliano Montando “Marco Polo”, dedicato all’avventuriero veneziano. “Il quel caso lo stilista era Enrico Sabbatini – c’è stata inizialmente una preparazione svolta in studio a Roma, poi siamo partiti per il Nepal che da poco aveva aperto le frontiere al turismo e lì siamo rimasti per ben due mesi a lavorare insieme ad un gran numero di artigiani locali nepalesi e tibetani che, sotto le nostre direttive, hanno realizzato tutti gli abiti, preparando anche le tinture naturali per le stoffe”.

“E’ stata un esperienza indimenticabile nonostante qualche intoppo dovuto all’elettricità che andava e veniva e alla difficoltà di farci capire dai sarti del posto – ricorda Nicolao – Alcune scene sono state poi girate anche in Italia, sulla Marmolada”.

La “Colombina” in scarpe da ginnastica e l’Angelo color spritz

Vari e, in alcuni casi anche divertenti, gli episodi che hanno costellato la carriera di Stefano Nicolao.
“Mi vengono in mente due fatti simpatici legati alle sponsorizzazioni del Carnevale di Venezia – racconta Nicolao – il primo risale a tantissimi anni fa quando non c’era il volo dell’Angelo bensì quello della Colombina. Siccome lo sponsor era un noto marchio di scarpe, ho dovuto accettare che lo splendido abito realizzato per la Colombina che scendeva dal Campanile di San Marco fosse abbinato a delle terribili scarpe da ginnastica rosa fucsia e non alle eleganti scarpette di raso che avevo realizzato.

Quest’anno, invece, l’abito che, inizialmente, sarebbe dovuto essere rosso, in omaggio al tema del Carnevale, ovvero l’Amore, è stato realizzato in velluto arancione, arancioni anche le conterie che decoravano il corsetto. Ho dovuto attenermi ad un pantone color arancio che mi era stato fornito come esempio, vestendo color spritz persino i valetti che offrivano il famoso aperitivo in giro per la Piazza”.

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4 commenti su “Abiti veneziani nella storia del cinema e dello spettacolo”

  1. Un genio eclettico e raffinato, un maestro di magia creativa, di profonda cultura e di grande umanità. Ci sarebbero ancora degli aneddoti da raccontare poichè Stefano, a volte, è imprevedibile e nessun “muro” lo ferma. Hasta siempre Stefano ♥

  2. Un vero genio, dell’arte del Costume e disegno, con una grande creatività, che non si può imparare e insegnare ma nasce dal cuore.Bellissimo articolo dove racconta 40 anni d’intesa carriera e grandi soddisfazioni.

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