L’energia infiamma l’inflazione e i big del settore lanciano offerte. Ma tra vincoli, quote fisse e mercato libero la scelta è una giungla. Le associazioni dei consumatori: “Attenzione, la bolletta può nascondere brutte sorprese”
A settembre, l’inflazione è balzata al +4,2%, ai massimi dallo stesso mese del 2023. E, come allora, a trascinarla sono i rincari energetici, i cui prezzi hanno fatto segnare un +22,3%.
Rispetto a 3 anni fa, quando i rincari si legavano soprattutto al conflitto in Ucraina, adesso a incidere sono soprattutto le tensioni in Medio Oriente e in particolare nello stretto di Hormuz.
Ma non è questa l’unica differenza. Adesso, prima sulla benzina e ora anche per quanto riguarda gas e luce, a muoversi per venire incontro ai consumatori sono le grandi compagnie.
Una situazione che, però, necessita di una lettura approfondita, per evitare brutte sorprese. Perché il mercato di metano ed elettricità è estremamente complesso e non è facile capire dove e come si possono avere reali vantaggi.
Le ultime novità sulle bollette energetiche
Così come avvenuto per i carburanti, la mossa che ha dato il via a una vera e propria reazione a catena è arrivata da Eni. Plenitude, società del gruppo, ha annunciato il lancio di una nuova offerta, chiamata Fixa Time 24 Smart, disponibile dal 1° ottobre. A chi la sottoscrive entro il 24 del mese sarà riconosciuto uno sconto del 30% rispetto alla principale offerta base di luce e gas a prezzo fisso bloccato per 2 anni. Eni calcola un taglio annuo di 100 euro per ciascuna delle 2 bollette.

Se Plenitude ha precisato che valuterà anche eventuali nuovi interventi in relazione all’evoluzione dei contesti di mercato, la mossa ha innescato una serie di reazioni da parte degli altri principali gestori. E se Hera aveva lanciato, 2 giorni prima, una nuova offerta, Hera Hybrid, con prezzo fisso per 30 mesi, nel resto dei casi le compagnie hanno rilanciato la comunicazione per rilanciare offerte esistenti e disponibili sul mercato già in precedenza.
La prima a rispondere è stata Enel, che ad aprile aveva lanciato Digital Luce, con prezzo fisso per 24 mesi. Sono poi intervenute anche il gruppoA2A che, attraverso la società NeN, con Noi2 propone già dal 2023 un prezzo al kilowatt/ora bloccato addirittura per 10 anni (ma solo per il 70% dei consumi), e Iren, la cui proposta a prezzo fisso copre un periodo di 36 mesi.
Ma non va dimenticato che, sul portale Arera, sono disponibili altre centinaia di proposte.
Inoltre, a complicare ancor più la scelta dei consumatori, si ripropone in maniera ancor più marcata l’eterno dilemma della scelta alternativa tra un contratto di fornitura sul mercato libero e uno mercato tutelato. Riguardo a quest’ultimo, infatti, il 29 settembre Arera ha annunciato proprio il 29 settembre un rincaro del +37,3% nell’ultimo trimestre 2026 per i circa 3 milioni di clienti vulnerabili in regime di maggior tutela.
Cosa scegliere? Le riflessioni di Adico
“Per capire la reale convenienza delle offerte lanciate o rilanciate sul mercato libero – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione di consumatori Adico – bisognerebbe avere la pazienza di verificare quanto si sta pagando ed effettuare un confronto con le offerte in corso. Perché può essere che chi, a suo tempo, ha sottoscritto un contratto con tariffe vincolate possa pagare meno. Così però come, per chi si approccia oggi, il mercato libero può essere più conveniente di quello di maggior tutela”.
In ogni caso, secondo Garofolini bloccare il prezzo in questo momento potrebbe non essere la scelta giusta.

“Per dirlo – motiva – bisognerebbe capire i prossimi scenari internazionali in un contesto in cui, a suon di minacce, questi cambiano ogni giorno: qualsiasi ipotesi è un azzardo”.
Adico, allora, propone per esempio ai suoi soci offerte su cui ha raggiunto l’accordo in convenzione con alcune compagnie, con bollette calcolate in base ai consumi reali effettivi.
“Queste offerte – illustra – prevedono bollette mensili e non bi o trimestrali in considerazione del fatto che le vere batoste arrivano attraverso i conguagli”. E il presidente di Adico aggiunge: “Non si può pensare a trovare l’offerta migliore semplicemente cercando su internet, dove ce ne sono almeno 500. Va anzi posta la massima attenzione di fronte a un mercato sempre più fuori dalle regole, con un’offerta sempre più selvaggia e meno regolamentata”.
Il paragone di Carlo Garofolini, al riguardo, è suggestivo: “Troppo spesso sui mercati energetici viene venduta bigiotteria spacciandola per oro. Mi riferisco al fatto che tante volte siamo allettati da omaggi, offerte d’ingresso, e prodotti civetta che, nel corso del vincolo contrattuale, si finiscono però per pagare attraverso gli adeguamenti delle bollette a quelli che sono i costi che dobbiamo concretamente pagare”.
Una giungla di call center e tariffe fisse
E le attenzioni da tenere, per chi deve scegliere un fornitore energetico, non finiscono certamente qui.
C’è, per esempio il tema, ben noto a tutti, del rischio di truffe legate in molti casi al vero e proprio bombardamento di chiamate che riceviamo dai vari call center. “È un tema – conferma Garofolini – che continuiamo a denunciare ogni giorno: c’è un’enorme falla, nel sistema, perché le compagnie riescono a sapere, non si sa come, quando cambiamo operatore”.

E qui scattano “le immancabili chiamate da fantomatici gestori che a volte si traducono addirittura in contratti con firme false. E proprio il momento del passaggio da un gestore all’altro è quello in cui risultiamo più fragili. Non bisogna dimenticare che le norme prevedono che le proposte devono arrivare sempre per iscritto e dunque il rifiuto di inviarle via mail è un segnale che ci deve indurre a dubitare”.
Un altro aspetto da tenere in conto per capire la reale convenienza di un’offerta sono poi le quote fisse, che sono ben altra cosa rispetto ai costi della materia prima che vengono messi in evidenza nelle nuove offerte tariffarie. “Infine – conclude il presidente di Adico – andrebbe denunciato il vero scandalo italiano: nessuno sottolinea che, nella quota di bolletta legata al consumo paghiamo le energie rinnovabili allo stesso prezzo di quelle fossili”.
Codacons: la crisi energetica può offrire un’importante opportunità
In questo contesto vanno inseriti anche i messaggi tutt’altro che rassicuranti riguardo agli effetti che la situazione di crisi rischia di produrre sul piano energetico nel prossimo inverno. A introdurre il tema è il coordinatore dell’ufficio legale del Codacons, Gianluca Di Ascenzo. Che, però, prova a trarne anche degli aspetti positivi: “Quanto sta accadendo offre al consumatore l’opportunità di riflettere sulle proprie modalità di consumo, rendendolo più sostenibile. E questo incide sul portafoglio”.
“Sappiamo bene – la sua analisi parte da qui – quanto sia complesso per il consumatore destreggiarsi all’interno delle offerte energetiche, tra telemarketing illegale e complessità di un mercato con oltre 700 operatori. Nonostante si sia cercato di semplificare la lettura delle bollette, noi invitiamo a consultare i comparatori delle offerte disponibili sul mercato all’interno del portale. Anche perché vanno evitate le generalizzazioni: i consumi variano da persona a persona”.

Al quadro fatto di rincari del mercato tutelato e di offerte scontate sul mercato libero, prosegue Di Ascenzo, va aggiunto poi l’ingresso di nuovi operatori attivi finora nel settore della telefonia, che invitano i propri clienti a sottoscrivere anche un’offerta di gas e luce. “Se però – sottolinea – siamo abili a leggere le offerte telefoniche, non lo siamo altrettanto per quanto riguarda l’energia. Ma questo è un buon momento per riflettere se c’è effettivamente un’opportunità di risparmiare”.
Per farlo, conclude il rappresentante del Codacons, “occorre innanzitutto la consapevolezza dei propri consumi abituali, non limitandosi a leggere nella bolletta il consumo medio annuo, ma capire per esempio anche se un’offerta a fasce orarie può essere o meno conveniente per noi. Fino ad oggi, la riflessione si è incentrata sul confronto tra mercato libero e tutelato. Adesso bisogna capire che riflettere sulle proprie modalità di consumo significa anche riflettere su come risparmiare”.
Alberto Minazzi



