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Helen Frankenthaler: la forza del colore

Nella foto in alto: Overture, 1992. Opera di Helen Frankenthaler esposta alla mostra PITTURA/PANORAMA – Paintings by Helen Frankenthaler 1952–1992, a Palazzo Grimani

 A Venezia le opere dell’artista americana delle atmosfere d’acqua.

PITTURA/PANORAMA – Paintings by Helen Frankenthaler 1952–1992: fino al 17 novembre

 

Palazzo Grimani, a Venezia, una delle capitali del Rinascimento e città importantissima nel panorama Barocco, sposta l’attenzione dalla grandezza dei Maestri del passato ad una contemporaneità rivoluzionaria e viva. Entriamo nell’Espressionismo Astratto della seconda metà del ‘900.
Non con gli indiscutibili esponenti di questo movimento, iniziato alla fine della seconda guerra mondiale negli USA, non quindi con Arshile Gorky o  Jackson Pollock e Mark Rothko ma con un’ artista capace di rielaborare il modus operandi che Pollock, Hoffman e i primi espressionisti astratti avevano iniziato.
Si chiama Helen Frankenthaler: 60 anni di carriera e 60 anni di studio, sperimentazione e dinamismo.

Helen Frankenthaler mentre lavora a una sua opera

Pittura/Panorama: la pittrice dell’acqua

Come si inserisce questa artista americana di origine ebraica in un panorama ricco e rivoluzionario come il Secondo Novecento?
Dando vita e ascolto al movimento dell‘acqua. Cogliendo la portata del cambiamento in atto nel XX secolo e decidendo di non rimanere statica nello stile ma di cercare sempre nuovi spunti partendo dalle numerose possibilità che l’espressionismo astratto offre.
Dalle prime composizioni astratte alla ricerca della profondità con semplici dipinti piani giunge quindi ai campi monocromatici con isole di colore, fino a ricreare atmosfere d’acqua riprendendo una caratteristica della pittura veneziana del Cinquecento.

È sicuramente un confronto molto interessante, quello offerto dalla mostra, tra un’artista che dipinge ambienti in mondo Novecentesco e astratto, personale e la grande pittura vedutista, paesaggistica, sviluppatasi in questa città nel corso della Storia. Venezia fu l’indiscussa capitale di questa forma d’arte, oggi confrontabile con uno dei suoi sviluppi.

Il mondo di Helen Frankenthaler

Il confronto che si crea tra le minuzie del vedutismo veneziano che troviamo girando per i musei della città e il paesaggio di Helen Frankenthaler, è più una provocazione.
Sono due mondi diversi che analizzano due frange della realtà paradossalmente opposte: l’interiorità e la precisione estetica.
Venezia è una città che ci abitua tutti i giorni a guardare i dettagli estetici, con i suoi ricami architettonici e artistici.
La visione che propone Helen Frankenthaler è una visione dell’esterno vista dall’interno. Si traduce in una pittura che rappresenta ambienti visti con il filtro dell’interiorità personale, del sentimento, che spesso condiziona anche il colore scelto o la stesura.
Nei dipinti di Helen Frankenthaler luoghi e momenti diventano tutt’uno con un “io” proiettato sulla tela che, con le sue pennellate ampie e i colori decisi, accoglie nella stessa tela l’osservatore.

L’Espressionismo Astratto, from Usa to Venice

L’Espressionismo Astratto ha segnato fortemente tutto il XX secolo.
Action Painting, colori cangianti, materiali inediti e una reinterpretazione inedita della tradizione pittorica hanno decretato il successo di questo movimento.
La corrente si diffuse a macchia d’olio in tutto il mondo, ottenendo pareri positivi anche nelle città più radicate nella loro tradizione artistica.
Anche in Italia: tre dei più grandi artisti del movimento furono infatti il genovese Emilio Scanavino, il romagnolo Adolfo Saporetti e il veneziano Ferrucio Bortoluzzi, autore di “Carta Bruciata”.

 

 

 

 

 

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