“Frames” veneziani del regista Tobia Berti

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Per “parlare”, “vedere”, “vivere” nel modo migliore una città come Venezia bisogna essere capaci di distinguere i singoli istanti, le singole sensazioni e trasformarli in frames, siano essi visivi, musicali, fotografici. Soprattutto, è importante avere proprio stile, unico e riconoscibile.

Tobia Berti di tutto questo è il perfetto esempio: fotografo, musicista e filmaker,  è riuscito nella sua attività a rendere Venezia un soggetto particolare, a partire dalla singolare ambientazione horror diZombieblock. Il suo più recente cortometraggio è già selezionato in numerosi festival nel mondo. Due negli Stati Uniti e uno a Berlino.

 

Tobia Berti al lavoro
  • Come ci si scopre registi? Da cosa nasce la passione?

“Io credo che un regista nasca regista, è una vera e propria attitudine più che una capacità tecnica che si impara. Credo che ci si scopra registi nel momento stesso in cui si capisce di avere delle vere storie da raccontare, e l’unico modo per farlo in maniera consona è farlo unicamente attraverso la propria voce. Essere sé stessi e parlare con la propria voce è la cosa più difficile al mondo in quanto si fa tanto presto a prendere un modello e riproporlo cercando di essergli il più fedele possibile. Ma riuscire a raccontare le storie con la propria voce fa assumere al proprio lavoro un’identità unica. Credo di aver visto il primo film al cinema ad appena 2 anni. È stata una folgorazione. Nel mio immaginario di allora bambino, il cinema era il mezzo perfetto per riuscire a rappresentare le mie fantasie, e da allora ho sempre sognato di potermi esprimere attraverso le immagini in movimento”.

  • Cinema a parte, chi è Tobia Berti?

“Io sono un classe 1976, ho una formazione prettamente artistica. Oltre che di regia, mi occupo di fotografia commerciale e industriale, che è la mia attività primaria. La mia seconda grande passione è la musica, e il binomio cinema-musica è, guarda caso, imprescindibile. Ho iniziato a suonare nel 1988 e il conoscere la musica aiuta tantissimo, soprattutto nel saper valutare, nel mio caso, che colonna sonora è più giusta o meno. Ho avuto la fortuna di poter vedere e capire che la tecnologia è sempre stata in funzione del progetto e non uno strumento di stile e virtuosismo. E proprio per questo cerco sempre di adottare la soluzione migliore e non la più scontata o quella più di moda”.

 

 

  • Il tuo rapporto come regista con Venezia?

“Adoro Venezia fin dal primo giorno che l’ho potuta conoscere. Avendo studiato prima al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti, ho potuto assaporarla giorno per giorno ora per ora. Come regista vi ho girato il mio primo cortometraggio comico, “il Colazionista”, che parlava di un ladro seriale di colazioni. Venezia era la location perfetta per girarlo viste le dinamiche narrative della storia, e devo dire che il risultato, se pur con moltissimi errori e imperfezioni, è stato ben recepito. Non serve dire che spero di girare nuovamente, magari un lungometraggio, in questa città straordinariamente unica. Vorrei poter mostrare tutto quello che normalmente nel quotidiano viene ignorato, dagli scorci, all’altezza del punto di vista che, essendo prevalentemente pedonale o a viabilità marittima, costringe la visione unicamente dal basso verso l’alto. La laguna credo offra un’ecosistema unico al mondo. I giochi di luce che si creano fra la bassa profondità dei fondali, la vegetazione, l’umidità dell’atmosfera circostante e gli elementi che evidenziano l’insediamento dell’uomo, rendono agli occhi di un regista, questo scenario quasi surreale ed evocativo, perfetto per molte situazioni”.

 

 

  • Come è nato il film sugli zombi? e come si è sviluppata l’idea?

““Zombieblock – la fine del mondo è vicina “ nasce come un progetto di storytelling di un corso che, io in qualità di regista e Fabrizio Capigatti in qualità di sceneggiatore, abbiamo tenuto assieme vincendo un bando di concorso indetto dal Comune di Venezia attraverso l’assessorato alle politiche giovanili. Io e Fabrizio abbiamo impostato il corso in un modo abbastanza fedele a come si può svolgere l’attività in maniera professionale, con le dinamiche reali di produzione. Abbiamo fatto si che i ragazzi, riuniti in sei gruppi di lavoro, si sforzassero nel trovare le soluzioni originali migliori alla nostra causa. Zombieblock è stato il soggetto che rispondeva a tutti i requisiti che avevamo richiesto e per la nostra felicità, siamo riusciti a concludere il progetto in maniera degna, tanto più che è stato selezionato a ben tre festival internazionali di genere, due negli Stati Uniti e uno a Berlino, oltre che essere proiezione speciale all’ultimo Venezia Comics”.

 

La locandina di “Zombieblock – La fine del mondo è vicina”
  • E ora? Progetti per il futuro?

“Sto lavorando alle sceneggiature di 2 soggetti importanti per dei lungometraggi che spero di portare alla luce il più presto possibile. Non posso anticipare niente ovviamente per riservatezza, posso solo dirvi che saranno dei film horror. Nel frattempo sto lavorando ad un importantissimo progetto per una serie tv legata al mondo dei Capitani Italiani, per la casa editrice Venezia Comix, di cui abbiamo presentato il teaser ufficiale al Comicon di Napoli lo scorso aprile”.

 

 

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