Ambiente +

Foliage d'autunno, un altro modo di viaggiare

Foliage d'autunno, un altro modo di viaggiare
Foliage con bramito del cervo

Dal roseto più alto d’Europa ai più bei percorsi autunnali da scoprire a piedi o in bicicletta; dal foliage “archeologico” a quello in poltrona a 1.465 metri; dai paesaggi autunnali da ammirare comodamente seduti su un treno fino al suggestivo “foliage con bramito del cervo“, che abbina la vista con l’udito.
Il tempo del foliage è racchiuso in pochi giorni speciali e caduchi, come lo sono quelli dell‘Hanani giapponese (letteralmente “ammirare i fiori”), quando, sin dal 700 d.C. le fioriture maestose ma brevi degli alberi dei ciliegi e, in misura minore, delle prugne, sono celebrate in tutto il Paese, di giorno ma anche di notte, grazie a scenografiche illuminazioni.
Come lo sono quelli dell'”estate indiana” negli Stati Uniti: giorni in cui i boschi si saturano di colori, l’aria si fa più frizzante e i raggi del sole, più inclinati, regalano tonalità aranciate al panorama.
Uno spettacolo unico che si potrà ammirare anche a bordo di un treno dotato di ampie vetrate.

Ritorna il “Treno del foliage”

A settembre ritorna, infatti, il “Treno del foliage“, il percorso della Vigezzina-Centovalli, una ferrovia storica che collega l’Italia con la Svizzera.

foliage

Tutti i giorni i treni collegano i due capolinea, Domodossola e Locarno, attraversando un percorso di 52 chilometri, 83 ponti e 31 gallerie in poco meno di due ore.
In mezzo, il paesaggio mozzafiato della Val d’Ossola, la Valle Vigezzo e le Centovalli con vedute spettacolari e scorci panoramici sull’alto Piemonte e il Canton Ticino infiammati dai colori dell’autunno.
L’incanto dell’autunno si può ammirare anche comodamente seduti a bordo di un trenino storico risalente al 1907 tutt’oggi dotato di vecchie carrozze in legno. A inizio ‘900 l’antica ferrovia a cremagliera portava i passeggeri dal centro di Bolzano direttamente fin sul Renon. Oggi, il meraviglioso tragitto panoramico è ridotto ma collega, tutto l’anno, Soprabolzano a Collalbo in soli 18 minuti regalando scorci di natura davvero impagabili.

Trenino del Renon @tiberio Sorvillo – www.visualite.it

Il trenino del 1907 è saltuariamente sostituito dal “trenino rosso“, più nuovo ma ugualmente suggestivo.
Dalle varie fermate del treno partono numerosi sentieri escursionistici che conducono agli angoli più belli del soleggiato altipiano: dalla passeggiata Freud, dedicata al celebre filosofo che nell’estate del 1911 venne qui in villeggiatura, al maso Plattner di Costalovara dove è possibile visitare la più grande mostra sull’apicoltura in Alto Adige.

Il trenino rosso del Renon

Asiago foliage

C’è una località, Asiago, che ha persino ideato una manifestazione che celebra il foliage. La settima edizione di “Asiago Foliage“, la kermesse dedicata ai colori, profumi e sapori dell’Altopiano dei Sette Comuni in provincia di Vicenza, si svolgerà quest’anno il 22 e 23 ottobre.
Molteplici le iniziative proposte per questo piacevole weekend: passeggiate alla scoperta degli alberi solitari, laboratori creativi per bambini, piacevoli momenti musicali ed eventi gastronomici legati ai sapori dei prodotti autunnali.
Asiago si trova al centro di una rete di sentieri che si inoltra dolcemente nella vegetazione, perfetta per gli escursionisti, ma anche per i cavalieri, con mulattiere da percorrere lentamente in sella al cavallo, e per i bikers, che possono pedalare anche sulle bici elettriche per salire a quote più alte e affrontare pendii più ripidi.

foliage
I più pigri potranno ammirare il foliage anche da fermi: 30 robuste poltroncine in acciaio e legno di castagno opera dell’artista altoatesino Franz Messner, sono posizionate su quattro file a quota 1.465 metri sulla cupola rocciosa del Sasso Rosso.
E’ questo l’esclusivo cinema naturale che nel punto panoramico più suggestivo di Verano invita a soffermarsi e a godersi la vista meravigliosa su tutta la Val d’Adige fino alle cime delle Dolomiti, delle Alpi Venoste e del parco naturale Gruppo di Tessa.

Foliage ad alta quota

Sempre per un foliage ad alta quota, si può optare per la visita al roseto più alto d’Europa, il Roseto Uhrerhof, a 1500 metri di altitudine.
Oltre 6.000 rose di oltre 250 varietà, tra le quali una nuova, bianco e rosa, battezzata con il nome “Dolomiti“.
Se il periodo ideale rimane giugno (tutte le rose sono in fiore), il periodo autunnale diventa l’occasione per vedere “le rose che vanno a riposo” e le varietà che fioriscono anche in autunno, come la Rosa Tea.

foliage

L’amore cantato nei boschi

In Valtellina, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, sarà possibile abbinare la vista con l’udito grazie al “Foliage con bramito del cervo“.
Qui sono numerose le specie di alberi che offrono il loro colorato foliage autunnale: larice, frassino, pioppo tremulo, betulla e sorbo degli uccellatori.
Ma ciò che rende unico questo spettacolo, tra settembre ed ottobre, é il suggestivo bramito del cervo: il canto d’amore che si sente echeggiare nei boschi della Val Zebrù, ai piedi del massiccio Ortles-Cevedale. Sono numerosissime le colonie di cervi che popolano queste aree del parco e così, ogni anno in autunno, è facile imbattersi nell’ascolto dell’emozionante verso dei cervi maschi. Il cervo che con il proprio verso riesce ad intimorire maggiormente i suoi sfidanti ha la possibilità di rivendicare la priorità sulla scelta delle femmine rispetto agli altri pretendenti.

Il foliage archeologico

Ancora un suggerimento, stavolta per un foliage culturale, anzi archeologico: immersi nella Valmareno, tra le Prealpi venete e le colline trevigiane, si trovano i due pittoreschi laghi glaciali di Santa Maria e di Lago, comunemente noti come Parco dei Laghi di Revine.
Un angolo suggestivo, a pochi passi dalle località di Vittorio Veneto e Conegliano, dove i colori dell’autunno esplodono in tutta la loro magnificenza. L’origine degli insediamenti umani in questi luoghi si perde nella notte dei tempi: il ritrovamento di alcune selci in una torbiera di Colmaggiore (frazione di Tarzo) e il recupero di parecchi materiali litici e di argilla, sono la documentazione dell’esistenza di un villaggio palafitticolo databile tra il Neolitico e l’Età del Bronzo, visibile oggi nella ricostruzione del Parco Archeologico Didattico di Livelet.

Laghi di Revine, Parco Archeologico Didattico di Livelet @ Claudia Meschini

Dotato di strutture dedicate all’accoglienza, alla didattica e all’agricoltura sperimentale, il Parco propone un affascinante viaggio indietro nel tempo. Nell’area vi si trovano tre capanne, realizzate in scala reale e poste in prossimità dell’acqua, una struttura didattica al coperto, uno spazio riservato all’agricoltura per coltivazioni sperimentali e ampi spazi per le attività di laboratorio da svolgersi all’aperto.

Claudia Meschini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Tag:  natura

Leggi anche: