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Eugenio Miozzi: a 40 anni dalla sua morte il tributo di Venezia

1950-Cantiere Piazza San Marco. Foto per gentile concessione del Fondo Giacomelli/Comune di Venezia, Archivio progetti IUAV/Famiglia Miozzi-Croff e Archivio Famiglia Baldin
Nella foto in alto: 1950-Cantiere Piazza San Marco. Foto per gentile concessione del Fondo Giacomelli/Comune di Venezia, Archivio progetti IUAV/Famiglia Miozzi-Croff e Archivio Famiglia Baldin
Eugenio Miozzi
 
 
 
 
Ponte dell’Accademia

Lo chiamano “Il genio dei ponti”.
E di ponti, d’altra parte, se ne intendeva.
Era un uomo da grandi visioni, capace di scelte innovative e di coraggio.
Se le opere urbanistiche di una città portassero una firma, la sua siglerebbe una buona parte di Venezia.

A 130 dalla sua nascita e a 40 dalla sua scomparsa, avvenuta il 10 aprile 1979, l’Ordine e il Collegio degli Ingegneri di Venezia, in collaborazione con l’Ateneo Veneto, tributano un omaggio a Eugenio Miozzi.

Nell’aula Magna dell’Ateneo, il 29 novembre a partire dalle 15:00, si terrà il seminario “Eugenio Miozzi: aspetti tecnici, storici e urbanistici delle opere”.
L’incontro prevede anche la proiezione del film “Ing. Eugenio Miozzi-Il Genio dei Ponti”
 proiettato in Sala Regione del Veneto alla Mostra del Cinema di Venezia e di video filmati storici dell’Istituto Luce.

Si chiamava Ponte del Littorio e fu costruito in soli due anni. Faceva parte del progetto “Opere di congiungimento di Venezia alla terraferma” e fu inaugurato da Umberto II e la moglie Maria José, i primi a percorrerlo in macchina.

Umberto II e la moglie Maria José. Foto per gentile concessione del Fondo Giacomelli/Comune di Venezia, Archivio progetti IUAV/Famiglia Miozzi-Croff e Archivio Famiglia Baldin

Era il 25 aprile 1933.
Quello che poi sarebbe diventato il Ponte della Libertà diventò il principale collegamento tra Venezia e Mestre.

Ma non fu il solo ponte realizzato dall’ingegner Eugenio Miozzi. Classe 1889, questo ingegnere di origine bresciane di cui si festeggia quest’anno il 130°anniversario dalla nascita, si è guadagnato per i suoi interventi a Venezia l’appellativo di “uomo dei ponti”. L’ultimo vero e proprio costruttore veneziano. E’ per questo che, nel 1973, gli fu riconosciuto il titolo onorifico di Ingegnere Capo Emerito del Comune di Venezia con la motivazione “un novatore e contemporaneamente un restauratore dei vecchi sistemi”.

Se infatti la Venezia in cui operò Miozzi, complice il processo di riqualificazione urbanistica nazionale applicato dal governo fascista, era una città in pieno sviluppo e trasformazione, i suoi interventi si sono posti in una via di mezzo tra la conservazione classica e monumentalistica del regime e la voglia di modernizzazione sua propria.

La sua mano è riconoscibile in buona parte della città. Suo è il progetto che vide la creazione del primo stadio di Piazzale Roma, lo scavo del Rio-Novo con la costruzione dei ponti e la realizzazione del Garage Comunale.

Sue le sostituzioni dei due ponti in ferro sul Canal Grande costruiti dall’ingegner Neville a metà ottocento: il ponte dell’ Accademia (febbraio 1933, forse l’opera “provvisoria” più famosa della storia veneziana, dato che doveva essere sostituito con un progetto di Duilio Torres in pietra che, causa guerra, mai partì) e il Ponte degli Scalzi  (ottobre 1934).

1933 Cantiere Ponte Accademia. Foto per gentile concessione del Fondo Giacomelli/Comune di Venezia, Archivio progetti IUAV/Famiglia Miozzi-Croff e Archivio Famiglia Baldin
Ponte degli scalzi vecchio e nuovo. Foto per gentile concessione del Fondo Giacomelli/Comune di Venezia, Archivio progetti IUAV/Famiglia Miozzi-Croff e Archivio Famiglia Baldin

 

Eugenio Miozzi fu uomo di ponti e di isole.
Porta la data del 1939 il suo “Piano di risanamento di Venezia insulare” con valutazioni sulle aree ancora edificabili, provvedimenti anti acqua alta e innovazioni urbane. Ecco, dunque, arrivare il Casinò al Lido accompagnato dalla sistemazione urbanistica del piazzale, dei giardini e del Palazzo del Cinema.

Il Palazzo del Cinema realizzato nel 1932 per la prima Esposizione Cinematografica Internazionale a Venezia. @Volpi: l’ultimo Doge

Ma anche la progettazione, ultimo lavoro curato per il Comune, dell’Isola Nuova del Tronchetto. Eugenio Miozzi era un vulcano.
Nemmeno la pensione lo fermò.
Nel 1956 presentò infatti il curioso progetto della “sublagunare”, autostrada -sotto la laguna- Tronchetto – Cavallino attraverso Fondamente Nuove, Certosa e Lido.
E’ dell’anno successivo invece l’idea di un porto da realizzare di fronte alla bocca di Porto di Malamocco per salvare gli equilibri lagunari.
Tutte opere ed idee che hanno segnato la storia di Venezia.

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