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Draghi: "Scommettiamo sulla crescita". Ecco come si andrà a riaprire

Draghi: "Scommettiamo sulla crescita". Ecco come si andrà a riaprire

Almeno un mese continuativo di scuola in presenza, in tutta Italia, senza distinzione di colori. E poi graduali riaperture, con una road map scadenzata per favorire il monitoraggio dell’andamento dell’epidemia.
Nel contempo, “una scommessa sul debito buono“, che consentirà di accompagnare la ripartenza dell’economia ma che necessiterà di una crescita costante, 57 grandi cantieri pronti ad aprire e una semplficazione necessaria delle norme.
E’ questa la traccia della strada segnata dal governo per uscire dalla pandemia.
A illustrarla, il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza, che poco dopo le 15.30 hanno parlato in diretta nazionale dalla Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio.

Le riaperture: al ristorante anche a cena, di nuovo in palestra. Il ritorno in spiaggia e in piscina

La prima data da segnare sul calendario è quella del 26 aprile.
E’ quella in cui saranno ripristinate le aree gialle e il giorno in cui “l’architrave fondamentale della società”, come’è stata definita la scuola dal ministro Speranza, tornerà a regime nella sua funzione.
Non ci saranno più distinzioni, in questo ambito, tra regioni gialle, arancioni o rosse. I ragazzi, fino alla terza media, torneranno tra i banchi di scuola a prescindere, attuando tutte le buone pratiche messe in essere per evitare il contagio.
Il 15 maggio riprenderanno la loro attività le piscine all’aperto, l‘1 giugno le palestre, l’1 luglio fiere ed eventi.
Il coprifuoco per il momento resta alle 22, ma ripartiranno tutte le attività all’esterno e i ristoranti potranno essere aperti a pranzo come a cena nelle aree a basso contagio.

Il pass per lo spostamento tra regioni

Da maggio si potrà di nuovo andar fuori regione tranquillamente, se il passaggio è tra una regione gialla e l’altra.
Per lo spostamento tra regioni di diverso colore, servirà invece un certificato.
“Si tratta di un pass – ha spiegato il presidente Draghi – che dimostrerà di aver effettuato il vaccino, di aver effettuato il tampone nelle 48 ore precedenti oppure di aver avuto il Covid e di essere guariti“.

Le regioni che passeranno al giallo

A definire il passaggio delle regioni al giallo saranno, di fatto, i dati a disposizione il 23 aprile. Sulla base di questi, il ministro Roberto Speranza firmerà quel giorno l’ordinanza più attesa.
Si dovranno sempre seguire le regole note di tutela ma i locali all’aperto, nelle aree gialle, saranno aperti anche la sera, così come i cinema e i teatri, sia pur con capienza limitata al chiuso.

Passo dopo passo

Gli allentamenti, hanno più volte rilevato il premier Draghi e il ministro Speranza, saranno graduali e differenziati.
Il rischio sarà ragionato per mirare a far diventare questo momento “un’opportunità -ha detto il presidente del Consiglio – sia dal punto di vista economico che sociale”.
A favorire questo momento sono i dati incoraggianti.
Una campagna vaccinale che ha innescato la marcia giusta, un Rt assestato sullo 0.85  e un’incidenza scesa a 182.
Poi ancora “una tendenza delle regioni tutte a un miglioramento del quadro epidemiologico – ha spiegato Speranza- il significativo numero delle vaccinazioni effettuate, giunte ora a 14 milioni, la piegatura della curva dei contagi”.
Resta un modello prudenziale, ma aperto a valutazioni per step successivi.

Una scommessa per la crescita

Tutto questo, sarà accompagnato da un momento cruciale per l’economia del Paese, pronto a uno scostamento di bilancio, previsto per la settimana entrante, di ben 40 miliardi di euro.
Un “debito buono ” lo ha definito il premier Draghi, che ci consentirà di mantenere il “sostegno umanitario a coloro che hanno perso tutto non per colpa loro, di evitare che le imprese chiudano o che siano costrette a svendere, di assistere alla transizione di alcune aziende da settori che non hanno più mercato a nuovi altri settori che invece ce l’hanno”.
Non solo. Per quanto riguarda i sostegni, parte di questi soldi serviranno a ristorare i costi fissi delle imprese, ad “esterndere la platea delle partite iva che avranno diritto di ricevere il contributo previsto e di guardare anche all’utile oltre che al solo fatturato“.
“Tutto questo rappresenta una scommessa sulla crescita del Paese – ha detto ancora Draghi – Se accadrà quello che ci attendiamo mettendo in campo le riforme, il Piano nazionale di ripresa e di resilienza (Pnrr) e una buona dose di fiducia, usciremo presto dal debito. Condizione necessaria è che le norme siano semplificate e che si possano avviare i cantieri al più presto”.

A questo proposito, sono già stati nominati i 57 commissari che gestiranno altrettante grandi opere infrastrutturali al via ( 3 a giugno, 8 a settembre e poi via via gli altri) in tutto il Paese.
Si tratta di infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e di presidi di pubblica sicurezza per i quali tutte le procedure sono già state espletate e che potranno aprire seguendo un calendario definito.

Consuelo Terrin

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