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Dopo La Russa, Fontana: il Parlamento ha scelto i suoi presidenti

Dopo La Russa, Fontana: il Parlamento ha scelto i suoi presidenti

La seconda e la terza carica dello Stato elette alla prima e alla quarta votazione. L’iter verso la formazione del nuovo Governo

A Ignazio Benito La Russa è bastata la prima votazione. Per Lorenzo Fontana ce ne sono volute invece 4.
Al secondo giorno della 19^ Legislatura, i parlamentari italiani hanno eletto i presidenti del Senato e della Camera.
Può dunque ora iniziare l’iter che, probabilmente entro una decina di giorni, dovrebbe portare alla presentazione della nuova formazione di Governo alle Camere per ottenere la fiducia.

L’elezione del presidente della Camera

Procedendo a ritroso, alle 12.02 di oggi, venerdì 14 ottobre 2022, l’applauso dell’aula di Montecitorio ha accolto il raggiungimento da parte di Lorenzo Fontana del quorum richiesto per l’elezione del presidente della Camera.
Alla quarta votazione è stata raggiunta infatti la maggioranza assoluta, comprese le schede bianche e nulle.
I primi tre scrutini di giovedì 13 si erano invece conclusi con un nulla di fatto.
Come annunciato da Ettore Rosato (che ha presieduto la seduta come vicepresidente più anziano), su 392 presenti Fontana ha ricevuto 222 preferenze rispetto a un quorum di 197.
77 voti sono andati a Maria Cecilia Guerra, sostenuta dal centrosinistra, 55 a Cafiero de Raho (sostenuto dal Movimento Cinquestelle), 22 a Matteo Richetti (nome su cui ha puntato Azione), con 2 voti dispersi, 6 schede bianche e 11 nulle.

Chi è Lorenzo Fontana

Nato a Verona nel 1980, Lorenzo Fontana, vicesegretario della Lega, ha trovato dunque il sostegno della maggioranza di centrodestra.
Nell’ultimo Governo, dal 2019 ha ricoperto l’incarico di ministro degli Affari europei dopo essere stato ministro della Famiglia e della disabilità.
Fin da giovane nella Liga Veneto-Lega Nord, vicesegretario del Movimento Giovani Padani dal 2002, è stato eletto in Consiglio comunale a Verona, lasciandolo nel 2009 dopo l’elezione al Parlamento europeo, dove ha trascorso 9 anni, rivestendo anche la carica di capo delegazione della Lega Nord.
Nel 2016 la nomina a vicesegretario federale e responsabile esteri del suo partito.
L’anno successivo quella di vicesindaco con delega alle Politiche della casa del Comune di Verona, prima dell’elezione come deputato nel 2018.
3 lauree (Scienze politiche, Filosofia e Storia), Lorenzo Fontana è sposato con Emilia Caputo (testimone di nozze il segretario della Lega, Matteo Salvini) e ha una bambina, Angelica.

presidenti

La Russa presidente del Senato

La nomina di Fontana arriva il giorno successivo a quella di Ignazio La Russa, 75 anni, primo esponente di Fratelli d’Italia a ricoprire la carica di presidente del Senato.
La Russa ha ricevuto 116 voti.  65 le schede bianche e 2 a testa i voti per la senatrice a vita Liliana Segre (che ha presieduto la seduta elettiva a Palazzo Madama) e per Roberto Calderoli.
Ignazio La Russa, nel 2012, fu tra i fondatori di Fratelli d’Italia insieme a Guido Crosetto e Giorgia Meloni, a completamento di un percorso politico personale per oltre 50 anni all’interno della destra italiana.
E’ stato segretario del Fronte della Gioventù negli anni Settanta, consigliere locale di San Donato Milanese nel 1985 e poi consigliere regionale lombardo.
E’ arrivato in Parlamento nel 1994. Tra i principali incarichi ricoperti, quello di ministro della Difesa dal 2008 al 2011.

Le tappe verso il nuovo Governo

Entro 48 ore dall’elezione dei presidenti delle Camere, i 600 parlamentari dovranno scegliere il gruppo di appartenenza.
I gruppi saranno convocati probabilmente lunedì 17 dai presidenti dei rispettivi rami del Parlamento per la loro costituzione e l’elezione dei relativi presidenti.
I presidenti dei gruppi saranno infatti tra i convocati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per le consultazioni in vista dell’assegnazione dell’incarico di formare il nuovo Governo.
L’affidamento dell’incarico, presumibilmente a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, potrebbe avvenire entro la fine della prossima settimana.
I tempi delle consultazioni da parte del presidente del Consiglio incaricato non sono fissi, ma è presumibile che la successiva presentazione della lista dei ministri al Quirinale e il successivo giuramento possano avvenire non prima di lunedì 24. Poi, l’iter potrà concludersi attraverso il voto di fiducia delle Camere.

Alberto Minazzi

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