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Cinque donne. Loro come noi

Cinque donne. Loro come noi

Un video di intensità sbaraglia i falsi miti sulle donne disabili.
Il progetto di inclusione della cooperativa Arcobaleno di Breno

Cinque donne condividono un appartamento. Hanno un percorso di vita autonomo e indipendente. Nonostante le loro disabilità. E sbaragliano ogni stereotipo riappropriandosi del loro ruolo di persone in grado di badare alle proprie vite e di goderne appieno.
Condividono il loro alloggio da oramai 10 anni, si sono integrate fra loro e con la realtà che le circonda.
Non sono, in quanto disabili, eterne bambine.
Sono donne con una vita di gruppo e sociale, con un quotidiano normale, fatto di alti e di bassi, di momenti di gioia e di tristezza, di abbracci e di litigate, di solitaria meditazione.

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I falsi miti sulla disabilità femminile

A ritrarle in questa dimensione che sfata i falsi miti sulle disabilità femminili è un video che rende visibili queste donne normalmente quasi “invisibili”, che in genere vivono dietro le mura di comunità alloggio e case protette e che in questo caso invece sono diventate le protagoniste di un piccolo paese in Val Camonica. Dove ogni giorno lavorano: chi in caffetteria, chi in panificio o in ufficio.
La loro vita normale è iniziata grazie a un lungimirante progetto della cooperativa Arcobaleno di Breno, che ha loro restituito dignità e prospettiva futura.
Uno sguardo di diritto al domani che ben traghetta il video, realizzato dal regista Michele Pastrello, sulle loro giornate tipo, con le storie di ognuna, le passioni, i piccoli momenti di felicità quotidiana.

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Le storie di Chiara, Silvia, Laura. Noemi e Franca

Ci sono sorrisi luminosi, abbracci e coccole affettuose, occhi incantati.
Così a Chiara piace nuotare in piscina e ama fare il caffè nel bar del paese; Silvia è diventata un’esperta panettiera e quando è libera ama fare attività sportiva; a Laura piace fare la spesa e ama sedersi lungo il ruscello per le sue letture pomeridiane; Noemi ama ricamare e cantare a squarciagola; Franca ogni mattina prende il treno per lavoro e quando è sera ama riguardare le vecchie foto delle sue vacanze al mare. Insieme preparano la colazione, si aiutano nei lavori di casa, affrontano insieme i piccoli contrattempi quotidiani, si sostengono come una vera squadra.

Loro come noi: il video

Chiara, Silvia, Laura, Noemi e Franca sono le “testimonial” della vita autonoma e indipendente delle donne con disabilità.
Sono le testimonial di storie di opportunità, di libertà di scelta, di prospettive future.
“Questo non è un video sulla disabilità, ma un video con persone disabili. Non è neanche la loro storia, ma una fotografia della loro vita attuale, che è uguale alla nostra: loro come noi» ci dice Pastrello, autore di 4 minuti di intensità che, attraverso la potenza delle immagini raccontano emozioni dimenticate. La forza di un sorriso, la tenerezza di un abbraccio condiviso.

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Il regista Michele Pastrello

In quella valle di piccoli borghi e montagne selvagge che è la Val Camonica, di fatto lontana dalle opportunità offerte dalle grandi città, loro hanno trovato la loro dimensione.
Vivono nel loro condominio portando avanti, con le loro vite, un importante progetto di inclusione sociale.
Lavorano, cucinano, guardano la televisione, chiacchierano tra loro, cantano, discutono, trascorrono le giornate seguite anche dagli assistenti della cooperativa e, al contempo, assaporano l’esperienza di autonomia della vita adulta e indipendente.

Disabili: vita autonoma e vita indipendente

Spesso le locuzioni sono utilizzate come sinonimi, ma così non è.
Per una persona con disabilità la “vita autonoma” è la possibilità di compiere azioni senza l’aiuto di altre persone come mangiare, bere, farsi la spesa, leggere un giornale.
La “vita indipendente” invece significa essere padroni di se stessi, essere in grado di prendere decisioni e scegliere il proprio destino, indipendentemente dalla disabilità.
Loro come noi.

Luisa Quinto

Un commento su “Cinque donne. Loro come noi

  1. Ottimo articolo. Ben curato nei dettagli e molto circostanziato. L’argomento è stato trattato con particolare sensibilità. Brava la giornalista.


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Tag:  disabilità