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DIVENTARE METROPOLITANI È VANTAGGIOSO

DIVENTARE METROPOLITANI È VANTAGGIOSO

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Analisi e riflessioni sulle caratteristiche e i temi rilevanti per lo sviluppo metropolitano del territorio

Un progetto di città metropolitana per il Veneto centrale dovrebbe rispondere a un obiettivo preciso: creare le premesse per un rilancio della competitività dell’intero territorio del Nord Est, sviluppando un eco-sistema favorevole all’attrazione di investimenti dall’estero e allo sviluppo di attività a elevato potenziale d’innovazione.
Nel corso dell’ultimo decennio, importanti istituzioni di ricerca hanno sottolineato il differenziale di crescita fra territori che dispongono di aree metropolitane proiettate a livello internazionale e territori che non hanno sviluppato polarità in grado di fare da traino allo sviluppo. Guardando al dibattito che si è sviluppato in anni recenti, possiamo individuare tre caratteristiche che rendono le aree metropolitane particolarmente dinamiche.
La prima riguarda la creazione di mercati del lavoro capaci di fornire opportunità a un numero ampio di profili professionali, anche fra le specializzazioni più sofisticate. Se si vogliono attrarre talenti da tutto il mondo per produrre eccellenza, è necessario creare interesse e opportunità di crescita per chi deve restare e per chi potrebbe venire. Un secondo aspetto riguarda le istituzioni: un’area metropolitana effettivamente competitiva è in grado di richiamare un gran numero di istituzioni politiche, imprese, università, organismi internazionali e associazioni di rappresentanza in modo da creare quella densità istituzionale che facilita la qualità dei processi decisionali e abilitare l’emergere di una classe dirigente informata e competente. Un terzo elemento, messo in evidenza dagli studi sociali ed economici, enfatizza la capacità di un territorio di creare collegamenti con le opportunità economiche, tecnologiche e culturali che si esprimono all’esterno dell’area.
In Veneto esiste di fatto un’area metropolitana che include, anche secondo i lavori dell’OCSE, le province di Venezia, Padova e Treviso. Sulla base di diversi parametri, primo fra tutti quello della mobilità delle persone sul territorio, queste tre province rappresentano già oggi uno spazio metropolitano integrato con molti punti di forze e, ovviamente, qualche debolezza. Il problema principale con il quale si confronta oggi il governo del territorio è se e come procedere in un percorso che dia a quest’area le caratteristiche di attrattività, densità istituzionale e di connessioni con il mondo che consentano un aumento complessivo della competitività del Veneto e, più in generale, della macro area del Nord Est.
Per il Veneto la credibilità di un’agenda di governo metropolitano dipende, pertanto, dalla capacità d’individuare temi rilevanti per lo sviluppo del territorio e per i quali la gestione locale è diventata del tutto inadeguata.
Un primo punto per lo sviluppo metropolitano riguarda l’azione sul sistema dei trasporti. E’ infatti difficile immaginare l’effettivo dispiegamento delle potenzialità di un spazio metropolitano in assenza di un’offerta, sotto questo profilo, all’altezza di altre capitali europee e internazionali. La sfida si gioca oggi principalmente sul rinnovamento dei modelli di mobilità del trasporto locale grazie ai quali è possibile immaginare nuove logiche di divisione del lavoro e nuove specializzazioni. L’esistenza di servizi di trasporto adeguati rappresenterebbe poi la condizione per accedere in modo efficiente ai nodi del trasporto nazionale e internazionale, quali aeroporti e reti dell’alta velocità, accrescendo così l’attrattività del sistema metropolitano.
Un secondo punto qualificante riguarda il fronte della banda larga e della connettività digitale. Un’area metropolitana che si rispetti è in grado di garantire servizi di connettività di avanguardia a costi contenuti. Il potenziamento della dotazione tecnologica passa anche attraverso l’attrazione di investimenti nazionali ed esteri di imprese che si posizionano sia dal lato della domanda – come utilizzatori professionali della rete – sia da quello dell’offerta – come fornitori di prodotti e servizi digitali).
Fra i temi prioritari per una riorganizzazione del territorio metropolitano del Veneto centrale c’è sicuramente quello delle aree produttive. Anche negli anni della crisi, infatti, la domanda di fabbricati per attività produttive, logistiche, terziarie, commerciali è proseguita, ma ha mostrato caratteristiche diverse rispetto al passato. Oggi, la crisi da un lato e le mutate esigenze dei settori e delle aziende dall’altro, stanno contribuendo a liberare degli spazi che, tuttavia, non sempre sono compatibili con le nuove funzioni produttive. Emerge, dunque, l’opportunità di attivare processi di recupero, riconversione e valorizzazione dei “vuoti metropolitani” anche attraverso strumenti innovativi di gestione immobiliare.
Tra i servizi che potrebbero beneficiare di un governo metropolitano ci sono anche quelli di pubblica utilità, come la gestione dei rifiuti, la regolazione dei servizi idrici e la stessa sicurezza idraulica. E’ la stretta interdipendenza negli usi del suolo a creare la necessità di un governo unitario di queste materie ambientali. Un progetto di scala metropolitana sarebbe utile, inoltre, per sviluppare una politica energetica innovativa e favorire una specializzazione dei centri pubblici di ricerca e trasferimento tecnologico.
Da non sottovalutare, infine, la portata della gestione ad una scala più ampia delle politiche turistiche e della cultura nell’area centro-veneta. L’implementazione di tali politiche a livello metropolitano potrebbe favorire non solo l’aumento delle presenze, quanto piuttosto una gestione più efficiente dei flussi, tema assolutamente cruciale in particolar modo per la salvaguardia del centro storico di Venezia. Inoltre, una politica culturale integrata contribuirebbe ad arricchire l’offerta grazie ad una specializzazione dei contenuti e una razionalizzazione delle spese per promozione e comunicazione. Si potrebbero così “liberare” risorse da utilizzare per promuovere attività culturali sperimentali, innovare gli strumenti di fruizione attiva del patrimonio e delle attività, con effetti positivi che possono propagarsi su tutto il territorio.
«Per il Veneto la credibilità di un’agenda di governo metropolitano dipende, pertanto, dalla capacità d’individuare temi rilevanti per lo sviluppo del territorio e per i quali la gestione locale è diventata del tutto inadeguata» 

Questo articolo riprende analisi e proposte sviluppate
in un rapporto di ricerca a cura dell’Ires Veneto
sul sistema metropolitano veneziano
(Giancarlo Corò, Dalla Torre, 2014)

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