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DIFFERENZIARE PER DIFFERENZIARSI

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Gli esempi virtuosi in tema di raccolta differenziata nel nostro territorio. Iniziative, modalità e curiosità

Obiettivo centrato per il 75% dei comuni veneti. Tanti infatti hanno già superato la soglia del 60% di raccolta differenziata che la normativa vigente in materia di rifiuti urbani impone si raggiunga entro la fine del 2011. Oltre la metà, 334 Comuni su 581, ha fatto anche meglio, oltrepassando il limite del 65% con due anni di anticipo rispetto alle disposizioni legislative. Grazie a questi numeri il Veneto si conferma leader a livello nazionale toccando, secondo i dati Arpav, il 58,3% di raccolta differenziata (pari a circa 1.404.000 tonnellate di rifiuti urbani).

Ma come si raggiungono tali risultati? Esistono diversi metodi di raccolta dei rifiuti ma il più efficace si è rivelato il “porta a porta”, diffuso soprattutto nei Comuni più piccoli. In questo caso i cittadini sono investiti della responsabilità di differenziare i rifiuti direttamente a casa propria, conferendoli in appositi bidoni che andranno poi esposti all’esterno dell’abitazione negli orari e nelle date prestabilite per il prelievo da parte degli incaricati del servizio di raccolta. Nelle grandi città, invece, è più diffuso il sistema alternativo della “raccolta stradale”, con i cittadini che devono depositare i loro rifiuti, senza alcun obbligo di rispettare orari e date, in appositi contenitori colorati posizionati su strade e aree pubbliche. In entrambi i casi, per tutti i materiali per i quali non è previsto il conferimento in appositi bidoni, per caratteristiche, dimensioni o pericolosità, sono a disposizione i centri di raccolta, noti anche come “ecocentri”.
Differenziare i rifiuti, specie nei sistemi più rigidi come il “porta a porta”, può sembrare quindi un compito impegnativo, ma è tanto importante quanto conveniente. Una buona percentuale di raccolta differenziata permette ai Comuni di ricevere contributi economici: secondo le stime del Consorzio Nazionale Imballaggi, un comune di 100.000 abitanti, con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45% e in prima fascia di qualità per la raccolta di tutti gli imballaggi, può ricevere un corrispettivo pari a circa 1 milione di euro.

Per gli utenti il principio è:”chi inquina paga”. La tariffazione del servizio, infatti, viene applicata in base alla produzione del rifiuto più inquinante (il “secco” non riciclabile): meno se ne produce e meno si paga. Per l’ambiente i benefici sono ancora più immediati, perché la raccolta differenziata consente di risparmiare materie prime nei processi produttivi e di ridurre le emissioni di co2 in atmosfera: producendo una tonnellata di carta riciclata, ad esempio, si risparmiamo 15 alberi, quasi 440.000 litri d’acqua e circa 5.000 kWh di energia elettrica. L’umido si trasforma in “Compost”, utilizzato per concimare campi, orti e giardini; metalli e vetro vengono trasformati in nuovi oggetti e contenitori. In Veneto l’impegno delle amministrazioni comunali e la coscienza civica e ambientale dei cittadini hanno consentito di raggiungere livelli di eccellenza e non mancano gli esempi virtuosi. Legambiente ha recentemente assegnato il riconoscimento di “Comune Riciclone 2011” a Ponte nelle Alpi (BL) che ha toccato l’86,4% di raccolta differenziata, la più alta in Italia, e intrapreso iniziative innovative come l’introduzione di un bidoncino da 5 litri per la raccolta degli oli di frittura. Cimadolmo (TV) è invece primo nel Veneto secondo i dati Arpav con una percentuale dell’83,10% (la discrepanza tra i dati forniti da Legambiente e Arpav sta nella differente metodologia di calcolo e di variabili considerate) e la Provincia di Treviso, nel suo complesso, si rivela la più virtuosa.

Altri esempi virtuosi nell’area metropolitana Venezia-Padova- Treviso si riscontrano a Scorzè (VE) e Piazzola sul Brenta (PD). Il primo si distingue per una pratica particolarmente diffusa in tutta la provincia veneziana: il compostaggio domestico, una procedura utilizzata per gestire in proprio la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, che vengono “stoccati” nel proprio giardino in appositi contenitori e utilizzati poi come fertilizzanti. A Scorzè si registra uno dei dati più alti: 2.681 tonnellate di rifiuto organico a fronte di una popolazione di poco più di 19.000 abitanti.

Se è vero, però, che spesso l’arma migliore si rivela la prevenzione, un plauso va anche ai cittadini di Piazzola sul Brenta, il comune della Provincia di Padova, considerando quelli sopra i 10.000 abitanti, dove in rapporto alla popolazione si producono meno rifiuti: poco meno di 4 milioni di tonnellate. L’impegno delle amministrazioni comunali e l’efficienza della gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti sono aspetti indispensabili per il successo della raccolta differenziata, ma ancora più importante è l’impegno dei singoli cittadini che devono cominciare a differenziare nella propria abitazione.

Ma come fare? I consigli utili sono, innanzitutto, di acquistare in modo consapevole, scegliendo prodotti con poco imballaggio ed evitando “monodose” ed “usa e getta”, preferendo prodotti “ricaricabili” (detersivi, liquidi e latte crudo sfusi), pannolini lavabili, acqua di rubinetto (degna di nota la campagna pubblicitaria di sensibilizzazione proposta da Veritas per il Comune di Venezia) e scegliendo imballaggi costituiti da un solo materiale. A casa, poi, è importante saper distinguere cosa è possibile riciclare e come, recandosi agli ecocentri per i prodotti che non è possibile riciclare autonomamente. Il territorio in cui viviamo è splendido, sta a noi fare in modo che rimanga tale, anche attraverso la raccolta differenziata.

DI LUCA CANDIDO

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