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Decreto "salva Natale": cosa c'è da sapere

Decreto "salva Natale": cosa c'è da sapere

Dal 6 dicembre, il Green Pass si sdoppia.
Non cambiano le modalità di rilascio, perché non si introduce nessun obbligo vaccinale generale, che invece viene esteso solo ad alcune categorie.
Ma un Green Pass, quello ottenuto grazie a un tampone negativo, servirà solo per lavorare e spostarsi con i mezzi pubblici.
L’altro, ormai già comunemente conosciuto come “Super” o “rafforzato”, offrirà ai soli vaccinati e guariti la possibilità di continuare ad accedere ai luoghi dove si svolgono le attività sociali e ricreative.
La novità era nell’aria, così come la riduzione della durata dei certificati da 12 a 9 mesi, e adesso è stata formalizzata dal Consiglio dei Ministri con un nuovo decreto-legge.
Non è l’unica misura urgente adottata dal Governo italiano nella quarta ondata di pandemia da Covid-19 per il contenimento dell’epidemia e lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali. In pratica, cioè, “salvare il Natale”, come ha dichiarato il premier Mario Draghi illustrando il provvedimento.

Super Green Pass: come funzionerà

Uno dei principali nodi da risolvere emerso dalla discussione che ha preceduto il decreto era legato al momento in cui far scattare le disposizioni del Super Green Pass. E, tra le diverse posizioni che lo invocavano solo dal passaggio di una regione in zona arancione o rossa, o quantomeno gialla, il Governo ha scelto quella più rigida.
Il provvedimento precisa infatti chiaramente che il meccanismo si applicherà in pratica sempre, valendo cioè fino al 15 gennaio 2022 anche in zona bianca “per lo svolgimento delle attività e la fruizione dei servizi per i quali in zona gialla sono previste limitazioni”.

Proprio il riferimento alle misure legate alla colorazione a zone serve a delimitare l’ambito di applicazione del Green Pass rafforzato. Gli ambiti sono quelli della ristorazione al chiuso e degli spettacoli, di feste, discoteche e cerimonie pubbliche, fino al pubblico degli eventi sportivi.
“In caso di passaggio in zona arancione – precisa il comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio – le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green Pass rafforzato”.
Sarà la stessa app “VerificaC19” a riconoscere automaticamente se il Green Pass è “normale” o Super.

Le altre novità del decreto “Salva Natale”

Il decreto non prevede per ora nessuna modifica alle norme precedenti sulla durata del certificato rilasciato in base all’effettuazione di un test risultato negativo.
In caso di tampone rapido antigenico si resta così a una validità di 48 ore, che salgono a 72 per chi ha effettuato un tampone molecolare.
La differenza tra i 2 nuovi tipi di Green Pass non ha inoltre nessun effetto riguardo all’utilizzo della mascherina all’aperto, che resta obbligatorio in zona gialla anche per chi si è vaccinato o è guarito dal Covid-19.

Entrambi i certificati, poi, saranno validi negli ulteriori settori ai quali il decreto-legge ha esteso l’obbligo di certificazione. Dal 6 dicembre, oltre che al lavoro e sui aerei e treni a lunga percorrenza, il Green Pass verrà richiesto anche per soggiornare in alberghi o altre strutture ricettive e per accedere agli spazi adibiti a spogliatoi e docce legati agli impianti, come palestre e piscine, dove si svolge attività sportiva. Ma anche per i servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale e per i servizi di trasporto pubblico locale, dove i controlli potrebbero essere effettuati a campione o al momento dell’acquisto del titolo di viaggio.  Il confronto resta aperto su chi (controllori delle aziende di trasporto o forze dell’ordine) dovrà effettuare questo controllo. A questo proposito si attende, quindi, con tutta probabilità, una circolare del Ministero dei Trasporti per chiarire gli aspetti controversi.

Vaccini: cosa prevede (e cosa non prevede) il decreto

In tema di vaccini, il nuovo decreto prevede di estendere l’obbligo vaccinale alla terza dose, a decorrere dal 15 dicembre, “con esclusione della possibilità di essere adibiti a mansioni diverse”.
Inoltre, sempre dalla stessa data, stabilisce l’estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie: il personale amministrativo della sanità, i docenti e personale amministrativo della scuola, i militari, le forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria) e il personale del soccorso pubblico.

Nel testo non rientrano (perché si attendono altri provvedimenti specifici) invece altri temi di cui si è molto dibattuto negli ultimi giorni. Ovvero l’anticipo della possibilità di sottoporsi alla dose booster da 6 a 5 mesi, l’apertura da subito alla terza dose per gli under 40 e l’avvio di campagne vaccinali per la fascia d’età tra 5 e 12 anni.
Su questi temi, il comunicato ufficiale precisa che “il Governo ha assunto e ha intenzione di assumere in via amministrativa altre decisioni”. In particolare, per la vaccinazione degli under 12, è esplicito il riferimento all’autorizzazione da parte di Ema e Aifa, che dovrebbero esprimersi a breve. E il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha già dichiarato che il Governo è pronto ad adeguarsi alle decisioni delle agenzie del farmaco europea e italiana.

Le altre misure del decreto

Il decreto-legge, che ora passerà alle Camere per la conversione in legge entro 60 giorni, prevede anche un rafforzamento dei controlli da parte delle Prefetture.
Dovranno essere infatti redatti dai rappresentanti territoriali del Governo, entro 5 giorni dall’entrata in vigore del testo, dei piani provinciali per l’effettuazione di costanti controlli.
Le Prefetture inoltre saranno obbligate a redigere una relazione settimanale da inviare al Ministero dell’Interno. Previsto infine un potenziamento della campagna di comunicazione a favore della vaccinazione.

Alberto Minazzi

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